Vettel

Sebastian Vettel ha vissuto un’altra giornata da incubo a Silverstone, in un GP che si era messo bene per lui dopo l’azzardo di portare avanti le gomme soft fino al 20° giro e ritardare il primo pit-stop. La Safety Car entrata per l’incidente di Giovinazzi aveva messo Seb in terza posizione alle spalle di Bottas, che comunque sarebbe stato costretto a fermarsi per cambiare mescola: il tedesco poteva dunque sperare nel secondo posto, fino al rientro prepotente di Max Verstappen. L’olandese ha mostrato un gran ritmo, e dopo una gara contraddistinta dal duello senza esclusione di colpi con Charles Leclerc, ha superato facilmente Vettel, che poi ha perso la testa nel corpo a corpo: frenata completamente sbagliata da Seb, e Ferrari che va a travolgere la Red Bull di Max. Per una sottile ironia della sorte, Seb si è dovuto fermare a sostituire gomme e ala, distruggendo la propria gara e chiudendo 16° dopo la penalizzazione di 10”, mentre Verstappen ha proseguito e ha chiuso quinto alle spalle di Hamilton, Bottas, Leclerc e Gasly nonostante qualche danno al fondo per il ”decollo e insabbiamento” della sua Red Bull.

L’ultimo periodo di Sebastian Vettel non è stato certamente positivo. Nell’ultimo periodo Seb ha mostrato una certa difficoltà e debolezza nei corpo a corpo, iniziata dopo l’incidente di Singapore 2017 che di fatto ha distrutto le sue chances mondiali con Ferrari, e proseguita nei mesi seguenti: tra il 2018 e il 2019 Vettel ha commesso errori su errori quando si trovava sotto pressione, a maggior ragione se aveva come controparte un pilota giovane e restio ad arrendersi come Max Verstappen, con cui si è spesso trovato a che fare. Le gare di Hockenheim e Baku nel 2018 hanno mostrato tutti i limiti di Seb quand’è sotto pressione, mentre il contatto con Hamilton in Bahrain ha riaperto le antiche ferite quest’anno: Vettel fatica quando è al limite e in particolar modo fatica a reagire ai sorpassi, andando spesso in tilt. L’arrendevolezza mostrata nel duello con Gasly e l’incidente con Verstappen hanno attirato su di lui svariate critiche e aumentato la pressione interna al box-Ferrari, visti anche la gara e lo strepitoso avvio di stagione di Charles Leclerc. E non mancano le critiche autorevoli a Sebastian Vettel, che a Silverstone ha compromesso una gara che avrebbe potuto avere tutt’altro esito, e comunque ha ottenuto solo 123 punti in dieci gare, con due secondi e due terzi posti e un successo che manca da Spa 2018.

La critica maggiore è arrivata da David Coulthard, che ha sostenzialmente demolito Vettel dai microfoni della britannica Channel 4: Quando vedo come Sebastian ha tamponato Max, mi viene in mente Michael Schumacher. Il tedesco quando era sul finire della propria carriera ha più volte sbattuto contro altre monoposto. Non si rendeva conto che quelli davanti a lui frenavano prima: è questo ciò che li accomuna, Seb sembra essere un pilota finito”. Ovviamente Coulthard, che comunque non aveva ottimi rapporti con Schumacher, si riferisce al ”secondo” Schumi, quello che tornò in pista dopo i 40 anni: in particolare, gli episodi che assomigliano tremendamente a quelli che hanno coinvolto recentemente Vettel risalgono al 2012, quando centrò a Barcellona Bruno Senna e travolse Grosjean a Singapore. Con un’enorme differenza: Schumacher era un ”vecchietto” di 43 anni, Vettel ha solo 32 anni, eppure sta attraversando un momento difficile e una fase di declino che potrebbe anche fargli prendere in considerazione idee impensabili. I rumours sul ritiro sono stati allontanati nei mesi scorsi, ma in questo mondo mai dire mai, ripensando anche a rotture traumatiche come quella tra Ferrari e Raikkonen al termine della stagione 2009, quando il finnico venne ”giubilato” (nonostante avesse un altro anno di contratto) con l’obbligo di non correre in F1 per due anni dopo aver ricevuto una lauta buonuscita. Difficile pensare a un allontanamento di Vettel, ma potrebbe essere lo stesso Seb a decidere di fermarsi, reagendo così alle critiche e al disamore verso una F1 che aveva aspramente criticato dopo il GP del Canada.

Il contatto tra Schumacher e Vergne del 2012

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