MILANO, dal nostro inviato a Eicma 2019 Marco Corradi

L’anno scorso TM Racing, storica azienda e punto di riferimento italiano nel mondo dell’offroad, aveva annunciato una decisione sofferta a Eicma: quella di rinunciare al Mondiale Motocross per dedicarsi appieno all’omologazione Euro4 dei propri mezzi e alla ristrutturazione dell’azienda che ha sede a Pesaro. Ora, a un anno di distanza e in una nuova edizione di Eicma, abbiamo incontrato Marco Ricciardi, Sales&Marketing Manager e vero e proprio volto di riferimento della casa italiana, per fare il punto sui progetti e sulla situazione di TM: ecco le sue parole ai microfoni di “Bandiera a scacchi”.

IL 2019 DI TM RACING

Ciao Marco, innanzitutto partiamo dal bilancio dell’anno di TM Racing: com’è stato il vostro 2019?

“L’annata è andata veramente bene. Inizialmente eravamo preoccupati, perchè avendo fermato il motocross per poterci dedicare anima e corpo allo sviluppo dei nuovi modelli e all’Euro4, sapevamo che tutto sarebbe stato un’incognita. Poi però abbiamo visto che le richieste arrivavano, il lavoro andava avanti come sempre e le gare che abbiamo disputato sono iniziate bene per poi proseguire al meglio. Siamo quindi veramente contenti: abbiamo portato a casa tre titoli mondiali, due nell’Enduro (Verona nel Mondiale Junior, Larrieu nell’E2) e uno nel motard (il solito Chareyre), con un bilancio molto positivo per quanto riguarda le corse. Tutto positivo anche per quel che riguarda le vendite: abbiamo confermato il numero dell’anno scorso, pur dovendo subire un rallentamento per quanto riguarda l’Euro4 perchè mancavano dei documenti, e senza aver disputato il Mondiale Motocross”.

Siete riusciti quindi ad ammortizzare al meglio l’assenza dalla MXGP e quella mancata visibilità, un ottimo risultato.

“Assolutamente sì. Da un lato sono rimasto sorpreso, dall’altro un po’ me l’aspettavo: lo zoccolo duro che abbiamo è quello dell’enduro, che di fatto “copre” l’80% delle nostre vendite e del nostro fatturato totale”.

Per ovviare all’anno senza Mondiale, avevate progettato tutta una serie di eventi sul territorio nazionale: come sono andati e che risposta avete avuto?

”Abbiamo avuto una risposta molto positiva. L’affluenza di pubblico ai test ride organizzati per i concessionari è andata molto bene. Li abbiamo riconfermati ora per i modelli del 2020, facendone due. Uno in provincia di Cuneo, a Garessio, con 230 entrate in pista in un piccolo paese, e l’altro a Chieve sull’AZ Park, la pista in provincia di Cremona: qui siamo riusciti a fare 630 entrate in pista. L’affluenza è stata ottima, siamo molto contenti e tutti i nostri clienti sono stati felici di aver avuto la possibilità di provare le nostre moto anche quest’anno”.

L’ENDURO E I DUE MONDIALI

Capitolo-enduro: l’anno scorso vi eravate separati da Eero Remes dopo il Mondiale Enduro E2, ma il titolo è rimasto in TM con Loic Larrieu.

“La separazione con Eero era stata concordata e consensuale, perchè lavoravamo insieme da sei anni, avevamo vinto tre Mondiali ed entrambi avevamo bisogno di nuove motivazioni: noi, in particolare, con un pilota nuovo e altri mercati da supportare. Abbiamo investito molto su Loic Larrieu, che ha fatto una stagione incredibile: è cambiato il pilota, ma la moto è rimasta vincente e abbiamo riconfermato il titolo. Loic era stato secondo l’anno scorso, e per molti anni aveva chiuso secondo: molti pensavano che non fosse un pilota capace di reggere la pressione e vincere un Mondiale, invece li abbiamo smentiti. Loic Larrieu ha vinto con noi, è un grandissimo pilota e un grandissimo professionista, e in generale tutto il pacchetto è funzionante e da Mondiale”.

Mentre parliamo, siamo di fianco a una moto campione del mondo, quella di Andrea Verona, un pilota al quale sei molto legato dal punto di vista sportivo e umano (Andrea nel 2018 aveva avuto varie vicissitudini familiari, su tutte la morte del padre).

“Andrea è un ragazzo incredibile, che ormai è con noi da quattro anni e con cui c’è assoluta fiducia reciproca. Quest’anno è stato fantastico e ha vinto il titolo Mondiale Enduro Junior: la collaborazione è proficua, e l’anno prossimo lo schiereremo tra i grandi nella categoria E1, con la stessa moto (ovviamente evoluta) per riuscire a confermare il rapporto. Un rapporto che spero possa durare ancora a lungo”.

IL MONDIALE MOTOCROSS

Veniamo al Mondiale Motocross: sono vere le voci su un vostro rientro nell’Europeo, categoria EMX2t?

”Dovremmo fare qualcosina con un nostro team satellite, il 3MX Team, che sta lavorando molto bene e partecipa principalmente ai campionati 85cc e 125cc. Con loro cercheremo di essere presenti “a spot” in qualche gara dell’Europeo e riconfermarci nell’italiano. Per quanto riguarda il Mondiale, penso che torneremo nel 2021″.

TM non è presente nel Mondiale, ma il motocross prosegue e l’anno prossimo porterà KTM ad avere nel team ufficiale Cairoli, Prado ed Herlings. Come vedi questo trittico? KTM riuscirà a gestire questi tre fenomeni?

“Claudio De Carli riuscirà sicuramente. Tra Jorge Prado e Antonio Cairoli c’è un ottimo rapporto, però i primi duelli corpo a corpo potrebbero anche scatenare una forte rivalità per decidere “chi comanda” in squadra: sono convinto che Claudio sarà assolutamente in grado di gestirli e tenerli a bada, perchè sono due professionisti di altissimo livello. Bisogna vedere cosa succederà nell’altro team, quello puramente Factory (Herlings) che rappresenta la casa costruttrice. Penso che ci sarà più tensione a livello “aziendale” che di team: anche Herlings ha un ottimo manager, quindi credo che nel weekend di gara tutto verrà gestito bene. A livello aziendale, invece, ci sarà il problema di stabilire le gerarchie”.

L’anno scorso avevamo usato toni duri sulla situazione del motocross italiano: talenti stagnanti, che si impegnavano poco e rischiavano di bruciarsi. Quest’anno, invece, il nostro movimento ha trovato una grande speranza chiamata Mattia Guadagnini

”Mattia è una grande speranza, un talento dall’avvenire assicurato e potenzialmente mondiale del quale sono assolutamente orgoglioso. Sono stato uno dei primi a credere nel potenziale di Mattia Guadagnini, l’ho voluto fortemente nella nostra squadra e l’avremmo gestito con un progetto biennale (il team FMI Racing Team, che ha avuto in squadra vari talenti azzurri), che però è stato interrotto dopo un solo anno per delle decisioni della Federazione. Si è visto subito il potenziale di Mattia, bastava seguirlo bene e nel modo giusto, cosa che è stata fatta nel migliore dei modi da Corrado Maddii: vedo per lui un futuro glorioso.

Come Prado, Guadagnini ha questa capacità innata di saper guidare e vincere nonostante sia sempre “sottoetà”.

“Mattia ha una caratteristica fondamentale. Si adatta velocemente alle varie situazioni che si presentano. Questo, sommato a un grande talento innato, lo rende molto forte: penso che non sarà più una grande speranza, ma una certezza”.

Il rientro nel Mondiale non avverrà nel 2020, e dunque ti chiedo: quali saranno i vostri progetti per la prossima stagione?

“Seguire bene le corse, ovvero enduro, motard e CIV Moto3, ma principalmente portare a termine lo sviluppo di tutti quei modelli che verranno selezionati e annunciati a breve. Si tratta di un progetto importante, a cui ci siamo dedicati anima e corpo per creare una gamma nuova e molto performante”.

E magari, da questo, salterà fuori una bella moto performante per la MXGP 2021…

”Speriamo dai (sorride, ndr). Il sogno rimane nel cassetto, e spero che possa finire sul tavolo e diventare una possibilità concreta”.

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