Verstappen Hockenheim

La F1 torna nella terra di Ayrton Senna, omaggiato per l’intero weekend nell’anno del 25° anniversario della sua tragica scomparsa, e l’inizio della domenica è subito toccante: Bruno Senna gira con la storica McLaren dello zio, tra gli applausi del pubblico e sventolando una bandiera brasiliana. Un grandioso omaggio a un campione mai dimenticato, e il modo migliore per introdurre una gara che si preannuncia emozionante. Max Verstappen ha dominato le qualifiche, conquistando la pole e mostrando un gran ritmo per tutto il weekend con una Red Bull molto veloce sul dritto, ma nulla va dato per scontato: Sebastian Vettel e Lewis Hamilton possono giocarsela, mentre Charles Leclerc dovrà fare la rimonta, visto che con le dieci posizioni di penalità per sostituzione di componenti del motore scatterà 14°. Andiamo a scoprire cos’è successo nel GP del Brasile a Interlagos.

F1, GP BRASILE: LA GARA– Sembra partire molto bene Sebastian Vettel, che però viene tradito dal pattinamento della sua Ferrari e perde addirittura una posizione dopo l’ottimo spunto. Max Verstappen difende la prima posizione, precedendo Hamilton, Vettel, Bottas e Albon: Charles Leclerc scatta bene e inizia la sua rimonta. In un amen passa all’esterno Ricciardo, poi va all’assalto di Lando Norris, che resiste ma viene superato sul rettilineo finale del primo giro. Charles ha montato gomma gialla e può andare più lungo dei colleghi, inseguendo la rimonta: si arriva al secondo giro e il monegasco ha già passato Giovinazzi e Magnussen, entrando nei dieci, poi tocca a Grosjean per portarsi in 8a posizione, appena dietro un ottimo Kimi Raikkonen, che viene passato nel giro seguente. Davanti intanto Verstappen scappa, con 2”5 su Hamilton e 4” su Vettel, e i primi tre girano più o meno sugli stessi tempi: a centro gruppo, contatto tra Magnussen e Ricciardo, con l’australiano che danneggia l’ala e verrà penalizzato di cinque secondi, mentre Charles Leclerc arriva a ridosso di un ottimo Gasly e lo supera al 10° giro. Ora si trova a 4” da Albon, e come una formichina inizia a ridurre il distacco, da più veloce in pista insieme a Max Verstappen: davanti cala Sebastian Vettel che scivola a 5” da Hamilton, e non appena arriva sotto i 2” di ritardo da Albon crolla anche Charles Leclerc, che perde tantissimo tempo, ma deve andare lungo per non vanificare il vantaggio “strategico” delle medie.

In testa alla gara, intanto, Lewis Hamilton inizia la girandola dei pit-stop, tentando l’undercut e fermandosi al giro 21: a sorpresa monta gomme morbide, venendo imitato da Max un giro dopo e andando sulle due soste. I due rientrano dietro Charles Leclerc, e lo sorpassano immediatamente: per Verstappen un brivido per un unsafe release della Williams e un contatto sfiorato con Kubica (penalizzato di 5”), ma anche una grande velocità che gli consente di superare agevolmente (troppo agevolmente) Hamilton in rettilineo. 1.12.448 il crono di Max, che scappa nuovamente via, e i due sorpassano anche Albon: gomme finite per Charles Leclerc che alza sensibilmente il ritmo, mentre Hamilton denuncia un problema al motore (temperature eccessive) e Bottas monta le dure. Verstappen ha 2”1 su Hamilton e 10”6 su Leclerc, che precede di 4” Vettel: Seb è nettamente più veloce in avvio e viaggia su uno stratosferico 1.12.259, così Charles lo fa passare. Al 30° giro ecco finalmente la sosta per Charles Leclerc, che imita Bottas montando le hard e provando la sosta unica. Fatica Valtteri Bottas con le hard, così rientra al 42° giro montando gomme medie e migliorando sensibilmente (giro veloce in 1.10.6). Due giri dopo tocca a Hamilton montare le medie, venendo subito marcato a uomo da Verstappen che mantiene la vetta con 1”7 sul britannico: Leclerc si difende da Bottas e lo tiene dietro per svariati giri, mentre Sebastian Vettel perde 2” al giro e monta gomme soft usate al 50° giro, venendo imitato da Albon.

Al 52° giro la svolta: il motore della Mercedes di Valtteri Bottas va in fumo, e il finlandese deve ritirarsi per il primo problema di affidabilità delle Frecce d’Argento dopo un anno e mezzo. La direzione-gara pensa per un paio di giri, poi manda in pista la Safety Car proprio mentre Hamilton si trova a un solo secondo: ne approfitta Charles Leclerc, montando gomma soft nuova per il finale e restando in 5a posizione. Si ferma anche Verstappen che monta le soft, mentre Mercedes intima ad Hamilton di “fare il contrario” del rivale e lo tiene fuori. Alla ripartenza, Lewis Hamilton blocca tutti andando a passo d’uomo, poi scatta: Max Verstappen è superiore nel motore e passa subito il rivale, mentre Albon infila Vettel, che ha gomma usata e blocca Charles Leclerc. Albon va all’assalto di Hamilton e si difende magistralmente da Sebastian Vettel, che viene giustamente attaccato da Charles Leclerc: il monegasco lo supera, Vettel prova a riprendersi la posizione e nel farlo centra il compagno, distruggendogli la gomma anteriore. Foratura anche per Seb, che dopo questa follia si ritira: è un remake dell’incidente con Webber di qualche anno fa, che distrusse il rapporto col compagno di squadra alla vigilia dell’ultimo anno di Seb in Red Bull. La situazione potrebbe ripetersi, perchè il tedesco è assolutamente colpevole. I due ferraristi di fatto buttano via la terza posizione nel Mondiale, mentre si ritira anche Stroll per una foratura: rientra la Safety Car ed Hamilton monta gomma soft per il tutto per tutto. A due giri dal termine la SC rientra ai box e ci si gioca tutto: Hamilton è terzo e deve superare Albon, ma lo fa in un punto impossibile e centra il thailandese, costringendolo al ritiro e venendo superato da Gasly. Il francese, con la Toro Rosso, si difende come un leone sfruttando la power unit Honda e riesce a tenere dietro Hamilton, che probabilmente verrà penalizzato. Vittoria meritata per Max Verstappen, che precede un grande Gasly sulla Toro Rosso (1° podio) e Lewis Hamilton: quarto Sainz (partiva ultimo!) davanti a Raikkonen, Giovinazzi, Ricciardo, Norris, Perez e Kvyat.

È il GP dei risultati inattesi: non c’erano due Alfa nelle prime sei dal 1951, non c’erano due motori Honda nelle prime due posizioni dal 1991. Ed è anche il GP degli errori: madornale quello di Vettel, evitabile quello di Hamilton. Hamilton rischia la penalizzazione, così come la rischiano altri piloti: sono sotto investigazione “alcuni piloti” per aver usato il DRS in regime di bandiere gialle. Sorride dopo il GP del Brasile Max Verstappen, che di fatto ha blindato il terzo posto nel Mondiale: guida Hamilton con 396pti, secondo Bottas a quota 314 e terzo Max a quota 260, +11 su Leclerc e +30 su Vettel. Tra due settimane si concluderà tutto ad Abu Dhabi, negli Emirati.

AGGIORNAMENTO DELLE 21– I commissari, dopo aver sentito le versioni dei piloti, decidono di sanzionare Lewis Hamilton con 5” di penalizzazione sul tempo finale della gara. Il britannico scivola così in settima posizione: primo e meritatissimo podio per Carlos Sainz, mentre Raikkonen e Giovinazzi salgono in 4a e 5a posizione, con Ricciardo sesto davanti a Lewis. Nel Mondiale quindi, Lewis Hamilton perde punti e scivola a quota 389.

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