Test MotoGP

Da un dominio-Yamaha… all’altro: ieri Fabio Quartararo aveva preceduto tutti con la moto 2019 del team Petronas, quest’oggi invece tocca a Maverick Vinales guidare la tabella dei tempi con la M1 dell’anno prossimo, che evidentemente si sente a suo agio sul circuito Ricardo Tormo di Valencia. Indicazioni molto importanti dunque per Yamaha, che l’anno scorso aveva faticato nei test pre-season e invece quest’anno sembra aver trovato la strada giusta, anche se i piloti non sono totalmente soddisfatti a Vinales ha parlato del fatto che “serviranno ulteriori miglioramenti”. Andiamo a ripercorrere i risultati.

MOTOGP, TEST VALENCIA: VINALES GUIDA IL DAY 2– Come dicevamo, dominano ancora le Yamaga a Valencia, e domina Maverick Vinales con una M1 2020 che sembra nata molto bene, soprattutto in virtù di un motore che ha qualche cavallo in più e performance migliorate. 1.29.849 il crono fatto registrare dallo spagnolo, che precede le due Yamaha del team Petronas: secondo Quartararo a 164 millesimi, terzo Morbidelli a 265 millesimi. L’italiano ha provato nuove componenti, su tutte un forcellone al carbonio, e hanno preceduto Cal Crutchlow, che come di consueto ha provato nuove componenti col ruolo di collaudatore e pilota “di sviluppo” di HRC: per lui, però, mezzo secondo di distacco. Quinta e sesta le Suzuki di Mir e Rins, a cavallo dei sei decimi di distacco: anche qui la nuova moto sembra nata bene, o meglio, sembra nascere molto bene il nuovo motore Suzuki, con erogazione più dolce e maggior potenza. Settimo posto, invece, per un Marc Marquez che dopo la brutta caduta di ieri (in cui ha parzialmente distrutto il prototipo 2020) non ha cercato il tempo e ha fatto un lavoro differente: sviluppo di componenti che saranno utili per l’anno prossimo e alternanza delle due moto a disposizione, ma anche un aiuto al fratello Alex (vedi sotto). Marc chiude a 707 millesimi, precedendo Pol Espargaro e la sua ottima KTM, che presenta un telaio senza dubbio migliore del precedente e chiude a otto decimi, confermando le buone sensazioni di ieri.

Sfortunato Valentino Rossi, che è nuovamente nono dopo una giornata difficile: il Dottore ha dovuto rinunciare alla M1 2020 per oltre mezza giornata, dopo che la nuova moto si è ammutolita in mattinata e le riparazioni sono durate più di tre ore. Quando ha recuperato la nuova M1, dopo svariati giri con la vecchia moto, ormai era troppo tardi per migliorarsi per le basse temperature: chiude a 932 millesimi, precedendo le Ducati di Miller e Dovizioso, staccate rispettivamente di 1”005 e 1”294. Dovi si è dimostrato molto soddisfatto delle componenti provate dalle Rosse, che non hanno cercato il tempo e hanno solo deciso sullo sviluppo o meno dei pezzi in ottica-2020. Non ha proseguito il lavoro invece Danilo Petrucci, che è tornato a casa visto il forte dolore arrecato dall’infortunio alla spalla. Seguono Rabat, Pirro, Pedrosa (collaudatore KTM), Lecuona, Aleix Espargaro, Abraham, Bradl (collaudatore HRC) e Andrea Iannone, che ha vissuto uno spavento: la sua Aprilia ha preso fuoco durante la prova di una mappatura decisamente spinta e aggressiva del motore, che evidentemente si è rivelata non sostenibile, fondendo il propulsore. Questo ha portato alla durissima reazione di Andrea verso i tecnici: ““Basta, Io ho chiuso con voi. Voi siete matti. Sono dieci volte che vi dico che la moto non va”. 20° posto, invece, per Alex Marquez: il campione del mondo Moto2 prosegue il suo ambientamento nella nuova categoria e ha mostrato uno stile di guida ancora ibrido. Alex fatica a interpretare al meglio le gomme Michelin, estremamente diverse dalle Dunlop, e gira molto più largo rispetto ai colleghi della categoria: per aiutarlo a inserirsi al meglio, il fratello Marc l’ha tirato per qualche giro, mostrandogli lo stile di guida più adeguato e qualche trucco del mestiere. Il distacco è ancora ampio, parliamo di 2”386: alle sue spalle solo Bradley Smith e Brad Binder. I piloti torneranno in sella settimana prossima a Jerez.

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