Dopo le interessanti qualifiche di ieri e quel tabù sfatato da Marc Marquez, la MotoGP riparte dal GP del Giappone e da Motegi, la pista di casa-Honda che ci fa assistere a un nuovo successo dell’otto volte campione del mondo. Marquez eguaglia Doohan col brivido, mentre Moto2 e Moto3 parlano italiano: successi per Luca Marini e Lorenzo Dalla Porta, con quest’ultimo che vede avvicinarsi il titolo della ex 125cc. Andiamo a riepilogare i risultati odierni.

MOTOGP: MARQUEZ EGUAGLIA DOOHAN… COL BRIVIDO– Dopo aver conquistato l’ottavo titolo, Marc Marquez non si ferma e vince anche a Motegi, salendo a quota dieci successi stagionali ed eguagliando Mick Doohan con 54 vittorie nella classe regina. Con questo successo, Honda conquista anche il titolo costruttori, in una gara vissuta col brivido finale, dato che Marc ha svelato che si era accesa la spia della riserva sulla sua RC213V e temeva di finire senza benzina. Marquez è partito subito forte dalla pole, imponendo un ritmo insostenibile per gli avversari: come sempre, ha resistito il solo Quartararo, che è rimasto a lungo intorno al secondo di distacco, salvo poi veder crollare la mescola soft montata al posteriore e doversi accontentare del secondo posto. Con tre GP d’anticipo è già Rookie of the Year, e nel finale ha rischiato di venire agganciato da Andrea Dovizioso, che alla fine si è dovuto accontentare di un terzo posto che rasserena solo parzialmente gli animi in casa-Ducati. Motegi poteva aiutare la moto di Borgo Panigale coi suoi lunghi rettilinei, invece il Dovi ha dovuto tirare fino alla fine per evitare il sorpasso da parte di Maverick Vinales, arrivato quarto dopo una brutta partenza: Dovizioso può essere comunque contento della sua rimonta, dato che partiva settimo. Quinto Cal Crutchlow, che ha superato in volata Franco Morbidelli: l’italiano, che partiva secondo, è stato a lungo frenato dal duello con Jack Miller ed è arrivato sesto. Settimo Rins, che precede Mir, Petrucci e Miller, con Pecco Bagnaia 13° e l’idolo di casa Nakagami (infortunato) solo 16°. Ritirato Valentino Rossi, che è caduto mentre si trovava in 11a posizione e con un pessimo ritmo. 17° invece Jorge Lorenzo, a oltre 40” dal compagno di team. Nel Mondiale, Marquez decolla a quota 350pti, +119 su Dovizioso e +174 su Rins e Vinales: solo settimo Valentino Rossi con 145pti, in quella che è la peggior stagione della sua carriera.

MOTO2: LUCA MARINI CONCEDE IL BIS– Motegi sorride all’Italia in Moto2, e Luca Marini si conferma implacabile nel finale di stagione. Com’era già successo l’anno scorso, le ultime gare sorridono al fratello d’arte, che ha finalmente (tardivamente?) trovato il setting adatto per far rendere al meglio le gomme Dunlop sulla sua Kalex, e ha conquistato così il secondo successo consecutivo. Marini è scattato bene dalla pole, ingaggiando un duello con Baldassarri: a metà gara ecco l’arrivo di Luthi, che ha sorpassato entrambi tentando la fuga, ma il fratello di Valentino Rossi non ha mollato, andando a ricucire lo strappo e superando l’elvetico a due giri dal termine. A quel punto, Luca Marini ha tirato dritto ed è andato a conquistare meritatamente la terza vittoria in carriera. Luthi chiude secondo davanti a Jorge Martin, che centra il primo podio in Moto2 e beffa nel finale Lorenzo Baldassarri, che sta provando a costruire un finale di stagione all’altezza dell’avvio del 2019, dopo un inspiegabile tracollo seguito alle tre vittorie nelle quattro gare iniziali. Quinto Navarro e sesto Alex Marquez, autore di un paio di salvataggi d’autore: settimo Bastianini davanti ad Augusto Fernandez, con Schrotter nono e Manzi decimo con MV Agusta. Solo 12° Brad Binder, mentre si sono ritirati Bulega, Pasini e Bezzecchi. Nel Mondiale, Alex Marquez resta leader con 234pti, +36 su Luthi e +42 su Fernandez, seguito a ruota da Navarro e Binder: il miglior italiano, Luca Marini, è sesto con 176pti.

MOTO3: DALLA PORTA, TRIONFO E TITOLO CHE SI AVVICINA– Lorenzo Dalla Porta ha conquistato solo due vittorie in stagione, ma per lui il primo titolo iridato si avvicina. L’italiano ha iniziato la sua domenica in modo-thrilling: un problema elettrico alla sua Honda l’ha costretto a saltare il warm-up e guardare gli altri girare, non fornendogli così riferimenti in vista dalla gara. Per questo Dalla Porta ha studiato la pista e gli avversari nei primi giri, gareggiando con intelligenza e non scomponendosi neppure quando Canet sembrava averne per andare via. Lorenzo è stato accorto, ha aspettato e al 9° giro si è portato in testa, superando Tatsuki Suzuki e imponendo il proprio ritmo. Il #48 è stato anche fortunato, perchè si sono autoeliminati prima Tony Arbolino, che aveva rimontato da 27° a 8°, e poi Aron Canet, che per cercare di tenere il ritmo dei migliori con una KTM non al massimo dal punto di vista delle velocità di punta si è steso al 13° giro. Dalla Porta a questo punto avrebbe potuto anche controllare e accontentarsi di un podio, ma ha voluto e cercato la vittoria: ha resistito agli attacchi di Tatsuki Suzuki e si è costruito un piccolo margine per non soffrire nel giro finale, conquistando la vittoria e dedicandola alla nonna scomparsa qualche settimana fa. Secondo Albert Arenas e terzo Celestino Vietti, che ha beffato alla penultima curva l’idolo di casa Tatsuki Suzuki: completano la top-10 Sergio Garcia, McPhee, Masia, Ramirez, Lopez e Migno, con Antonelli 12° dopo la pole e Fenati ritirato. Nel Mondiale, Lorenzo Dalla Porta intravede il titolo: guida con 229pti, +47 su Canet e +68 su Arbolino. Guadagnando quattro punti sullo spagnolo, sarà iridato già in Australia.

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