La stagione di Valentino Rossi è stata tutt’altro che esaltante. Il Dottore, che non ha conquistato neppure un Mondiale nella decade che sta per concludersi (grande rammarico per il 2015), ha vinto il suo ultimo GP quasi due anni e mezzo fa ad Assen, e quest’anno ha chiuso settimo nella classifica generale della MotoGP con soli 174pti ottenuti in 19 GP. Pesano i tre ritiri consecutivi (Mugello, Catalunya, Assen), ma il dato è sconfortante per il Dottore, perchè parla di una media di 9pti ottenuti a GP, ovvero l’ammontare ottenuto dal settimo classificato.

Dopo un avvio promettente (da miglior Yamaha), coi secondi posti in Argentina e ad Austin, il Dottore è pian piano scivolato nell’abisso dei problemi della Yamaha. Problemi che, con l’andare dei mesi, hanno coinvolto lui più di ogni altro pilota della casa nipponica. Mentre Vinales otteneva due vittorie e Fabio Quartararo macinava pole position e ottime prestazioni da rookie, Rossi inanellava una serie di partenze da centro gruppo e gare “a inseguire”, ritrovando parzialmente la retta via solo nel finale di stagione, con quattro quarti posti (Red Bull Ring, Silverstone, Misano e Sepang) e l’effimero avvio in testa di Phillip Island, dove poi ha chiuso ottavo. Troppo poco per un nove volte campione del mondo e una leggenda del suo calibro, che ha vissuto senza dubbio la sua peggior stagione in carriera: Rossi non aveva ottenuto solo due podi stagionali neppure nelle annate dei grandi infortuni, e soprattutto raramente era stato così poco competitivo.

Un’annata così non dovrà ripetersi per Rossi, che nel 2020 proverà a resettare tutto: dopo aver cambiato in parte stile di guida, cambierà capotecnico (affidandosi a Munoz, ex VR46) e proverà a regalarsi un ultimo anno di gloria, dato che il suo contratto con Yamaha scadrà a fine stagione, quando il Dottore arriverà a 41 primavere. Non sono mancate le voci contrarie sul prolungamento della carriera di Valentino Rossi, che oggi subisce una frecciatina da un “amico”, quel Giacomo Agostini che vanta ancora il record di vittorie all-classes (122) e titoli mondiali (15). Dalle pagine di Marca, Mino dà un consiglio a Yamaha: “Yamaha ha bisogno di piloti giovani e veloci. Ora hanno Valentino Rossi, ma non sappiamo cosa accadrà e tra l’altro non vince più come una volta. A lui piace correre, ma il team deve guardare avanti e non indietro. Fossi in loro punterei tutto su Quartararo e Vinales, che sono veloci e hanno un grande futuro”.

Giacomo Agostini invita dunque Yamaha a non pensare più a Rossi, e mettere già in cammino un team ufficiale composto da Vinales e Quartararo per il 2021: il francese meriterebbe una promozione e potrebbe seriamente ambire al Mondiale con la moto giusta, Yamaha dovrebbe davvero fare un passo oltre il Dottore? Vedremo cosa accadrà nel 2020 e quali saranno le decisioni delle parti: Rossi potrebbe rinascere e ritrovare la voglia di andare avanti, oppure vivere un’altra annata da incubo e decidere di smettere per passare ad altre sfide (a quattro ruote?). Il tempo stabilirà il futuro di Yamaha e VR46.

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