Test MotoGP Losail

L’Università del motociclismo. La pista di Assen, famosa negli anni passati per la sua gara al sabato, viene chiamata così da sempre. Tornantini, tratti veloci e molto insidiosi, curve da gestire al meglio se si vogliono evitare incidenti: c’è tutto questo nel GP d’Olanda, che ha perso un possibile protagonista già venerdì, quando Jorge Lorenzo è caduto malamente e si è fratturato una vertebra, un infortunio che lo costringerà a un lungo stop. Oggi, però, è tempo di gareggiare: Moto3 e Moto2 regalano il consueto spettacolo, mentre in MotoGP scatta dalla pole Fabio Quartararo, con Marquez 4° e non in grande spolvero e Rossi mestamente 14° dopo un’altra eliminazione in Q1. Andiamo a scoprire cos’è successo.

MOTOGP: VINALES TORNA AL SUCCESSO, KO ROSSI– Alla partenza, le Suzuki sorprendono tutti. Le moto giapponesi decidono di montare la morbida al posteriore (come Marquez) e sono ovviamente più performanti in avvio, con Alex Rins in testa davanti a Joan Mir: duo spagnolo in testa, con Quartararo, Marquez e Vinales all’inseguimento e Rossi che mantiene inizialmente la 14a posizione, ma poi prende il ritmo. Alex Rins prova la fuga, venendo inseguito dal compagno, ma deve ritirarsi dopo tre giri: la sua Suzuki lo scaraventa a terra, e la gara di Rins si conclude. Mir si trova così in testa davanti a Quartararo, Vinales e Marquez, ma sente la pressione: brutto ”lungo” dello spagnolo, che viene superato da tre piloti e non avrà più il ritmo d’inizio gara. La testa della corsa passa così a Quartararo, che precede Marquez e Vinales, autore di qualche errore di troppo, ma anche dotato di un ritmo forsennato: le Yamaha si muovono molto nel tratto più veloce, e Marquez ne approfitta per avvicinarsi, ma tiene la testa della corsa solo per qualche metro, restituendola poi a Quartararo. Dovizioso è quarto e si avvicina ai primi tre, che però allungano a metà gara sfruttando il loro ritmo superiore: Quartararo resta davanti, poi però il suo ritmo si alza e la testa passa a Marquez, che s’invola insieme a Vinales. Maverick attacca a pochi giri dal termine, e abbassa nuovamente il ritmo: 1.33.7 per lui, con Marquez che resiste, ma poi ”la da su” negli ultimi giri per il decadimento della sua gomma morbida. Vittoria per Maverick Vinales e per Yamaha, che centra il primo successo stagionale: secondo Marquez e terzo Quartararo, con Dovizioso che difende il quarto posto dal rientro dello scatenato Morbidelli, che precede Petrucci, Crutchlow, Mir, Miller e Iannone. Solo 17 piloti all’arrivo, e un finale ”da gambero” per Mir: era in lotta per il 4° posto, ma ha perso tantissimo perchè la sua Suzuki è andata lunga in una curva, e poi non voleva saperne di ”riprendere” la marcia. Per evitare la caduta, Mir ha perso tantissimi secondi ed è arrivato ottavo. Nel Mondiale, Marquez sale a quota 160, volando a +44 su Dovizioso e +52 su Petrucci: Valentino Rossi resta quinto con 72 punti e miglior Yamaha, ma si avvicinano Quartararo (67) e Vinales (65). Maverick non vinceva da Phillip Island 2018, ovvero da otto mesi.

MOTO2: GARA A ELIMINAZIONE, VINCE AUGUSTO FERNANDEZ– Tantissime cadute e tantissimi colpi di scena in Moto2, dove arriva la prima vittoria in carriera di Augusto Fernandez, pilota del team Pons. Lo spagnolo approfitta della caduta di Alex Marquez, che è stato centrato al penultimo giro da Lorenzo Baldassarri, che aveva perso il controllo della sua moto in un tentativo di sorpasso. La gara perde tantissimi protagonisti: cade nei primissimi giri Sam Lowes, che era in lotta per la testa della corsa e coinvolge nella sua scivolata anche Jorge Martin. Caduta anche per il poleman Remy Gardner, che vola a terra a metà gara mentre si trovava nel gruppo di testa. Ko anche Vierge e Bastianini, che si centrano a cinque giri dal termine e mentre lottavano per il podio proprio con Fernandez, che evita la caduta e approfitta degli errori altrui. In testa inizialmente c’era il consueto gruppone, con Alex Marquez davanti a Baldassarri fino al penultimo giro: la caduta dei due premia Brad Binder, che inizialmente allunga a 1”5, però cede nel finale dopo il duello con Augusto Fernandez. Vittoria per lo spagnolo davanti al sudafricano e a Luca Marini, bravo a evitare le cadute e conquistare il podio: quarto Luthi, che precede Nagashima, Manzi con la MV Agusta dopo una bella rimonta dalle retrovie, Locatelli, Schrotter, Aegerter e Bezzecchi. Tutti questi piloti approfittano delle tante cadute, che riscrivono ovviamente la classifica mondiale: Thomas Luthi è il nuovo leader con 117 punti, +6 su Alex Marquez e +25 su Augusto Fernandez. Solo quinto Baldassarri, che dopo le tante cadute si trova a 88 punti e dovrà inseguire.

MOTO3: BIS DI TONY ARBOLINO– La Moto3 ci regala l’ennesima gara spettacolare, e Tony Arbolino spezza la serie di vincitori differenti nella categoria: dopo 12 gare consecutive con un vincitore differente, l’italiano diventa il primo pilota a ottenere due successi in stagione e spezzare la ”tradizione”. Lo fa dopo la consueta gara coi distacchi risicati, decisa tra le varie cose da un long-lap penalty: Jakub Kornfeil era in testa dopo una grandissima gara, nella quale aveva sempre lottato per le posizioni di vertice e aveva scalato la classifica, ma taglia le curve 16-17-18 per un lungo. Il regolamento lo costringe a effettuare la ”long lap penalty”, e rientra terzo a più di un secondo. Davanti a giocarsi la vittoria restano dunque Arbolino e Dalla Porta, che aveva rimontato dall’8a posizione e viene beffato dal connazionale in volata. Successo per Arbolino davanti a Dalla Porta e Kornfeil dunque: quarto Rodrigo davanti a McPhee, Ogura e Ramirez. Solo ottavo il poleman Niccolò Antonelli, che ha lottato a lungo per la prima posizione, salvo poi andare largo ed effettuare una long lap penalty senza comunicazioni reali da parte dei giudici di gara: la sciocchezza lo porta a rientrare in 24a posizione, e rimontare fino all’ottava, precedendo Foggia e Lopez, con Aron Canet opaco e solo 12° alle spalle di Fenati. Brutta caduta per Kaito Toba, che era in lotta per il successo: con lui cadono Fernandez, Suzuki e Vietti. Nel Mondiale, Aron Canet resta leader in una classifica molto corta: lo spagnolo guida con 107 punti, +7 su Dalla Porta e +24 su Antonelli, con Arbolino quarto a quota 76.

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