Jorge Lorenzo

68 vittorie, 69 pole e 152 podi nel Motomondiale, il tutto in 295 GP, e cinque titoli mondiali (2006 e 2007 in 250cc, 2010, 2012 e 2015 in MotoGP). La carriera di Jorge Lorenzo è stata ricca di soddisfazioni, ma ha fatto anche vivere al maiorchino anni difficili: è successo tutto all’improvviso, quando Jorge ha deciso di passare in Ducati e vivere una nuova sfida. Lo scarso feeling con la moto di Borgo Panigale, un paio di vittorie estemporanee, un infortunio e il salto in HRC per il 2019, con una stagione diventata subito un autentico calvario: un infortunio nella pre-season ha complicato l’adattamento di Jorge, che poi è rientrato senza avere mai il feeling giusto e ha vissuto un’annata ulteriormente complicata dall’infortunio di Assen.

Con Honda Jorge Lorenzo ha conquistato solo 25pti in 14 GP, con l’11° posto di Le Mans come miglior risultato, e dopo l’infortunio di Assen ha ottenuto al massimo il 14° posto in Malesia: risultati che hanno fatto da contraltare con la strepitosa stagione di Marc Marquez, che escludendo Austin ha fatto alla peggio secondo, stravincendo il Mondiale e vincendo 11 gare, e hanno messo il 99 di fronte a una decisione difficile. Da settimane ormai si parlava di un possibile ritiro di Jorge Lorenzo al termine della stagione, un’indiscrezione sempre smentita dal maiorchino e da HRC, che però è diventata realtà quest’oggi. In una conferenza stampa annunciata in mattinata e iniziata alle ore 15 italiane, Jorge Lorenzo ha annunciato che la gara di Valencia sarà per lui l’ultima in MotoGP.

Jorge Lorenzo chiude dunque la sua carriera motociclistica a 32 anni, e ha spiegato così la decisione in conferenza stampa, una conferenza alla quale hanno partecipato quasi tutti i piloti della classe regina (con l’eccezione di Valentino Rossi): “Grazie a tutti coloro che sono qui, sono molto orgoglioso. Sono cose importanti in una vita la prima gara nel Mondiale, la vittoria del primo Mondiale e l’annuncio del ritiro. Come potete immaginare, non è facile per me, ma sono qui per annunciare che a Valencia correrò la mia ultima gara in MotoGP. Sono 30 anni che mi dedico a questo sport, chi ha lavorato con me sa che sono un perfezionista e che ci ho sempre messo passione e intensità. Per essere così perfezionisti ci vuole tanta motivazione, e io non sentivo più quella motivazione dentro di me. Gli anni in Yamaha sono stati i più belli della mia carriera, poi ho sentito di dover fare un cambio per continuare ad avere quel “fuoco”. Ho deciso di andare in Ducati, e sono andato avanti nonostante dei risultati non buoni. La gara del Mugello è stata una grande soddisfazine, poi in Honda sono arrivato lì col sogno di diventare la prima guida. Non ho mai potuto essere nelle condizioni fisiche normali per essere veloce, e non ho mai sentito la moto adatta al mio modo di correre. Ho continuato a lavorare con il team, iniziando a vedere la luce in fondo al tunnel, ma ho avuto due incidenti importanti al Montmelò e ad Assen”.

Jorge Lorenzo ha poi spiegato il momento preciso in cui ha iniziato a pensare al ritiro: “Devo ammettere che mentre stavo rotolando sull’asfalto di Assen ho pensato: “Vale ancora la pena di soffrire?”. Sono tornato a casa, ci ho riflettuto e ho deciso di continuare e provarci ancora. La verità è che da quel momento la salita è diventata alta, e non avevo più la motivazione per scalare questa montagna. Adoro questo sport, ma adoro ancora di più vincere. Mi sono reso conto che questo non è più possibile, anche se ho vissuto poco tempo con Honda. Non avevo la concentrazione giusta e nons arebbe stato realistico raggiungere l’obiettivo-vittoria in poco tempo. Dopo Assen avevo già pensato al ritiro, ma non volevo prendere una decisione affrettata: ho aspettato il tour in Asia, e le gare hanno confermato che non avevo più motivazioni. Ho preso la decisione dopo la Malesia e l’ho comunicata a tutti. Mi dispiace per Honda, per Alberto Puig che mi ha dato questa opportunità e per averlo deluso. Siamo tutti dei vincitori e vogliamo lottare per vincere. Ho avuto la fortuna di arrivare al Motomondiale e sono molto grato di questo. Senza l’aiuto di tante persone che mi hanno aiutato non sarei qui. Ringrazio Carmelo Ezpeleta per come mi ha trattato Dorna, ha reso lo sport grande. Ringrazio Yamaha, Ducati, Honda, Giampiero Sacchi, Gigi Dall’Igna, Alberto Puig, mia madre e mio padre che mi hanno trasmesso l’amore per le motociclette, i miei fan, quelli della MotoGP che rendono lo sport così vivo, il mio fans club. Grazie a tutti”. 

Carmelo Ezpeleta, a margine della conferenza, parla così di Jorge Lorenzo: “Ricordo ancora quando ho visto per la prima volta Jorge, era un ragazzo speciale. Gli dico grazie, per come ha dimostrato che il nostro campionato sia importante, e quanto sia importante la parte umana dei piloti. Jorge è felice, ha avuto una grandissima carriera e mi aveva comunicato da tempo la sua decisione. Ne abbiamo parlato, e sono lieto di annunciare che Jorge diventerà una MotoGP Legend al prossimo GP di Jerez de la Frontera”. Quale sarà il futuro di Jorge Lorenzo? Distacco definitivo dalla MotoGP oppure un ruolo da collaudatore, magari per Yamaha? Lo scopriremo nelle prossime settimane, e scopriremo anche il suo sostituto: per il secondo anno consecutivo (Pedrosa 2018, Lorenzo 2019) il compagno di squadra di Marc Marquez si ritira a stagione, il suo sostituto dovrebbe essere Johann Zarco, che è stato testato da HRC sulla moto di LCR Racing, sostituendo l’infortunato Nakagami.

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