F1, GP Canada

Sembrava tutto pronto per la grande festa Ferrari, la quarta consecutiva. Guai a dare per vinti i campioni in carica, ossia Lewis Hamilton e la Mercedes. I dominatori delle ultime stagioni hanno rialzato il capo a Sochi, nel Gran Premio di Russia. E paradossalmente si è passati dalla doppietta rossa a quella d’argento, complice un ottimo Valtteri Bottas, proprio grazie alla SF90. Un problema al motore ha stroncato i sogni di gloria di Sebastian Vettel, scattato benissimo al via e passato in testa davanti al poleman Charles Leclerc e allo stesso Hamilton.

POLEMICHE

L’uno-due Ferrari alla partenza ha sorpreso Lewis, preso in contropiede ed in difficoltà a reggere il ritmo delle due rosse. Con il passare dei giri, però, è apparso chiaro che l’assalto di Vettel fosse concordato con la squadra: il tedesco avrebbe dovuto sfruttare la scia del compagno di squadra per prendersi la leadership. Una volta realizzato il favore, però, Leclerc ha iniziato a temere una nuova beffa sul modello Singapore. Seb, dal canto suo, ha acconsentito allo scambio di posizioni, senza smettere di spingere per staccare il rivale. La faida interna al Cavallino rampante ha spinto i due alfieri ad anticipare le soste con le gomme rosse con l’intento di preservare la doppietta, piazzando il monegasco davanti al tedesco. Il motore di Vettel, forse eccessivamente sollecitato per staccare Charles, ha smesso di funzionare, costringendo i commissari a ricorrere alla Virtual Safety Car e permettendo così alla Mercedes di attuare il sorpasso ai box, grazie anche ad uno stint più prolungato con pneumatici gialli.

RINCORSA

Il monegasco si è trovato da lepre a cacciatore. Un ribaltone inatteso, che lo ha spinto a montare le stesse gomme dei rivali, passando alle rosse. Il cambio effettuato durante la Safety Car entrata dopo l’incidente di Russell, lo ha spedito alle spalle di Valtteri Bottas. Il finlandese della Mercedes si è difeso alla grande, chiudendo ogni varco e salvando la doppietta d’argento.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *