8h di Suzuka

La 8h di Suzuka è ben lontana dall’attenzione mediatica che le veniva riservata quando prendevano il via Valentino Rossi, Colin Edwards e altri big del motociclismo mondiale, ma resta uno dei grandi appuntamenti della stagione delle due ruote. Per le case motociclistiche giapponesi, la 8h è un’autentica istituzione: Kawasaki, Honda e Yamaha si danno battaglia, e vincere vuol dire potersi vantare sulle rivali per un anno intero e avere il mezzo più veloce.

L’edizione 2019 della 8h di Suzuka è stata a dir poco ricca di colpi di scena. Ottima partenza di Jonathan Rea, in gara con Haslam e Razgatlioglu per Kawasaki, e gran passo per il campione britannico: l’iridato SBK ha guidato in modo spettacolare, portando in testa la verdona a metà gara e passando poi il testimone a Leon Haslam. Sono stati proprio i due ufficiali SBK a guidare per tutta la 8h di Suzuka, perchè il povero Razgatlioglu ha fatto da spettatore, non completando neppure uno stint in una gara a dir poco nervosa. Kawasaki guidava davanti alla Yamaha di Alex Lowes, che dopo l’ingresso in pista di Haslam era staccato di 8”: bravo Takumi Takahashi a insidiare il britannico, portandosi secondo alle spalle di Haslam e andando addirittura in testa. Leon Haslam soffriva infatti per un infortunio al polso, e prima di restituire la moto a Jonathan Rea è scivolato fino in terza posizione alle spalle di Honda e Yamaha. A quel punto Johnny ha rimesso in moto il suo ritmo da martello, superando van der Mark e sopravanzando poi la Honda #33 guidata da Bradl: Honda ha rimesso in sella Takahashi, che ha ripreso il comando con 3”5 su Rea. Davvero scatenato l’iridato SBK, che si è riportato in testa con un ampio vantaggio e ha evitato la caduta nel contatto con un’altra moto, ma poi ha rovinato tutto: l’olio lasciato in pista dalla Suzuki (caduta poco prima) ha fatto cadere Jonathan Rea, che ha perso la testa della corsa. In testa era così andata Yamaha, che è stata inizialmente dichiarata vincitrice della gara. In realtà contavano i risultati dell’ultimo giro completato, che vedeva Kawasaki davanti a tutti: per la caduta, però, Kawa non è riuscita a rientrare ai box entro i cinque minuti imposti dal regolamento ed è stata squalificata. Vittoria a Yamaha con Lowes, vd Mark e Nakasuga, davanti alla Honda di Takahashi, Bradl e Kiyonari e alla FCC TSR Honda di Hook, Foray e Di Meglio. Il risultato è però cambiato in seguito.

8H DI SUZUKA, KAWASAKI VINCE GRAZIE AL RICORSO– La caduta di Jonathan Rea era avvenuta a due soli minuti dal termine, e gli organizzatori avevano esposto la bandiera rossa per un’operazione di pulizia. Il risultato era stato inizialmente calcolato su coloro che erano rientrati ai box entro i cinque minuti, ma poi Kawasaki ha fatto ricorso e ha vinto la sua battaglia. I commissari di pista, visto il caos che si era scatenato in pista e la bandiera rossa, hanno operato come da regolamento, considerando i risultati dell’ultimo giro completato. Vittoria che va dunque alla Kawasaki #10 di Rea, Haslam e Razgatlioglu (0′ in pista), e la verdona conquista il successo nella 8h di Suzuka dopo 26 anni di digiuno (ultimo successo nel 1993). Torna seconda la Yamaha #21 (vd Mark, Lowes A., Nakasuga) e torna terza la Honda #33 (Bradl, Takahashi, Kiyonari). Un nuovo successo dunque per Jonathan Rea, sempre più vicino a conquistare il Mondiale SBK con una strepitosa rimonta.

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