MotoGP Australia

Dopo le spettacolari gare di Moto3 e Moto2, che hanno regalato vittoria e titolo a Lorenzo Dalla Porta nella classe dei giovani talenti, e il terzo successo stagionale a Brad Binder con tanto di doppietta per il team KTM Ajo, tocca alla gara più attesa del weekend australiano. Tutto pronto per il GP d’Australia della MotoGP, ospitato dalla storica e velocissima pista di Phillip Island: in Moto3 abbiamo assistito a una gara “di gruppo” con un Dalla Porta velocissimo sul dritto e in percorrenza, in Moto2 le KTM hanno fatto il vuoto. Cos’è successo in MotoGP? Andiamo a scoprirlo insieme.

MOTOGP, GP AUSTRALIA: LA GARA, VINCE MARQUEZ– Partono bene Vinales e Quartararo, mentre Marc Marquez ha uno start ritardato e viene risucchiato dal gruppone. La miglior partenza però arriva dalla seconda fila, ed è di Valentino Rossi, che svernicia tutti con una traiettoria molto esterna alla curva 1, che gli consente di essere più veloce e saltare a sorpresa in prima posizione. Holeshot per il Dottore, che quest’oggi festeggia il 400° GP nella categoria: ottima anche la partenza di Andrea Iannone, che sfruttando lo strepitoso motore messo in mostra qui da Aprilia risale da 8° a 3°. Nella pancia del gruppo, brutto contatto tra Petrucci e Quartararo: la Yamaha Petronas e la Ducati s’impigliano, ritiro per entrambi. Al termine del primo giro Rossi guida davanti a Crutchlow, Iannone, Marquez, Aleix Espargaro, Vinales, Miller, Dovizioso e Rins. Le Aprilia sono velocissime sul dritto e resistono in percorrenza ai tentativi delle Honda e delle Yamaha, e nel terzo giro Iannone si regala un sogno: l’abruzzese passa Valentino Rossi e poi supera anche Cal Crutchlow (che aveva superato VR46), portandosi in testa alla corsa per qualche km. Inizia a carburare anche Maverick Vinales, che sorpassa Marquez: la mossa risveglia lo spirito guerriero del 93, che reagisce all’attacco, torna davanti a Maverick e poi sorpassa Rossi e Iannone, portandosi alle spalle di Crutchlow, che è tornato leader. Con questa mossa Valentino Rossi scivola in 5a posizione, e il trenino di moto sfavorisce il Dottore, che fa il passo del gambero scivolando in 7a posizione e venendo superato anche da Aleix Espargaro e Rins. Paradossalmente, pur essendo in quella posizione, il Dottore farà registrare per qualche giro i migliori tempi del gruppetto di testa: un plotoncino formato da nove piloti che sono l’uno negli scarichi dell’altro, con Crutchlow a precedere Vinales, Marquez, Iannone, Espargaro, Rins, Rossi, Dovizioso e Miller.

Maverick Vinales sembra essere il più veloce, e nel tentativo di sorpassare l’attuale leader va largo: lo spagnolo della Yamaha però si riprende subito e passa, venendo imitato “con le cattive” da Marc Marquez, che rischia di stendere il compagno di marca. Vinales prova la fuga, Marquez lo segue e i due scavano un solco su tutti gli altri: a 12 giri dal termine i due hanno già 2” su Cal Crutchlow, che a sua volta vanta un margine di sicurezza sul gruppo che insegue. Un gruppetto che è guidato da Valentino Rossi, che con un buon passo è risalito fino alla 4a posizione e si tira dietro Dovizioso, Rins, Miller, Bagnaia (ottimo con la Ducati 2018, partiva 15°) e Iannone, con un altro gruppetto di 4-5 piloti poco distante e destinato a ricongiungersi. Vinales e Marquez girano sei decimi più forte di tutti, costantemente sotto l’1’30”, e sono imprendibili: lo stesso discorso vale per Crutchlow, mentre dietro succede di tutto. Rossi non fa la differenza sul gruppetto, e a dieci giri dal termine viene passato da Dovizioso: il Dottore risponde, ma nel giro seguente viene sverniciato dal Dovi e da Miller sul rettilineo, per poi cedere anche alla Ducati 2018 di Pecco Bagnaia, suo pupillo. Il rettilineo è decisamente sfavorevole alla Yamaha di Rossi, che viene passato anche da Iannone: il Dottore è in difficoltà (gomme) e cede anche a Mir e Rins, scivolando in 10a posizione. Davanti intanto ecco il sogno di Francesco “Pecco” Bagnaia, perchè l’iridato Moto2 passa entrambi i compagni di marca ed è quarto. Marquez studia Vinales, gli tiene il fiato sul collo e fa di tutto per non passarlo anzitempo nonostante Top Gun abbia alzato il ritmo, forse per una sofferenza della morbida anteriore (MM93 ha la dura): nel gruppetto che si gioca il 4° posto, invece, Dovizioso torna davanti a tutti, battagliando con Miller, e Rossi crolla definitivamente. Nell’ultimo giro Marquez rompe gli indugi e svernicia Vinales, che prova una reazione: la maggior occasione di passare Maverick ce l’ha nel tornantino in discesa, però la sua Yamaha si rifiuta di fare il cambio di direzione e lo spagnolo viene sbalzato giù dalla moto.

Gara finita per Top Gun, e Marc Marquez va così a vincere tranquillamente l’11a gara stagionale, la quinta consecutiva e l’81a nel Motomondiale (55 in MotoGP, tutte con Honda: battuto Doohan): secondo Crutchlow e terzo Miller, che precede in volata uno strepitoso Pecco Bagnaia e va sul podio nel GP di casa. Mir è quinto davanti a Iannone, Dovizioso e Rossi, che chiude ottavo il suo 400° GP dopo una partenza da sogno e un finale di gara in apnea: nono Rins e decimo Aleix Espargaro, che precede Morbidelli. Johann Zarco è solo 13° con la Honda LCR: 16° e ultimo un Jorge Lorenzo sempre più anonimo. Tra sette giorni tutti nuovamente in pista in Malesia: nel Mondiale Marc Marquez vola a quota 375pti, +135 su Dovizioso (240), con Rins terzo (183) davanti a Vinales (176).

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