Alessandro Lupino

Il motocross è uno sport tanto bello quanto pericoloso, lo sappiamo tutti, ma ci sono dei momenti della stagione e delle gare che ci sbattono ulteriormente in faccia questa realtà. È quello che è successo domenica scorsa a Orlyonok e durante l’MXGP di Russia, su una pista che i piloti hanno definito ”estremamente pericolosa” e forse non è mai stata adatta al Mondiale. Il pilota che ne ha riportato maggiormente le conseguenze è il nostro Alessandro Lupino, che ha vissuto un autentico weekend da incubo, partito male al sabato e proseguito peggio nei giorni seguenti.

Il Lupo, in sella alla Kawasaki del team Gebben van Venrooy, è caduto già nella manche di qualifica del sabato, venendo costretto al ritiro perchè il suo ginocchio era gonfio e dolorante. Nonostante tutto, ha deciso di prendere il via nelle gare di domenica, ed è caduto rovinosamente durante la prima manche dopo un contatto con un avversario: Alessandro Lupino è stato anche investito da un altro concorrente, ed è rimasto a terra sul tracciato per il forte dolore. Il Lupo stesso ha dichiarato di avere provato grande paura, perchè per un paio di minuti non aveva la sensibilità a mani e gambe, e le sue condizioni sono sembrate subito serie: il nostro pilota non riusciva a rialzarsi, ed è stato trasportato all’ospedale di Krasnodar per accertamenti.

Gli esami hanno riscontrato fratture e contusioni. Come ha scritto la moglie Federica su Instagram nella mattinata di lunedì, ”Alessandro ha riportato la frattura di una vertebra e dello sterno. Entrambe le fratture sono composte e a livello neurologico è tutto ok, il problema è che la rottura dello sterno ha provocato un trauma cardiaco che deve essere tenuto sotto controllo”: in realtà il comunicato pubblicato nella giornata seguente dall’ufficio stampa di Lupino parla della frattura di alcune vertebre (pare 4), oltre allo sterno e al già citato trauma cardiaco, ma per fortuna tutto è volto verso il meglio. Alessandro è stato tenuto in terapia intensiva per una notte e poi dimesso, e nella giornata di ieri è tornato in Italia per iniziare il lungo processo di recupero, che verosimilmente lo vedrà out per 2-3 mesi per consentire a tutte le fratture di saldarsi al meglio: a sensazione diciamo che il vero obiettivo di Alessandro Lupino potrebbe essere l’ultimo GP stagionale, per rientrare in vista dell’MXoN, dove l’Italia inseguirà nuovamente il successo dopo il 2° posto (poi tolto per squalifica) dell’anno scorso. Sempre che non decida di saltare tutta la stagione e ripresentarsi al meglio nel 2020.

Le foto di Alessandro Lupino tranquillamente in piedi all’arrivo in aeroporto, seppur con un busto per ”tenere” salde le fratture, ci hanno rassicurato e fatto tirare un sospiro di sollievo. Alessandro è un bravissimo ragazzo, che abbiamo avuto modo di conoscere e intervistare più volte a EICMA, e gli auguriamo una pronta guarigione dalle fratture e dopo questa tremenda caduta, che lui stesso ha raccontato così: ”Questa volta me sono vista davvero brutta. La caduta in qualifica mi ha lasciato con un ginocchio malconcio, ma dopo il warm up mi sentivo in grado di correre. Nella prima manche sono partito malissimo ma dopo 6/7 giri avevo già recuperato una decina di posizioni. Poi mi sono toccato con un avversario e sono caduto a terra e qualcuno mi è saltato sulla schiena. Ero a terra e per qualche tempo non avevo sensibilità a gambe e mani. Fortunatamente dopo qualche minuto mi sono ripreso e sono stato subito trasferito in ospedale. Ho passato la notte in osservazione e, dopo essere stato sottoposto ad ulteriori esami, mi hanno dimesso per darmi modo di rientrare a casa in serata. Ora cercheremo di capire come guarire per rientrare in gara il prima possibile”.

Orlyonok non ha causato problemi solo a Lupino: Bobryshev ha riportato una doppia frattura, Desalle si è fratturato tibia e perone in una tremenda caduta in rettilineo e Paulin ha rischiato grosso, distruggendo la sua Yamaha in gara-1. Siamo sicuri che convenga davvero gareggiare a Orlyonok i futuro?

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