Ancora una volta Jerez de la Frontera. Ancora una volta l’ultima curva. Un tornante lento che immette sul traguardo divenuto celebre per diversi episodi. In principio, nel 1996, toccò a Michael Doohan infilare Alex Criville e sbarrargli la strada, influendo sull’errore e sulla caduta dello spagnolo. Nove anni più tardi, fu un altro idolo di casa, Sete Gibernau, a vedere sfumare la vittoria per un’entrata durissima di Valentino Rossi. Una stoccata oltre le righe, con la Yamaha numero 46 che si appoggia e sposta dalla traiettoria ideale la Honda Gresini, spingendola verso la ghiaia. La manovra venne accolta tra fischi ed insulti dei tifosi locali, che però ebbero modo di rifarsi nelle stagioni seguenti. La curva finale è stata intitolata a Jorge Lorenzo, autore di un sorpasso all’esterno su Dani Pedrosa nel 2010 e vittima di un’entrata “alla Rossi” da parte di Marc Marquez tre anni dopo. Sabato, anche la Superbike ha conosciuto la sua polemica spagnola: Jonathan Rea ha provato il sorpasso impossibile ad Alex Lowes, ma la manovra si è risolta con un contatto che ha buttato a terra il pilota della Yamaha.

VERDETTO

L’incidente ha fatto discutere, ma ha avuto anche importanti ripercussioni. Infatti, la Direzione Gara ha emesso un verdetto che ha ridisegnato la classifica. Rea è retrocesso dal terzo al quarto posto. Per certi aspetti, una novità. E le polemiche sono aumentate sotto la spinta dei difensori del pilota nordirlandese. In effetti, la manovra del quattro volte campione del mondo è quella che ha avuto la conclusione più vistosa, con la caduta del rivale, ma anche l’unica in cui il responsabile del contatto abbia cercato di evitare l’impatto. Insomma, la penalizzazione è stata forse eccessiva, almeno in quest’occasione. Una novità rispetto alla tradizione della Superbike, dove veniva tollerato maggiormente il contatto. Forse, la punizione inflitta a Rea è anche un messaggio indiretto proprio ai cugini della MotoGP: qui le regole vengono rispettate, qui si fa sul serio e non sono ammesse follie. Certamente, è un episodio destinato a creare un precedente: infatti, il contatto tra Marco Melandri e Chaz Davies in gara 2 è stato prontamente sanzionato, tenendo proprio conto della severità del rispetto del regolamento. E, forse, la Superbike ha intrapreso una nuova strada nella sua perenne evoluzione.

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