Il weekend del GP d’Italia ha colorato Monza di rosso Ferrari per la strepitosa vittoria di Charles Leclerc, ma soprattutto ha riportato all’attenzione generale la grande passione del pubblico italiano per il motorsport e per la F1. Il successo di pubblico è stato fantastico per Monza e per il GP italiano, e i biglietti staccati sono stati parecchi e al di sopra delle aspettative: la vittoria di Charles Leclerc ha riacceso la febbre-F1 nel Bel Paese, e rinvigorito l’interesse per il circus tra i proprietari del circuito.

Nella fattispecie, le indiscrezioni di questi giorni parlano dell’interesse di Imola e del Mugello per la Formula 1, e dei seri tentativi di raddoppiare i GP italiani all’interno del circus. Non si andrebbe a sostituire Monza, che è un’istituzione e ha un contratto firmato con Liberty Media fino al 2024 (oltre al supporto dei piloti), ma a raddoppiare l’impegno sul territorio nazionale, così come si è fatto fino al 2006, quando si correva a Monza e Imola. Proprio l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari è stato il primo a dichiarare il rinnovato interesse per la F1, dopo la rottura traumatica col circus avvenuta a fine 2006, quando la società che gestiva il circuito dichiarò bancarotta e fu costretta ad abbattere i box e perdere l’omologazione FIA per ospitare le gare di Formula 1.

Imola negli ultimi anni ha ospitato la SBK e il Mondiale Motocross, e ora vorrebbe ritrovare la F1. L’autodromo ha commissionato a uno studio architettonico il progetto per migliorare la struttura dei box e riportarla all’antico splendore, andando a inglobare il Paddock Club e le relative tribune: lo studio prescelto è la Dromo di Jarno Zaffelli, che ha appena vinto l’appalto per sviluppare i tracciati di Silverstone e Zandvoort, e dunque è tenuto in grande considerazione da Liberty Media. Lo studio si è focalizzato sul completamento dei lavori relativi alla struttura del corpo-box, con la realizzazione delle hospitality relative al Paddock Club e alle tribune di servizio, come si legge su Motorsport.com. L’Emilia-Romagna e l’ACI sognano dunque il ritorno a Imola, col supporto delle istituzioni regionali e metropolitane.

Il ritorno a Imola avrebbe un enorme peso storico, visto che il circuito è stato dedicato ad Enzo e Dino Ferrari, ed è una delle istituzioni storiche della F1, ma il circuito romagnolo non è l’unico interessato alla F1. L’eventuale contratto partirebbe dal 2025, e interessa anche al Mugello, che è già un punto fermo del Motomondiale e vorrebbe estendersi anche alle quattro ruote. Il veloce circuito toscano, a lungo di proprietà della Ferrari, non ha mai ospitato un GP di Formula 1, ma ha tutte le autorizzazioni necessarie (e l’omologazione FIA per la categoria) e ha ospitato nel 2012 la sessione collettiva di test a stagione in corso. In quell’occasione Mark Webber elogiò il Mugello, dicendo che ”10 giri su questo circuito valgono mille giri di Abu Dhabi”. Il circuito toscano sogna in grande, e vorrebbe conquistare lo sbarco nel circus.

L’idea è quella di rimodernare il tracciato e, dopo aver rinnovato con la MotoGP, dare l’assalto alla F1 nel 2025. Lo conferma il direttore Paolo Poli: ”Il primo obiettivo sarà quello di rinnovare l’accordo con il Motomondiale per l’appuntamento del GP d’Italia poi però fra cinque anni penseremo anche a candidarci per portare in Toscana la Formula 1. È un affare importante, per il quale saranno necessarie partnership a livello nazionale come ha fatto Monza siglando l’accordo con la F1 per i prossimi anni. Va ricordato che a differenza di altri circuiti italiani, il Mugello non è a gestione statale, qui dal 2006 al 2016 la Ferrari ha fatto enormi investimenti per alzare la qualità delle infrastrutture e la professionalità di chi ci lavora in modo da presentarsi ai clienti di tutto il mondo con un livello sempre più alto”. 

Imola e il Mugello dunque si candidano: l’Italia riuscirà ad avere nuovamente due GP in Formula 1?

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