Dakar 2020

La Dakar ha visto nascere ufficialmente il suo “Chapter 3”, il terzo capitolo dello storico rally-raid, che dopo l’Africa e il Sudamerica, esplorerà le zone desertiche dell’Arabia Saudita e un territorio potenzialmente sconfinato: com’era già capitato l’anno scorso in Perù, si gareggia in un solo paese, ma la ricchezza del paesaggio saudita è invidiabile, tra zone montuose/rocciose e infiniti deserti. Quest’oggi, a Parigi, è stato presentato ufficialmente il percorso della Dakar 2020, che risulta essere davvero interessante sotto ogni punto di vista. Andiamo ad analizzarlo nel dettaglio.

TAPPE LUNGHE, TANTA SABBIA E NON SOLO: LA FILOSOFIA DELLA DAKAR 2020– L’edizione peruviana della Dakar, dopo alcuni scetticismi, aveva convinto per i continui colpi di scena, ma quella saudita si preannuncia completamente diversa. Per il secondo anno di fila si corre in un’unica nazione, ma è stato scelto il paese più grande e inesplorato del Medio Oriente, con oltre 2,15mln di km quadrati di superficie e ampie zone inabitate: l’Arabia Saudita garantisce km e km di deserto, ma anche zone rocciose e catene montuose, con una variabilità ideale per disegnare la nuova Dakar. Una Dakar che, come nelle idee del nuovo direttore David Castera (già a capo del Rallye du Maroc), dovrà discostarsi dal passato. La prima edizione del “Chapter 3” avrà una percentuale più alta di percorso cronometrato (65%), e per il momento presenta il 5% in più di iscritti: si passa dai 541 partecipanti del 2019 (334 veicoli) ai 572 iscritti (347 veicoli) del 2020, con la presenza di un certo Fernando Alonso e tutti i nomi noti. Il percorso sarà in totale di 7.856km, di cui 5.097km cronometrati e con trasferimenti ridotti rispetto al passato. Com’era già noto, la Dakar scatterà il 5 gennaio da Jeddah (costa ovest) e arriverà il 17 gennaio ad Al-Qiddiyah, città-progetto situata a 40km da Riyadh. Nel mezzo, tante difficoltà e cambiamenti di scenario. Si parte con sei tappe in direzione di Riyadh, che prevedono percorsi più veloci tra montagne, canyon e un primo assaggio di dune. L’11 gennaio è previsto l’unico giorno di riposo nella Capitale, per poi iniziare a fare sul serio e decidere questa Dakar: lo sconfinato deserto di Rub’ al-Khālī (“lo spazio vuoto” o “il quarto vuoto”) misura 600mila km quadrati e ha dune enormi, dove conterà tantissimo la navigazione. Perdersi in un deserto così vasto vorrebbe dire salutare definitivamente ogni chance di vittoria o buon piazzamento, e la sabbia caratterizzerà tutta la seconda parte della Dakar fino all’arrivo ad Al-Qiddiyah: sarà un crescendo di dune, con poche strade e difficoltà in costante aumento, per un percorso che vedrà la sabbia come elemento preponderante nel complesso.

David Castera ha voluto portare nella Dakar 2020 alcuni elemento già sperimentati nel Rallye du Maroc: il roadbook verrà stampato e consegnato solo quattro giorni prima, riducendo così lo spazio di lavoro dei map-men dei team ufficiali, e in alcune tappe (due, probabilmente) sarà affidato ai team la mattina stessa, per azzerare il gap tra ufficiali e privati e incrementare lo spettacolo, con una navigazione più complicata e meno “indirizzata” dal lavoro altrui. Moto e quad inizieranno a faticare già dalla 2a tappa, che sarà una SuperMarathon: arrivati al traguardo di Neom, i piloti potranno intervenire solo per 10′ sui mezzi (senza assistenza), per poi entrare in regime di parco chiuso. Le tappe 10 e 11 (costa est, arrivo vicino al confine con gli Emirati Arabi), invece, saranno le classiche tappe Marathon senza assistenza per tutti, e lì verosimilmente si deciderà il vincitore della Dakar 2020. Le temperature giocheranno un ruolo fondamentale: in Arabia Saudita gennaio vuol dire inverno inoltrato e non estate come in Sudamerica, quindi le massime sfioreranno di poco i 30° e le minime scenderanno intorno ai 5°, mentre le ore di luce saranno ridotte, col sole che dovrebbe tramontare intorno alle 17, quando molti piloti saranno ancora in strada.

Il direttore David Castera ha spiegato così la nuova Dakar a margine della presentazione odierna: “Sarà tutto diverso per i piloti, dovranno cambiare la mentalità perchè ormai si erano abituati al Sudamerica, mentre qui siamo in un paese totalmente nuovo, con un deserto differente e impegnativo, che richiede un differente stile di guida e lavoro per piloti e team. Avremo tratti più navigati, deserto, off-road e paesaggi mozzafiato: tutto! Ognuno di noi ha un po’ di paura di quello che potrà succedere e di questa nuova sfida, ma andremo a scoprire un grande paese con magnifici posti. Il fondo sarà molto diverso tra le due settimane: nella prima avremo tratti sterrati con montagne e rocce, su uno strato un po’ sabbioso, e poche dune. La navigazione sarà sicuramente il primo problema, soprattutto a partire dalla tappa 6 che avrà più dune: aumenteranno ancora ed esponenzialmente tra le tappe 7 e 12, con poche strade e spazi ampi da affrontare, percorrendo magari 50km in una direzione e 30km nell’altra. Le difficoltà aumenteranno poco a poco, mentre cambieranno totalmente le temperature. Farà freddo di notte e di giorno avremo 30°. Quello che mi preoccupa sono le giornate più corte, molti si ritroveranno in gara di sera e questo cambierà le cose: all’inizio avevamo inserito ancora più km cronometrati (la prima bozza parlava di 9mila km complessivi), ma ne ho tolti una parte per questo motivo. Non volevo che i concorrenti arrivassero troppo tardi e corressero rischi inutili”. 

DAKAR 2020: TUTTE LE TAPPE

1a tappa (5 gennaio): Jeddah-Al Wajh 752km, 319km di speciale.

2a tappa (6 gennaio): Al Wajh-Neom 401km, 367km di speciale.

3a tappa (7 gennaio): Neom-Neom 489km, 404km di speciale.

4a tappa (8 gennaio): Neom-Al Ula 676km, 453km di speciale.

5a tappa (9 gennaio): Al Ula-Ha’il 563km, 353km di speciale.

6a tappa (10 gennaio): Ha’il-Riyadh 830km, 478km di speciale.

11 gennaio: giorno di riposo a Riyadh. 

7a tappa (12 gennaio): Riyadh-Wadi Al Dawasir 741km, 546km di speciale.

8a tappa (13 gennaio): Wadi Al Dawasir-Wadi Al Dawasir 713km, 474km di speciale.

9a tappa (14 gennaio): Wadi Al Dawasir-Haradh 891km, 415km di speciale.

10a tappa (15 gennaio): Haradh-Shubaytah 608km, 534km di speciale.

11a tappa (16 gennaio): Shubaytah-Haradh 744km, 379km di speciale.

12a tappa (17 gennaio): Haradh-Al Qiddiyah 447km, 374km di speciale.

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