Marco Melandri

La notizia era nell’aria da un paio di giorni, ovvero da quando Marco Melandri aveva indetto una conferenza stampa per parlare del suo futuro, in seguito all’ennesimo weekend nero disputato a Donington e nel Mondiale Superbike: il pilota italiano appenderà il casco al chiodo a 36 anni, lasciando la Superbike e il mondo delle corse.

Si conclude così dopo anni in ombra il percorso del ravennate, che non ha sicuramente vissuto annate facili. La sua carriera era iniziata in maniera scintillante, con la vittoria del titolo 250cc nel 2002 e l’immediato salto in MotoGP con Gresini: Melandri ha ottenuto al massimo un 2° posto (2005), trovandosi di fronte un Valentino Rossi ingiocabile, ma disputando stagioni ad alto livello nonostante i cambi di team e moto. È uno dei pochi che può vantarsi di aver guidato Honda e Yamaha, Ducati e Kawasaki, quest’ultima diventata poi Hayate Racing quando la casa madre aveva deciso di lasciare le corse: il periodo in Ducati, con un’estrema fatica ad adattarsi a una moto scorbutica e costruita su Casey Stoner e la rottura col team, è stato di fatto la pietra tombale sulla sua carriera in MotoGP. Una carriera che l’ha visto disputare 215 gare nel Motomondiale, con 22 vittorie, 62 podi e 9 pole position.

Dal 2011 Melandri ha iniziato a correre in Superbike con Yamaha, chiudendo terzo nel suo primo Mondiale (vinto da Checa). Nel 2012 e nel 2013 corre per BMW senza riuscire a conquistare il titolo, mentre nel 2014 è in sella ad Aprilia, che però lo abbandona a fine stagione nonostante gli ottimi risultati ottenuti in pista: rientra in SBK dopo un anno sabbatico nel 2017 col team ufficiale Ducati, e nonostante l’ottima partenza della scorsa stagione, viene lasciato a casa per far spazio a Bautista. Quest’anno ha sposato la causa del team Yamaha GRT, che però è stata un mezzo calvario: la R1 non è all’altezza delle migliori moto, e dopo un 3° posto nelle prime gare, Marco Melandri si è spesso trovato a lottare a centro gruppo e niente più. Il bottino di due soli terzi posti (unici podi) in 27 manches non si addice a un pilota come Melandri, che è tuttora il recordman italiano per manches vinte in SBK (22) e a Donington ha vissuto il peggior periodo della sua stagione: 14°, 10° e 10° nelle tre gare vinte da Jonathan Rea, che l’ha anche doppiato in gara-1.

Da queste difficoltà e dai soli 124 punti ottenuti (9° nel Mondiale) è nata la decisione di appendere il casco al chiodo, annunciata quest’oggi. Marco Melandri disputerà tutte le gare della stagione e a Losail chiuderà ufficialmente la sua carriera a 37 anni da compiere: ”Tutte le favole hanno una fine”, ha spiegato il ravennate, e vedremo se per lui ci sarà ancora spazio nel mondo delle corse, oppure se Marco Melandri si staccherà totalmente dalla SBK e dalle due ruote.

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