L’inizio di stagione di Yamaha non è stato certamente esaltante, e la scuderia di Iwata ha vissuto al Mugello il peggior weekend del suo 2019: Vinales 6°, Quartararo 10° dopo le ottime qualifiche, Morbidelli e Rossi out per delle cadute. La Yamaha non ha il passo per stare con le prime, va forte in qualifica (Rossi unica eccezione) e poi crolla in gara, dovendosi rassegnare alle posizioni di rincalzo: ha dei problemi con le gomme e una pessima trazione, cosa che non aiuta certamente i suoi piloti a competere coi migliori della MotoGP.

E molto spesso Rossi, che parte sempre da peggiore delle Yamaha, è il migliore in gara perchè gli altri naufragano. Insomma, è tutto da buttare per la casa di Iwata, che a livello di risultati è alle spalle di Honda, Ducati e anche Suzuki, e di fatto recita il ruolo da quarta forza della MotoGP. I numeri di Yamaha sono sconfortanti: tre soli podi (2 Rossi, 1 Vinales) in sei GP, nessuna vittoria e successo che manca dal 28 ottobre 2018 e dal GP d’Australia vinto dallo spagnolo. Nel mentre, Yamaha ha conquistato la pole con Vinales in Qatar e Quartararo a Jerez, ma i risultati della casa nipponica sono davvero sconfortanti.

Attualmente, infatti, Yamaha ha accumulato 88 punti nel Mondiale costruttori (nel Mondiale piloti invece Rossi 72, Vinales 40, Morbidelli 34, Quartararo 31), un dato che rappresenta la somma più bassa dal 2003, ultimo anno senza Valentino Rossi. Allora Barros, Jacque, Checa, Melandri e Abe avevano ottenuto solo 70 punti, mentre VR46 dominava con HRC prim di sorprendere tutti e passare in Yamaha l’anno seguente, conquistando subito il titolo e facendo rinascere il team giapponese. Il numero è dunque il peggiore degli ultimi 16 anni, e ci sono altri dati sconfortanti: per il secondo anno consecutivo, Yamaha non vince nessuna delle prime sei gare, cosa che era successa anche nel 2002 e nel 2003, sempre prima dell’avvento di Rossi. E tra l’altro, parliamo di due sole vittorie nelle ultime 37 gare, percentuale vicina al 12% e sconfortante.

YAMAHA: I NUMERI (SCONFORTANTI) DEL DOPO-LORENZO– Il tracollo di Yamaha ha avuto un inizio ben preciso, ed è databile all’addio di Jorge Lorenzo. Il maiorchino componeva con Rossi un ottimo team di sviluppo della moto giapponese, e dopo il suo addio si è letteralmente persa la bussola: i continui cambiamenti degli ultimi due anni sono emblematici di questo caos, e i numeri parlano. Dall’addio di Jorge Lorenzo, sono state disputate 42 gare: Yamaha ne ha vinte cinque, quattro con Vinales (numero gonfiato dall’illusorio avvio del 2017) e una con Valentino Rossi, che non festeggia sul gradino più alto del podio dal 25 giugno 2017 (Assen). Nelle ultime 42 gare di Jorge Lorenzo con Yamaha, la scuderia di Iwata aveva conquistato 21 successi: 13 con Jorge e 8 con Rossi, giocandosi praticamente sempre il Mondiale.

I numeri però non spaventano Mario Meregalli, che aveva commentato così dopo il Mugello: ”Anche Ducati, dopo aver perso Stoner, ha impiegato qualche anno per tornare a vincere. Per noi è lo stesso dopo l’addio di Lorenzo. Valentino Rossi nei box è sempre lo stesso: concentrato e desideroso di migliorare la moto. Non ho visto in lui nessun cambiamento”. Quindi Meregalli ostenta ottimismo, ma definisce la partenza di Jorge Lorenzo un duro colpo: un colpo che Yamaha dovrà assorbire quanto prima, perchè è la quarta forza del Mondiale MotoGP, e KTM sta iniziando ad avvicinarsi grazie al lavoro di collaudo di Dani Pedrosa…

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