F1, GP Canada

Ci si aspettava molto dal GP d’Ungheria, dopo le qualifiche al cardiopalma di ieri e la prima pole position per Max Verstappen. La gara odierna ci ha regalato un duello entusiasmante per la vittoria e… poco altro, in una pista che è nota perchè rende difficilissimi i sorpassi: Lewis Hamilton e Max Verstappen di un altro pianeta, e di un altro pianeta anche le Ferrari, che chiudono a un minuto di distacco e si consolano solo parzialmente col podio di Vettel. Le prime quattro vetture sono anche le uniche a pieni giri, in un GP che ha mostrato tutta la differenza di passo tra i top team e gli altri. Andiamo a ripercorrere la gara odierna.

F1, GP UNGHERIA: LA GARA– Parte molto bene Max Verstappen, che si difende da Valtteri Bottas e Lewis Hamilton: il finlandese sbaglia molto, e concede il fianco al #44, che lo sorpassa andando anche a un leggero contatto tra gomma posteriore e anteriore. Nuovo bloccaggio per Valtteri, e ulteriore contatto con Charles Leclerc, che con una ruotata gli danneggia l’ala anteriore. Valtteri perde ritmo e posizioni, e al giro 6 si ferma per sostituire l’ala e montare le gomme dure per andare fino in fondo, perchè gira 3” più lento di Hamilton. La classifica vede così Verstappen davanti a Hamilton, Leclerc, Vettel (che ha duellato con Norris allo start), Sainz, Norris, Raikkonen, Gasly, Grosjean e Hulkenberg, con Bottas mestamente ultimo a 48”. Hamilton e Verstappen duellano a suon di giri veloci, con Max davanti di 2”2 e tempi-fotocopia tra i due, mentre la Ferrari non ha ritmo: Leclerc gira un secondo più lento e prende subito un buon distacco. In una quindicina di giri i due davanti hanno un vantaggio-monstre: più di dieci secondi sulle Ferrari, mezzo minuto sul gruppone dal quinto in poi. Gran duello nelle retrovie tra Kvyat e Albon, mentre la rimonta di Bottas viene fermata da svariati giri alle spalle del combattivo Ricciardo, che partiva ultimo dopo aver sostituito delle componenti in seguito alla disastrosa qualifica di ieri. Norris, Sainz e Raikkonen viaggiano più veloci di Vettel e Leclerc, e Ferrari conferma di essere lentissima con queste gomme medie e queste condizioni del tracciato.

Nel mentre, va in crisi con le gomme anche Max Verstappen, e Hamilton si avvicina portandosi a 1” circa. L’olandese è costretto a fermarsi intorno al 26° giro e montare le gomme hard per finire la gara, rientrando davanti a Charles Leclerc che doveva ancora fermarsi. Rientra in mezzo ai doppiati, ma poi inizia ad avere un gran ritmo, scendendo sotto l’1.21 e guadagnando su Hamilton, che invece allunga. Crollano le Ferrari, e Leclerc si ferma per montare le gomme hard. Proseguono invece Hamilton e Vettel: Lewis si fermerà al giro 32, rientrando a 5” circa da Verstappen, ma inizia ad avere un ritmo straripante. Il britannico guadagna 2” nel primo giro lanciato e fa il giro più veloce in 1.19.653, portandosi subito a 2”7: Leclerc invece si avvicina a Vettel, mentre Lando Norris deve rimontare dopo aver perso qualche posizione al pit-stop. Verstappen gestisce la gomma hard e fatica, così Hamilton si avvicina e si porta in scia a suon di giri veloci: arriva a ridosso di Max, prova il sorpasso e dopo un prolungato duello va lungo alla curva 4, vanificando tutto. Si ferma al 40° giro Sebastian Vettel, montando gomma rossa per inseguire il podio, mentre Hamilton è bloccato alle spalle di Max Verstappen. A questo punto il muretto-Mercedes ha un’intuizione, chiamando il campione del mondo per un pit-stop volante: gomma media per Lewis, che ora ha una quindicina di giri per rimontare e riprendere 21” a Verstappen. Il ritmo del britannico è migliore, e a suon di giri veloci Hamilton rosicchia secondi. 1.18.566 il suo miglior crono, e a dieci giri dal termine ha 12” di distacco. Verstappen va in crisi, perdendo prima 1”5 al giro e poi 2”, e va in crisi anche Leclerc che deve fare fuel saving.

Hamilton e Vettel vanno all’assalto dei giovani rampanti, e l’assalto funziona. Hamilton scende a 6”, poi in un solo giro guadagna 3” a Max Verstappen e va all’assalto. Il sorpasso avviene al 67° giro, e il britannico viaggia verso la vittoria solitaria. Verstappen decide di fermarsi per concludere la gara, montando gomma rossa e inseguendo il giro veloce, che ottiene girando in 1.17.103. A un paio di giri dal termine Vettel prende Charles Leclerc e lo supera con una grande manovra, spostandosi repentinamente all’interno e impedendo al compagno di proteggere la traiettoria più pulita. Vittoria in solitaria dunque per Lewis Hamilton, che ottiene il 7° successo in Ungheria (nessuno come lui) e vola a quota 81 successi, -10 da Michael Schumacher. Secondo Max Verstappen a 18”, e chissà come sarebbe andata se avesse risposto al pit-stop di Hamilton. Chiude a un minuto circa Sebastian Vettel, con 3”5 su Charles Leclerc in una giornata amara per le Ferrari, mai davvero competitive e sempre sul secondo di ritardo. Le Rosse sono le ultime vetture a pieni giri: completano la zona-punti e sono doppiati Sainz, Gasly, Raikkonen, Bottas (8°), Norris e Albon. 14° Ricciardo, che dopo un lungo e prolungato duello non ha superato Kevin Magnussen, autore di svariati cambi-traiettoria al limite. Ora la sosta fino al 1° settembre e al GP del Belgio a Spa-Francochamps. Nel mentre, Lewis Hamilton vola a quota 250 punti (8 vittorie), con un vantaggio di 62 punti su Bottas e 69 su Verstappen: Ferrari che salgono a quota 156pti con Vettel e 132 con Leclerc.

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