Un dejà-vu, una storia che si ripete e suona come “già vista”. La gestione dei piloti da parte di Helmut Marko non è più quella di un tempo, quando ai giovani talenti del vivaio Red Bull veniva dato ampio tempo e spazio per riuscire ad esprimersi. Ne sa qualcosa Daniil Kvyat, che nel 2016 venne retrocesso da Red Bull a Toro Rosso e sostituito da Max Verstappen dopo poche gare nella scuderia “maggiore” per le sue prestazioni deludenti, riprendendosi solo dopo un paio d’anni e una stagione di “scarico” da pilota addetto al simulatore Ferrari, che l’ha ritemprato e gli ha consentito di tornare al meglio in Toro Rosso, chiudendo addirittura sul podio a Hockenheim.

E ne sa qualcosa anche Pierre Gasly, che vivrà un futuro “alla Kvyat”. Da settimane si parlava di un possibile appiedamento del giovane pilota francese, ma tutti pensavano che ogni discorso fosse rimandato a fine stagione. Con un coup de theatre, invece, Red Bull ha annunciato quest’oggi che Pierre Gasly verrà sostituito già da Spa: non da Fernando Alonso o da qualche pilota svincolato, ma da una soluzione interna. Com’era accaduto nel 2016 a Kvyat, Pierre Gasly viene retrocesso in Toro Rosso: al suo posto non salirà sulla Red Bull il russo, bensì quell’Alexander Albon che sta disputando un’ottima stagione da rookie. Il thailandese ha mostrato buona consistenza e conquistato 15 punti in stagione, e ora avrà la sua chance di guidare una monoposto di tutt’altra caratura da qui al termine della stagione.

L’avvicendamento non è definitivo perchè, come ha spiegato Helmut Marko, Albon verrà valutato da qui a fine stagione, così da capire se potrà essere lui il compagno di squadra di Max Verstappen nel 2020. L’idea è molto semplice: valutare quello che al momento è il miglior pilota del serbatoio-Red Bull (Kvyat, agli occhi di Marko, non è un pilota da RB) e capire se può essere una seconda guida all’altezza, oppure se nel 2020 le “lattine” dovranno pescare altrove un secondo pilota che possa mettere sotto pressione Max Verstappen e portare punti pesanti nel Mondiale costruttori. D’altronde, le prestazioni di Pierre Gasly erano state decisamente disastrose, se rapportate a quelle del compagno: il francese ed ex iridato GP2 è stato costantemente ”distrutto” tra libere, qualifiche e gara, e ha ottenuto solo 63 punti in 12 gare, col 4° posto di Silverstone (agevolato dal botto tra Vettel e Verstappen) come miglior risultato. 63pti contro i 181 di Verstappen, un dato che ha sconcertato Red Bull, che con una seconda guida all’altezza sarebbe comodamente seconda nel costruttori.

Vedremo come si comporterà Alex Albon nella scuderia austriaca, ma intanto Gasly vive un momento difficile: da Spa dovrà tornare a guidare una monoposto inferiore e mostrare tutto il suo valore, altrimenti l’appiedamento dal mondo-RB potrebbe anche essere definitivo, a fine stagione…

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