Valentino Rossi

La stagione di Valentino Rossi non è stata certamente soddisfacente sin qui. Il Dottore è stato a lungo la migliore delle Yamaha, ma non ha raccolto risultati e ha faticato tremendamente nelle ultime gare: Rossi, che non vince dal GP d’Olanda 2017, ha ottenuto solo due secondi posti in stagione, conquistando sin qui 137pti in 14 gare e ritirandosi in tre occasioni. Si potrebbe dire che questa è la peggior annata del Dottore nel Motomondiale, e non si avrebbe granchè torto, perchè probabilmente VR46 pensa esattamente la stessa cosa: il feeling con la nuova Yamaha è stato tormentati, con alcuni ottimi weekend e altri disastrosi, e allora Valentino Rossi ha iniziato a studiare le possibili soluzioni al problema.

Un pilota che ha vinto nove titoli mondiali e 115 GP non può arrancare a centro gruppo e stare a guardare mentre Vinales e Quartararo provano a lottare con Marc Marquez, che è ormai a un passo dall’ottavo titolo mondiale a soli 26 anni, e così ecco arrivare la prima decisione del Dottore. Nella giornata odierna, durante la conferenza stampa introduttiva del GP della Thailandia a Buriram, Valentino Rossi ha annunciato la separazione di comune accordo col suo attuale capotecnico Silvano Galbusera. Al termine della stagione Galbusera e Rossi si diranno addio, e il tecnico italiano assumerà la guida del Test Team Yamaha, che dovrebbe aumentare i propri impegni, ingaggiare Johann Zarco e disputare qualche GP da wild card. Il nuovo capotecnico di Valentino Rossi sarà un’assoluta scommessa, un debuttante in MotoGP: VR46 ha optato per David Munoz, capotecnico spagnolo che lavora da anni nello Sky Racing Team VR46 e ha assistito l’anno scorso Pecco Bagnaia nella rincorsa al titolo iridato (poi conquistato) in Moto2, prima di passare quest’anno ad assistere Nicolò Bulega.

Valentino Rossi ha spiegato così la sua decisione: ”Abbiamo parlano con Silvano e Yamaha e ci sentivamo fermi, come se quello che possiamo esprimere insieme come squadra fosse il poco che si è visto quest’anno. Vogliamo essere più forti e abbiamo pensato a questa cosa, perchè Silvano vuole sì continuare a lavorare, ma sarebbe anche contento di stare un po’ di più a casa e girare meno per il mondo. Dall’altra parte, Yamaha vuole fare un test team più serio, con più giornate di prove e qualche wild card, e quindi serve un capotecnico esperto come Galbusera. Le tessere si sono messe a posto da sole, e vivrò una nuova sfida. Corro da tanto in MotoGP e sono stato tanti anni con lo stesso capotecnico. Cambiare mi dà motivazioni, perchè David è giovane e porterà idee nuove, anche se è un debuttante nella MotoGP. Vedremo come andrà, magari ci vorrà del tempo, ma è anche vero che oggi il capotecnico ha meno influenza, perchè ci sono almeno tre-quattro ingegneri che lo aiutano tra elettronica e bilanciamento della moto”.

Valentino Rossi, che verosimilmente chiuderà la sua carriera al termine del 2020 e dunque si giocherà questa carta in quello che dovrebbe essere il suo ultimo anno in MotoGP, ha poi spiegato le differenze tra la separazione con Galbusera e quella con Jeremy Burgess: ”Con Jeremy era stato tutto più difficile, perchè lavoravamo insieme da 15 anni. Mi sembrava che non avesse più motivazioni e lo vedevo davvero stanco. Con Silvano è stato diverso, ma mi ero affezionato a lui: lo vedo comunque tranquillo, e so che farà il tifo per noi anche se lavorerà nel Test Team. Ho deciso di cambiare perchè penso sempre che sia meglio provare e sbagliare, piuttosto che accettare la situazione. Non voglio avere nessun rimpianto”.

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