Renault

Subito dopo il termine del GP del Giappone, che ha visto trionfare Valtteri Bottas a Suzuka, la Racing Point aveva presentato un reclamo contro la Renault. La scuderia francese aveva presentato nel GP del Giappone un geniale ripartitore di frenata automatico, che era stato dichiarato conforme al regolamento tecnico e dunque utilizzabile in gara, ma che poi ha suscitato più di un dubbio tra le scuderie rivali. Entrambe le Renault avevano chiuso nella top-10, ma nella tarda (tardissima) serata di ieri sono state entrambe squalificate dal GP giapponese.

Renault usava un ripartitore di frenata automatico che funzionava grazie alla rivelazione della monoposto in pista grazie al sistema GPS: i piloti dunque non dovevano intervenire in nessun modo sulla vettura, perchè tutto scattava in modo autonomo e automatico. Il reclamo della Racing Point deriva da una sorta di “tradimento”: un ex dipendente della scuderia francese, passato al team di Lawrence Stroll, ha spiegato alla scuderia con sede a Silverstone come funzionava il geniale sistema, che è stato discusso e analizzato dai commissari del GP del Giappone e giudicato conforme al regolamento tecnico. E allora perchè le Renault non sono state squalificate?

Semplice, perchè il dispositivo non è invece conforme al regolamento sportivo della F1 e della FIA, che vieta gli aiuti alla guida e rimette tutto nelle mani del pilota. Proprio poichè questo sistema di ripartizione della frenata evita ai piloti di effettuare delle regolazioni durante il giro, i commissari della FIA l’hanno inserito tra gli aiuti alla guida vietati dal regolamento, e hanno dunque squalificato entrambe le Renault dal GP del Giappone: una sanzione che ha sorpreso, perchè per una violazione simile (legata in quel caso all’utilizzo prolungato del controllo di trazione nella partenza sul bagnato) le Alfa Romeo avevano ricevuto solo trenta secondi di penalità a Hockenheim. In quel caso la sanzione era bastata ad escludere entrambe le vetture dai punti, mentre qui si è optato per il pugno duro e per dimostrare alle altre scuderie che le “furbate” non saranno tollerate. Viene così riscritta la classifica del GP: Ricciardo era arrivato 6° e Hulkenberg 10°, ed entrambi escono dall’ordine d’arrivo. Dopo Bottas, Vettel, Hamilton, Albon e Sainz, ecco dunque Leclerc, che precede a sua volta Gasly, Perez, Stroll e Kvyat. Nel Mondiale, questo cambiamento “regala” così due punti in più a Charles Leclerc, sempre terzo ma con 223pti, mentre Renault scende a quota 68pti nel costruttori ed è sempre quinta, ma con Toro Rosso molto vicina (62).

F1, RICORSO O MENO? LA DECISIONE DI RENAULT– Renault ha subito comunicato che avrebbe annunciato alle 10 di oggi la decisione sull’eventuale ricorso, che non ci sarà. Il team reagisce con una nota durissima contro la decisione della FIA, ma non ricorrerà: ”Siamo sorpresi e non accettiamo la decisione dei commissari, particolarmente per la severità della sanzione che ci è stata applicata. Secondo noi, la penalità non è proporzionata al beneficio guadagnato dai piloti, perchè il sistema è stato confermato come completamente legale e innovativo. Non è neppure proporzionata alle precedenti sanzioni per simili violazioni, come comunicano gli stessi steward, e non viene neppure giustificata. Però, siccome non abbiamo ulteriori prove per dimostrare la legalità e bontà del nostro sistema, non investiremo ulteriore tempo e ulteriori sforzi nello sterile dibatto di fronte alla Corte d’Appello della FIA riguardo a questo eventuale aiuto alla guida. Abbiamo deciso di non fare appello contro la decisione degli steward. La F1 sarà sempre il teatro della ricerca dei più piccoli vantaggi competitivi. L’abbiamo sempre fatto e lo faremo sempre, ovviamente coi dovuti processi e valutazioni interni prima di portare le soluzioni in pista”. 

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