Verstappen Hockenheim

Dopo il sabato disastroso per Ferrari, che ha avuto problemi ad entrambe le power unit e vedrà Leclerc scattare decimo e Vettel 20°, e la pole numero 87 per Lewis Hamilton nel weekend del 125° anniversario di Mercedes, Hockenheim ci fa assistere alla prima gara bagnata dopo oltre un anno: non si gareggiava su asfalto umido proprio dallo scorso GP di Germania, non si partiva sul bagnato da Singapore 2017 e dal disastro tra le Ferrari. Sono due precedenti da dimenticare per la Rossa, che ovviamente spera in una gara dall’esito differente: ha piovuto parecchio a Hockenheim e si parte con le gomme pull wet. Andiamo a scoprire cos’è successo in questa gara.

F1, GP GERMANIA: LA GARA– Dopo cinque surreali giri dietro la Safety Car nonostante le condizioni siano ottime per una partenza dalla griglia, si parte. Prima partenza in griglia sul bagnato da Singapore 2017, e start disastroso per Max Verstappen: l’olandese rimane piantato, andando a influenzare anche la partenza di Gasly, e perde due posizioni. Mantiene la testa della corsa Lewis Hamilton (febbricitante e influenzato), che precede Bottas (che rischia di uscire dal tracciato) e un superlativo Kimi Raikkonen: il finnico prova anche l’attacco, poi si accontenta del terzo posto. Partenza buona per Charles Leclerc, e ottima per Vettel che già 14° alla prima curva. I piloti sono scatenati al via: Hulkenberg effettua due sorpassi ed è 5°, Leclerc ne passa tre nella stessa curva e si accoda in 6a posizione. Max Verstappen non ci sta, e torna sul podio virtuale sverniciando Kimi. Un testacoda di Sergio Perez, che si ritira, causa la Safety Car, e tutti si fermano: i primi sono Vettel e Albon che montano l’intermedia, nel giro seguente ecco tutti gli altri, col doppio pit Hamilton-Bottas. Restano in pista solo Magnussen, Stroll, Norris e le Williams con le gomme da bagnato estremo, e il danese è addirittura secondo: viene però subito superato da Bottas e Verstappen, mentre Leclerc (sotto investigazione per un unsafe release: solo una multa per il team) ci mette un giro e perde terreno. Charles rischia grosso, bloccando la gomma, andando lungo e sfiorando il contatto: nel mentre Sebastian Vettel è nono dopo una serie di sorpassi. Con le intermedie Hamilton vola e piazza giri veloci: è l’unico sotto l’1.30 e scende a 1.29.022, costruendo un bel margine sugli inseguitori. Vettel intanto risale settimo alle spalle di Hulkenberg e Raikkonen, mentre Charles Leclerc fa un numero per evitare un testacoda all’ultima curva: questa curva gli darà problemi in tutta la gara, e sarà fatale in seguito.

Salgono i tempi di Charles Leclerc, che perde terreno, ma viene “aiutato” da Daniel Ricciardo: la power unit Renault va ko, l’australiano non se ne accorge e fa mezzo giro prima di parcheggiarla. Inevitabile la Virtual Safety Car, e Charles rientra per montare un’intermedia nuova: numero di Hulkenberg, che per seguirlo cambia idea all’ultimo e riesce a entrare regolarmente ai box. Verstappen intanto prova il sorpasso su Bottas, ma s’intraversa e rischia grosso. Dietro di loro vola Charles Leclerc, che era rientrato a 15” da Max e va all’assalto: nel primo giro lanciato è il più veloce in 1.27.697, guadagnando 5” sui rivali, poi prosegue nonostante le prestazioni finiscano col livellarsi e arriva a 3” da chi lo precede. I piloti iniziano a pensare all’azzardo-slick, e il primo a montarle è Magnussen: lo segue Sebastian Vettel che monta gomme soft nuove, al 26° giro invece ecco Verstappen che monta le medie. Nello stesso istante Leclerc va lungo, e tutti decidono di fermarsi: soft per Leclerc che sfrutta una nuova Virtual Safety Car (ritiro di Norris), medie per Bottas. Le gomme da asciutto però non sono funzionali: Verstappen fa un testacoda a 360° e si lamenta perchè voleva le soft, in tanti rischiano. Il “fattaccio” capita al 29° giro: Charles Leclerc, che era secondo dopo un’ottima strategia-Ferrari, va lungo all’ultima curva e, per colpa di una via di fuga decisamente pericolosa (le macchine non si fermano, ma vanno dritte contro il muro come se fossero sul ghiaccio), si stampa contro il muretto griffato-Mercedes.

Charles vorrebbe provare a ripartire, ma la monoposto resta bloccata: ritiro per lui. Un giro dopo, nello stesso punto va a muro Hamilton, che è più fortunato: riesce a ripartire e va subito ai box con l’ala distrutta, tagliando però l’ingresso nella pitlane. Il suo pit-stop è un calvario: i meccanici-Mercedes non hanno visto l’incidente, non hanno l’alettone pronto e devono andarlo a prendere, ma soprattutto inizialmente vogliono montare gomme soft invece delle intermedie. Dopo aver risolto il misunderstanding e montato le gomme giuste (intermedie), Hamilton riparte dopo un minuto ai box ed è quinto: l’entrata ”fantasiosa” nella corsia-box gli vale 5” di penalizzazione. In pista c’è la Safety Car, e la classifica è completamente riscritta: Verstappen precede Hulkenberg, Bottas, Albon, Hamilton, Sainz, Raikkonen, Vettel, Gasly e Giovinazzi. Albon si difende da Hamilton, Hulkenberg resiste a Bottas: Max Verstappen vola girando sull’1.28 e guadagna 3” su tutti, costruendo un bel margine. Dopo un paio di giri Hamilton passa il thailandese, ma viene nuovamente messo sotto investigazione: è andato troppo lento in regime di Safety Car. Intanto Vettel gira con un ritmo davvero alto con le intermedie, e deve difendersi da Gasly: guadagna una posizione ed è settimo solo perchè Raikkonen va lungo nella ”curva del disastro” e perde due posizioni, rientrando 9°. La via di fuga dell’ultima curva, però, fa una nuova vittima: Nico Hulkenberg sembra riuscire a mantenere la sua Renault, poi viene ”buttato” contro il muro. Ritiro e nuova SC: montano gomma intermedia nuova Vettel e Verstappen, che resta in testa. Dopo qualche giro si riparte, e Verstappen scappa subito, mentre Vettel fa il giro più veloce con un 1.27 basso e va all’assalto di Raikkonen: l’azzardo però arriva da dietro, perchè Kvyat e Stroll hanno montato gomme da asciutto e fanno tempi strepitosi. 1.21.4 per il russo, e tutti decidono di cambiare e montare le slick: i primi sono Bottas e Verstappen. Resta davanti Hamilton, con Raikkonen e Vettel alle sue spalle: questi tre si fermano nel giro seguente, e Hamilton sconta la penalità di 5” facendo quasi 10” di pit.

La classifica si rimescola nuovamente, e ora tutti hanno gomma da asciutto: Verstappen ha Stroll in scia, poi seguono Kvyat, Bottas, Sainz, Magnussen, Albon, Gasly, Vettel (9°), Grosjean, Raikkonen e Hamilton che è solo 12°. Albon sorpassa Magnussen, e inizialmente le posizioni sono congelate: scappa via Verstappen girando sull’1.18, Kvyat supera Stroll e ha un ottimo ritmo. Bel giro di Giovinazzi (1.17.643), poi sale in cattedra Vettel, che si avvicina al podio virtuale a suon di giri veloci, il migliore di questi in 1.17.045. Dietro, un Hamilton molto nervoso si gira alla prima curva, spiattella le gomme e deve fermarsi, rientrando mestamente ultimo. Vettel continua il suo ritmo, portandosi in scia a Stroll, Bottas e Sainz, poi ecco il disastro-Mercedes: Valtteri Bottas (che avrebbe potuto riaprire il Mondiale) effettua lo stesso identico testacoda di Hamilton, non la tiene in pista e va a muro, ritirandosi. Nuova Safety Car, che rientra ai box al 60° giro e fa ripartire la corsa: Sebastian Vettel è scatenato, e supera subito Sainz. Scappa Verstappen realizzando il giro più veloce (1.16.645), e Seb va all’assalto: sorpassa agevolmente Stroll e nel giro seguente passa Kvyat, scatenando il boato dei tifosi. Momento sfortunato per Gasly, che va a contatto con Albon e buca la gomma, dovendosi ritirare, ma la gara è ormai finita.

Vittoria da campione per Max Verstappen, bravo a gestire le gomme e la gara (nonostante quel testacoda con le medie), e rimonta strepitosa di Vettel: Seb risale da 20° a sfruttando il ritmo superiore di Ferrari sull’asciutto e una buona strategia, e forse da qui tornerà ad avere convinzione nei propri mezzi. Terzo Kvyat, che porta nuovamente sul podio Toro Rosso e fa la storia: è il secondo podio per la scuderia di Faenza, il primo dopo la vittoria a sorpresa di un giovane Vettel a Monza sotto il diluvio. Completano la top-10 Stroll (4°), Sainz, Albon, Raikkonen (7°), Giovinazzi, Grosjean e Magnussen, con Lewis Hamilton 11° e il doppio zero di Mercedes nel weekend del 125° anniversario. La strepitosa gara odierna, una delle più belle degli ultimi anni, riscrive così la classifica mondiale: Hamilton leader con 223 punti, mantenendo il +39 su Bottas, mentre Max Verstappen (7a vittoria in carriera) si trova a -61 dal leader. Quarto Vettel a quota 141 punti, con Leclerc fermo a quota 120. Nel costruttori, Mercedes che resta ferma a quota 407, con Ferrari a 241 e Red Bull a quota 191. Tra una settimana si gareggia in Ungheria, poi sarà sosta estiva.

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