La stagione della MotoGP si è conclusa domenica a Valencia, e proprio da Valencia si riparte coi consueti test post-season, il primo assaggio dell’annata che verrà. Il Circuito Ricardo Tormo ospita i piloti della MotoGP, con delle significative novità: KTM fa debuttare anche Brad Binder dopo la “prima” di Lecuona, ma tutti gli occhi sono puntati sull’Honda affidata ad Alex Marquez, che nel 2020 gareggerà nel team ufficiale HRC insieme al fratello Marc. Non sarà sicuramente un adattamento facile, quello che attende il campione del mondo Moto2: la Honda è una moto scorbutica che solo l’otto volte campione del mondo riesce a domare al meglio, ma soprattutto Alex dovrà lottare anche contro i pregiudizi che vedono nell’approdo in HRC una conseguenza del suo cognome. Secondo noi potrà farcela e dimostrare le sue qualità, ma intanto ha vissuto una giornata difficile nel suo debutto ufficiale da pilota MotoGP. Andiamo a ripercorrere i risultati di questo primo giorno di test.

MOTOGP, TEST VALENCIA: QUARTARARO DAVANTI A TUTTI NEL DAY 1, TRIS YAMAHA– Fabio Quartararo, sempre Fabio Quartararo. Quando si tratta di prove ufficiali, il Diablo non manca un colpo, ed è proprio lui a far segnare il miglior tempo nella prima giornata di test. D’altronde il francese è sceso in pista con la moto con cui ha corso fino a pochi giorni fa, e dunque aveva grande confidenza col mezzo: il suo 1.30.164 risulta imbattibile per tutti, compagni di squadra e non, ma il giovane Fabio rimedia anche una caduta alla curva 10 e qualche contusione. Lo segue il primo dei piloti che hanno sperimentato la moto 2020, ovvero Maverick Vinales: lo spagnolo ha provato la prima bozza della Yamaha dell’anno prossimo, che ha un motore più performante e un airbox completamente ridisegnato. La nuova M1 ha maggior velocità di punta, ma nonostante questo chiude a 164 millesimi da Quartararo. Ed è tris Yamaha, perchè Morbidelli è terzo con l’altra Yamaha Petronas, staccato però di 487 millesimi. Quarto il primo italiano, quell’Andrea Dovizioso che ha provato una Ducati ibrida, con alcuni componenti della moto 2019 affiancati da un nuovo telaio, un nuovo motore e un’elettronica migliorata: Andrea ha mostrato un ritmo costante e veloce, chiudendo a mezzo secondo e mostrando soddisfazione. Poche soddisfazioni invece per le altre Ducati: Petrucci ha percorso una manciata di giri per un problema alla spalla (chiude 12°), Pirro invece non è ancora al 100% dopo il virus che l’aveva costretto a ritirarsi domenica e ha chiuso 18° con una moto totalmente diversa dalle altre dal punto di vista dell’elettronica. Ducati, che già non poteva fare conto sull’infortunato Pecco Bagnaia (sarà al 100% nel 2020), si consola però col buon lavoro fatto da Dovizioso e Miller, che guidava la seconda moto “mista” e ha chiuso 10° a nove decimi.

Tornando alla mera classifica, Dovizioso viene seguito da Marc Marquez, che ha vissuto una giornata a due volti. Ottima mattinata con la Honda RC213V 2020, equipaggiata di un nuovo telaio e un motore rinnovato, ma anche una caduta tremenda nel pomeriggio: Marc ha di fatto distrutto uno dei due prototipi 2020, e difficilmente HRC riuscirà a sistemare quella moto per domani. Poi è rientrato in pista con la moto di quest’anno, ma senza migliorarsi e chiudendo quinto a 535 millesimi da Quartararo: la giornata dei prototipi 2020 non è stata certamente fortunata per Honda, perchè anche Bradl è caduto, rovinando la seconda moto da provare in vista della prossima stagione. Dopo Marquez, ecco le Suzuki di Rins e Mir con motore 2020, ma soprattutto la nuova KTM affidata a Pol Espargaro: la moto austriaca, ripensata totalmente per la prossima stagione, si è dimostrata molto performante: Espargaro ha tenuto un ottimo ritmo, chiudendo ottavo a 811 millesimi e tenendo sempre dietro Valentino Rossi. Il Dottore, al debutto col nuovo capotecnico, ha comparato (in tandem con Vinales) la moto 2019 e quella dell’anno prossimo, ma non è andato oltre la nona posizione a 849 millesimi dal leader: di fatto Rossi si conferma, come nel periodo recente, la peggior Yamaha e dovrà lavorare molto, considerando anche l’inesperienza in MotoGP di Munoz. Dopo il Dottore, il già citato Miller, Cal Crutchlow con la Honda LCR (+1.020) e Danilo Petrucci.

Segue una delle rivelazioni di questi test, quell’Iker Lecuona che dopo un buon debutto con KTM Tech 3 chiude 13° a 1”482 dal leader. Lecuona si tiene dietro le Aprilia di Iannone ed Aleix Espargaro, che però hanno portato la stessa identica moto utilizzata sin qui, perchè il mezzo dell’anno prossimo non è ancora pronto. In mezzo a loro Tito Rabat, mentre è 17° Dani Pedrosa con la KTM “da collaudo”: lo spagnolo, che è rientrato in pista dopo un anno da semplice collaudatore della casa austriaca e pochissime apparizioni “ufficiali”, chiude a 1”7 tenendosi dietro Pirro, Abraham, Bradley Smith (collaudatore Aprilia) e Brad Binder, al debutto con KTM e staccato di 2”4. Chiudono il gruppo due Honda, quella di Bradl e quella di Alex Marquez: il fratello d’arte, che guidava una moto del team LCR con carena nera e un’Honda 2019 per adattarsi al meglio alla categoria, è infatti 23° a 2”7. La sua giornata non è stata facile, con una caduta che ha segnato l’inizio di un lento apprendistato e ha rovinato in parte il suo mezzo: Alex però, parola del fratello, sta iniziando a capire come sfruttare la Honda e può solo migliorare. Probabilmente già domani tirerà giù sensibilmente il suo crono: vedremo quali saranno i segnali della prossima giornata di test.

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