Valtteri Bottas Australia

Dalle libere dominate dalle Mercedes nel venerdì del GP del Giappone, all’insolita qualifica domenicale dominata dalle Ferrari, che occupano tutta la prima fila. Dopo la cancellazione dell’intera attività del sabato per il tifone Hagibis, i piloti sono infatti scesi in pista alle 3 italiane per Q1, Q2 e Q3, e le Rosse hanno sorpreso tutti: strepitoso giro, record della pista e pole position per Sebastian Vettel, che continua a incantare nel suo circuito preferito e conquista la 5a pole in carriera nel GP del Giappone. Una Ferrari non scattava dalla pole a Suzuka dal 2006 (Schumi), e tra l’altro è prima fila tutta rossa con Charles Leclerc secondo davanti a Bottas ed Hamilton: le Mercedes hanno però un grande passo gara, e vogliono metterlo in mostra nella gara, che viene disputata a meno di tre ore dalle qualifiche. Andiamo a scoprire cos’è successo in questo GP del Giappone.

F1, GP GIAPPONE: LA GARA– Non piove a Suzuka, ma il forte vento fa consumare maggiormente le gomme e i piloti lo sanno. Parte regolarmente Robert Kubica nonostante mancassero pezzi per riparare la sua Williams, parte malissimo invece Sebastian Vettel. O meglio, il tedesco farebbe una partenza falsa, però riesce a fermare la sua Ferrari e nel farlo effettua la peggior partenza possibile: ne approfitta Bottas che è primo, mentre Charles Leclerc si ritrova a lottare con Max Verstappen e i due si toccano: errore del monegasco e forte contatto che danneggia l’ala anteriore della Ferrari e costringe Max al pitstop e alla ripartenza dal fondo. Ferrari richiama Charles Leclerc per andare ai box a sostituire l’alettone, il monegasco ignora la richiesta e perde malamente il pezzo “traballante”, che va a centrare in pieno la Mercedes di Hamilton che è quarto: senza Halo il tutto sarebbe stato davvero pericoloso. Al quarto giro Charles Leclerc alza bandiera bianca e rientra, montando gomma gialla (media) e ripartendo dal fondo: i commissari inizialmente non mettono neppure sotto investigazione il contatto, poi ci ripensano e alla fine decidono di investigare dopo la gara. “No further action” neppure per la jump start di Vettel, nonostante la partenza anticipata sembrasse evidente. Dal sogno dell’uno-due in qualifica Ferrari si trova così con una gara tutta da rifare: guida Bottas con 2”6 su Vettel e 5” su Vettel, seguito a distanza da Sainz e Albon, con Leclerc a 32”. Il monegasco risale, si porta alle spalle di Verstappen e lo supera agevolmente, perchè la vettura dell’olandese è estremamente danneggiata. Leclerc perde anche lo specchietto sinistro, mentre davanti si toccano Norris e Albon, e anche Lando deve fermarsi e ricostruire la sua gara.

Scala posizioni su posizioni Charles Leclerc (fino alla 9a posizione), e si ritira Max Verstappen perchè la sua gara era definitivamente compromessa. Davanti intanto crollano letteralmente le gomme di Sebastian Vettel, che scivola a 7” da Bottas e viene tallonato da Hamilton: si ferma il tedesco, che monta gomma soft e punta alle due soste, venendo copiato da Bottas che però monta le medie. Viene invece invitato a fare una sola sosta Lewis Hamilton, che rientra al giro 22 montando la stessa mescola del compagno: il britannico si lamenta perchè avrebbe voluto le gomme dure, ma ormai il danno è fatto. Il forte calo delle gomme frena la rimonta di Charles Leclerc, che al giro 26 deve fermarsi nuovamente e monta una gomma rossa nuova: torna in pista in 11a posizione. Dopo la girandola dei pit-stop, guida Bottas con 10”7 su Vettel e 17”5 su Hamilton, mentre Albon è quarto davanti a uno strepitoso Ricciardo, che però deve ancora fermarsi. Rientra Sebastian Vettel per la sua seconda sosta e le gomme medie, mentre Bottas si mette in controllo per gestire le gomme e Lewis Hamilton va all’assalto, portandosi a 13”: si alzano i ritmi, e dopo aver inizialmente pensato al passaggio a una singola sosta si fermano anche le Mercedes, con Valtteri Bottas ai box (gomma rossa) al giro 36. Intanto Charles Leclerc è scatenato: nel giro di pochi passaggi supera Perez, Hulkenberg, Stroll e Gasly (che manovra alla Spoon Curve!) ed è sesto, con la possibilità di provare a spingere per andare a prendere Sainz. A sedici giri dal termine, guida Hamilton con 8”7 su Hamilton e 17” su Vettel, mentre Leclerc è sesto a 7” da Sainz e non riesce più a guadagnare.

Mercedes dice a Bottas che Hamilton si fermerà, ma il britannico non sembra sentire ragioni: Lewis guida con 7”7 sul compagno e 17” su Vettel, poi si ferma (lamentandosi) al 42° giro e lascia strada al compagno, rientrando terzo alle spalle di Sebastian Vettel. Torna dunque in testa Valtteri Bottas con 10”2 su Vettel e 15” su Lewis Hamilton, che insegue subito il giro veloce: Ferrari inizia a pensare a un nuovo pitstop per Charles Leclerc per il giro veloce, e lo fa puntualmente al giro 47. Intanto è Hamilton a sfrecciare, abbassando il giro-record della pista a 1.30.983 e battendo lo storico primato (datato 2005) di Kimi Raikkonen: il cinque volte campione del mondo guadagna moltissimo su Bottas e aggancia Vettel, però fatica a superare Seb frenando il proprio impeto e restando a dieci secondi dal compagno. I doppiati (tra cui c’è anche Leclerc) e la velocità del motore-Ferrari aiutano Vettel a resistere all’assedio di Hamilton, che si avvicina e non riesce a superare. Niente da fare, e la classifica viene congelata: vittoria per Valtteri Bottas (3a stagionale), che precede Sebastian Vettel e Lewis Hamilton. Quarto e staccato Albon, che precede Sainz e Leclerc (primo dei doppiati): completano la top-10 Ricciardo, Gasly, Hulkenberg e Stroll, mentre Sergio Perez va a muro nell’ultimo giro. Nel Mondiale, Lewis Hamilton si porta a quota 338pti, +64 su Bottas e +115 su Leclerc, che precede Vettel, ora quarto e appaiato a Verstappen a quota 212. Mercedes vince il sesto titolo costruttori consecutivo, eguagliando il record della Ferrari, che come nel 2006 manca la vittoria a Suzuka dopo la prima fila tutta rossa: le Rosse di Maranello non vincono il GP del Giappone dal 2004, e il tabù prosegue. Tra due settimane tutti in pista in Messico.

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