Dalla Porta

Mentre in tutto il mondo o quasi cambia l’ora e si passa all’ora legale, il Motomondiale è di scena a Phillip Island, dove si disputa come di consueto il GP d’Australia su un tracciato veloce e ricco di storia. Dopo una mattinata (notte) caotica, che ha visto la MotoGP effettuare le qualifiche appena dopo i warmup di tutte le classi per la situazione creata dal rinvio delle prove cronometrate previste per ieri, è tempo di gareggiare. L’Italia sorride per il titolo mondiale conquistato da uno strepitoso Lorenzo Dalla Porta e resta all’asciutto in Moto2, dove va di scena la festa di KTM. Andiamo a riepilogare i risultati delle prime due classi che sono scese in pista a Phillip Island.

MOTO3: DALLA PORTA, VITTORIA E TITOLO MONDIALE– Lorenzo Dalla Porta sapeva di avere il titolo mondiale in pugno, e non ha dovuto sudare le proverbiali sette camicie per conquistarlo matematicamente già qui a Phillip Island, e con due gare d’anticipo. All’italiano, autore di un’ottima stagione, bastava conquistare quattro punti in più rispetto ad Aron Canet e tenere a bada l’eventuale rientro di Tony Arbolino. Come vedremo, tutto si è messo subito in discesa per Lorenzo. Allo start è stato superlativo Romano Fenati, che è passato immediatamente da ottavo a primo, ma come sempre in Moto3 i giochi di scie e i continui sorpassi hanno reso la gara un’autentica lotteria. Lorenzo Dalla Porta è stato bravo a rimanere cauto ed evitare rischi nella fase iniziale della gara, che ha fatto subito una vittima illustre: Aron Canet ha esagerato con la foga nelle prime fasi, ed è andato a terra al giro 3, chiudendo anzitempo la sua gara. Col suo unico rivale out e Arbolino in testa al gruppo, Lorenzo Dalla Porta ha intravisto dunque l’occasione perfetta per celebrare il titolo mondiale con una vittoria. La sua Honda, perfettamente preparata dal team Leopard, era nettamente più veloce delle altre moto sul rettilineo, e dunque Lorenzo ha potuto fare gara di testa e controllare senza eccessivi patemi d’animo: l’italiano si è portato in testa e ha dettato il ritmo di fatto per 3/4 di gara, resistendo con freddezza anche nel concitato ultimo giro e “tirando” un gruppone che nelle fasi più calde era composto da 16 piloti tutti uno in fila all’altro e separati da pochissimi decimi. Nonostante avesse Arenas in scia, Lorenzo Dalla Porta non si è mai scomposto, e ha vinto con merito passando davanti a tutti sul rettilineo finale. Vittoria e titolo mondiale per Lorenzo, che corona una stagione fantastica, fatta di 3 vittorie e 10 podi, ed entra nella storia del motociclismo italiano: mai nessun pilota nostrano aveva vinto il Mondiale Moto3, e l’ultimo trionfo nella terza classe (allora 125cc) era stato griffato da Andrea Dovizioso nel lontanissimo 2004.

Quindici anni e svariati cambi di regolamento dopo un italiano è nuovamente sul tetto di mondo nella classe “introduttiva” del Motomondiale, e dopo due titoli consecutivi in Moto2 l’Italia vince in Moto3. Dalla Porta precede sul traguardo il compagno Marcos Ramirez per la doppietta del team Leopard (vincitore del titolo team già a Suzuka), che beffa in volata Arenas: quarto Suzuki davanti a McPhee, Darryn Binder, Sasaki, Booth-Amos ed Arbolino, che chiude nono dopo un contatto con Binder: top-10 completata da Nepa, che precede Foggia e Fenati. Ritirati Vietti, Migno e Toba, mentre Antonelli non ha disputato la gara dopo la lussazione rimediata nelle qualifiche: tra i ritirati anche Sergio Garcia, che aveva disputato un ottimo warmup. Nel Mondiale, Lorenzo Dalla Porta chiude i giochi salendo a quota 254pti, precedendo Canet (182) e Arbolino (168), che è ora insidiato da Ramirez (164). Dalla Porta e Canet si ritroveranno in Moto2 nel 2020: il primo correrà con Italtrans, il secondo nell’Angel Nieto Team.

Arenas comunque prosegue il suo ottimo momento, visto che quello australiano è il terzo podio consecutivo, mentre è stato decisamente meno fortunato Tatsuki Suzuki, quarto per la seconda domenica di fila, mentre a completare la top 5 c’è lo scozzese John McPhee.

Dopo una prima parte di gara da protagonista, si è invece un po’ perso Tony Arbolino, rallentato anche da un contatto con Darryn Binder. Il pilota della VNE Snipers non ha sfruttato il ko di Canet per avvicinarsi allo spagnolo ed ha chiuso solo nono, quindi rimane staccato di 14 punti dalla sua seconda posizione. Anzi, ora deve guardarsi le spalle da Ramirez, che insidia il suo podio iridato a 4 lunghezze.

A punti poi c’è anche il terzetto tutto tricolore composto da Stefano Nepa, Dennis Foggia e Romano Fenati, che hanno occupato le posizioni comprese tra la decima e la 12esima. Ritirati invece tutti gli altri ragazzi di casa nostra: Celestino Vietti è rimasto coinvolto in un incidente con Jaume Masia all’ultimo giro. Andrea Migno in uno con Kaito Toba poco prima, mentre Riccardo Rossi è stato steso da Binder dopo appena due curve.

Da segnalare poi anche il forfait di Niccolò Antonelli, che ha alzaro bandiera bianca dopo il Warm-Up per via di una spalla ancora dolorante dopo la lussazione rimediata durante le qualifiche di ieri, con una brutta caduta alla curva 1.

MOTO2: BINDER VINCE, È DOPPIETTA KTM AJO– Il circuito di Città del Messico è il terreno di caccia della Red Bull in F1, Phillip Island è invece il terreno di caccia delle KTM in Moto2. Per il terzo anno consecutivo una moto della casa di Mattighofen conquista il successo sul circuito australiano, e stavolta il team KTM Ajo lo fa con un autentico dominio. Alla partenza Brad Binder, fresco di promozione nel team ufficiale MotoGP per il 2020, prende subito il comando delle operazioni, scattando in prima posizione e provando la fuga. Resiste al suo ritmo solo il compagno di squadra Jorge Martin, che per qualche giro si comporta da fido scudierio e poi prova anche ad attaccare il compagno per conquistare la prima vittoria iridata in Moto2: il campione della Moto3 è affamato di successi in questa classe, ma nel finale cede e si accontenta del secondo posto, terminando a 2” circa dal compagno di squadra. Vittoria autorevole, la terza stagionale, dunque per Brad Binder, e doppietta KTM Ajo con Jorge Martin secondo e autore del secondo podio consecutivo in Moto2 (era arrivato 3° a Motegi): terzo posto per Thomas Luthi, molto veloce e autore di una bella rimonta dopo una partenza dalla 10a posizione. Lo svizzero è stato il più veloce degli “altri”, chiudendo a 6” da Binder: quarto il poleman Jorge Navarro, che è stato subito superato dalle KTM e poi ha dovuto cedere il passo anche a Luthi. Precede Baldassarri e l’idolo di casa Remy Gardner, che chiude davanti a Iker Lecuona: il 19enne spagnolo, che ha scoperto in questo weekend che correrà in MotoGP con KTM Tech 3 nel 2020, ha cercato di strafare nei primi giri, compiendo un autentico disastro. Lecuona è andato lunghissimo alla curva 4, stendendo Marini e Bezzecchi (2° nel warmup) e rovinando la gara di Fabio Di Giannantonio che è uscito di pista per evitare i connazionali, subendo così una meritata long-lap penalty. Ha ricostruito la propria gara fino ad arrivare settimo, precedendo un estremamente deludente Alex Marquez: il leader del Mondiale, che poteva conquistare il titolo già in Australia rifilando un buon distacco a Luthi, non è mai stato efficace in questo weekend e ha chiuso ottavo, lottando a lungo per difendere la top-10. Marquez probabilmente è stato più vittima di un assetto sbagliato che del “braccino”, e ha preceduto Manzi (prima top-10 di MV) e Nagashima: 12° Bulega e 14° Di Giannantonio, 19° invece un deludente Augusto Fernandez, che esce dalla lotta-Mondiale. Tra i ritirati, Pasini e Vierge. Nel Mondiale, Alex Marquez resta leader salendo a quota 242 punti, +28 su Luthi e +33 su Binder, con Jorge Navarro quarto a 43pti dal leader: il fratello d’arte può vincere il titolo in Malesia, gli basterà non perdere punti.

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