F1 Messico

Dopo un sabato decisamente concitato, che ha visto Max Verstappen conquistare la pole e poi vedersela strappare per non aver rallentato dopo l’incidente all’ultima curva di Valtteri Bottas (+3 posizioni per Max), la F1 riparte dalla tanto attesa gara di Città del Messico, su un circuito situato in altura e velocissimo, che ha visto proprio l’olandese dominare e vincere le ultime due edizioni. Stavolta Max scatta dalla 4a posizione, e in pole position c’è una Ferrari: Charles Leclerc aveva di fatto abortito il suo secondo giro veloce per un errore, ma grazie alla penalizzazione di Verstappen e al rallentamento collettivo per l’incidente di Bottas si è ritrovato in pole, e scatta davanti a Vettel, Hamilton e allo stesso olandese. Andiamo a scoprire cos’è successo nel GP del Messico.

F1, GP MESSICO: LA GARA– Parte subito bene Charles Leclerc, che spostandosi all’interno evita lo svantaggio della scia e riesce a girare primo alla prima curva. Alle sue spalle succede di tutto: Vettel per difendersi fa allargare Hamilton sull’erba, in seguito invece Hamilton e Verstappen si toccano e perdono posizioni. Al termine del primo giro abbiamo Leclerc in testa davanti a Vettel, Albon, Sainz, Hamilton, Norris, Bottas e Verstappen, ed entra in gioco la Virtual Safety Car per un contatto a fondo gruppo che coinvolge Raikkonen. Posizioni congelate, poi entra in scena Max Verstappen, che passa Bottas in un punto impossibile nei pressi dello “stadio”, ma viene sorpassato sul lungo rettilineo: Max deve poi arrendersi per una brusca foratura, dovuta probabilmente ai contatti precedenti e all’escursione nell’erba, e rientra ai box montando gomme hard e ripartendo dall’ultima posizione, con oltre 20” di ritardo dal penultimo. Bottas intanto si scuote, superando Norris e Sainz, che soffrirà di graining per tutta la gara e farà una corsa a ritroso, finendo nelle retrovie. Leclerc ha 1”3 su Vettel e 2”7 su Albon, che tiene dietro un arrembante Hamilton, con Bottas più staccato: Verstappen va molto veloce a fondo gruppo per rendere possibile la rimonta, mentre una gomma mal fissata distrugge la gara di Norris, che riparte ultimo e con un giro di ritardo dopo essere stato riportato sulla piazzola-McLaren. Il primo a fermarsi è Albon, che monta nuovamente le medie al 14° giro, poi tocca a Charles Leclerc, che effettua il primo pit-stop al 16° passaggio e monta le medie: il monegasco probabilmente si aspetta una girandola di pit-stop e tutti i piloti di vertice su due soste, e invece nessuno lo segue. Charles è dunque quarto, nessuno si ferma e di fatto la sua gara è rovinata, così com’è rovinata quella di Giovinazzi, frenato da un grave errore nel pit-stop. Intanto Verstappen risale, sfiorando il contatto con Magnussen e passandolo con un azzardo al di là dalla linea bianca. Al 24° giro ecco anche il pit-stop di Lewis Hamilton, che contrariamente a Leclerc fa la scelta giusta: gomma hard per concludere la gara effettuando una sola sosta, il tutto al tempo giusto e calcolando alla perfezione.

Ottima strategia di Mercedes, perchè Vettel per rispondere decide di restare fuori a oltranza (marcato da Bottas), mentre Charles Leclerc trova un set di medie difettoso e non fa minimamente la differenza, non guadagnando nulla su chi lo precede e cestinando le chances di rimonta e vittoria. Prosegue nel mentre la rimonta di Max Verstappen, che sorpassa un Sainz in netta crisi col secondo set di gomme: Max è ora decimo e in zona-punti, mentre lo spagnolo viene sopravanzato anche da Perez e dalle Toro Rosso. La gara prosegue senza particolari intoppi, e al giro 37 si ferma Bottas montando gomme hard: perde tempo Vettel coi doppiati, rischiando di venire centrando dai duellanti Sainz e Kvyat, ma al giro seguente rientra a sua volta, montando lo stesso pneumatico e lamentandosi perchè voleva restare fuori (sperando nella pioggia?). La situazione vede ora Leclerc in testa con 8” su Hamilton, 13” su Albon, 15”3 su Vettel e 19” su Bottas, mentre Verstappen è ottavo: Leclerc e Albon devono ancora fermarsi da regolamento e potrebbero montare gomme soft, ma non lo fanno. Charles Leclerc rientra al giro 44 e monta gomme hard, perdendo 4” per un problema al fissaggio, dovuto al fatto che non funzionava temporaneamente la pistola avvita-bulloni. Il degrado delle gomme è nullo, tant’è che Ricciardo effettua 51 giri con gomme hard girando ancora sull’1.21, e Max Verstappen arriverà al termine del GP con 65 giri sulle sue hard e una grandiosa rimonta.

Charles Leclerc rientra 4° a 16” da Hamilton, ma rimonta guadagnando un secondo al giro a suon di giri veloci: al 54° passaggio si trova a 5”3 dal podio e 8”7 dal leader, mentre Bottas si sta avvicinando a Vettel. Proprio nel momento di maggior pressione, però, Charles commette un errore che si rivelerà decisivo: va lungo in frenata e con un bloccaggio distrugge il magic-moment delle sue gomme hard, che l’avevano portato a 6” dalla vetta e 2”3 da Bottas. A quel punto è tutto da rifare per il monegasco, che vede calare le sue prestazioni proprio mentre gli altri accelerano nel momento decisivo dopo svariati giri in gestione. Mentre si ritirano Norris e Raikkonen, le posizioni si congelano: Hamilton mantiene Vettel a 2”5, il tedesco a sua volta resiste al pressing di Bottas e Leclerc scivola a 7”, il che vuol dire che senza errore ai box sarebbe lì a giocarsi la seconda posizione. Non succede più nulla. Lewis Hamilton vince il GP del Messico e conquista la 10a vittoria stagionale, l’83a in carriera: precede di 1”7 Vettel, seguito da Bottas e Leclerc, con Albon quinto e più staccato. Sesto Max Verstappen, che chiude a 1’06” con delle hard che hanno retto per 65 giri: senza incidente e rimonta da fare, avrebbe stravinto. Mentre, senza le due soste, avrebbe stravinto Leclerc. Invece vince Lewis Hamilton, che dà l’ennesima prova di forza della domenica. Completano la top-10 Perez, Ricciardo che è ottavo, Gasly e Hulkenberg: il tedesco era stato centrato in pieno da Kvyat all’ultimo giro, distruggendo l’ala posteriore e chiudendo 11° dietro alle Toro Rosso. La penalizzazione di 10” inflitta a Kvyat, che era arrivato nono, gli restituisce però la zona-punti: 13° Sainz dopo una gara anonima, e 14° Giovinazzi. Questa è la 100a vittoria di Mercedes in F1, ma non basta per regalare il Mondiale a Lewis Hamilton: il britannico vola a 363pti, +74 su Bottas, e per vincere oggi sarebbero serviti 78pti di vantaggio, contando tre GP e i giri veloci. Charles Leclerc resta terzo nel Mondiale a quota 237, ma Vettel si avvicina (230) e il monegasco dovrà stare attendo anche a Verstappen (222). Appuntamento tra sette giorni ad Austin: Ferrari riuscirà a riscattarsi nel GP della festa di Lewis Hamilton?

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