Dakar 2020

La Dakar 2020 inizia con quello che dovrebbe essere un assaggio delle difficoltà che attendono i piloti nei prossimi giorni. L’Arabia Saudita accoglie la Dakar con la scintillante partenza da Jeddah e una 1a tappa che vede alternarsi tutte le caratteristiche-chiave di questa Dakar: tratti veloci, vento che cresce soprattutto nel pomeriggio e diventa un importante fattore, dune alternate a tratti rocciosi. La navigazione è fondamentale e il nuovo roadbook, colorato e teoricamente più caro, fa già le prime vittime: qualche errore di navigazione di troppo e le prime polemiche, che di fatto sono il sale di una corsa che mette a durissima prova i partecipanti. La 1a frazione, 752km dei quali 319km cronometrati, porta la corsa ad Al-Wajh e stabilisce i primi leader e le prime sorprese: domani si ripartirà verso Neom (393km, 367km cronometrati), in quella che sarà la prima parte della Super-Marathon per moto e quad, con interventi consentiti per soli 10′ e il parco chiuso in seguito. Anche domani, la navigazione sarà fondamentale, in una speciale molto rapida e insidiosa.

DAKAR 2020, MOTO: TOBY PRICE PRIMO LEADER (CON PENALITÀ), PRIME DIFFICOLTÀ PER BARREDA– Toby Price aveva vinto la scorsa Dakar, sfidando un infortunio al polso, e riparte esattamente da dove aveva cominciato, con una vittoria. Le prime fasi della tappa sorridono a Ricky Brabec, autore di una partenza furiosa dopo che l’anno scorso una rottura meccanica della sua Honda aveva annientato i suoi sogni di vittoria, ma poi sale in cattedra l’australiano: la seconda metà della tappa è tutta di Toby Price, che riesce a conquistare la prima vittoria del 2020 nonostante una penalizzazione di due minuti per un’irregolarità commessa durante la corsa. Toby Price (KTM) si vede così rosicchiare un margine che sarebbe potuto essere più ampio, e guida con 5” su Brabec (Honda) e 40” su Walkner (KTM): quarto Kevin Benavides a 2’31” (HRC), precedendo Sam Sunderland (KTM, +3’15”), Pablo Quintanilla (Husqvarna, +3’36”) e Joan Barreda. Lo spagnolo è solo settimo, staccato di 5’51” da Toby Price, dopo che la sua gara è stata rovinata da un errore di navigazione che ha reso la sua 1a tappa “indimenticabile” in senso negativo: alle sue spalle Luciano Benavides (KTM, +6’56”), Short (Husqvarna, +7’03”) e Adrien van Beveren, solo decimo dopo una frazione percorsa lentamente e con qualche errore di troppo, che lo vede chiudere a 7’52” dal vincitore odierno. Fuori dai dieci Gonçalves (Hero), De Soultrait (Yamaha) e Branch (KTM), col pilota di Botswana che precede Adrien Metge (Sherco): il francese ha sostituito in extremis il fratello Michael, che ha dato forfait dopo lo shakedown.

Buona giornata per gli italiani, che sono però fuori dai venti. Il migliore è Jacopo Cerutti con la prima Husqvarna del team Solarys Racing, classificato in 23a posizione a 23”40 da Price, mentre Maurizio Gerini è 29° a 31’41” con la moto gemella. Più indietro gli altri piloti nostrani: Alberto Bertoldi è 75° a 1h34’22”, precedendo Alessandro Barbero (76°, +1h35’20”), mentre Fabio Fasola è 87° a 1h41’42” e Cesare Zacchetti 90° a 1h43’26’, precedendo di qualche secondo Mirko Pavan (91°, +1h43’49”). Fuori dalla top-100 Francesco Catanese (116°, +2h21’37”) e Matteo Olivetto (129°, +2h49’51”).

DAKAR 2020, AUTO: ŽALA SORPRENDE TUTTI, AL-ATTIYAH PERDE TERRENO. BENE ALONSO– La Dakar 2020 delle auto regala una prima sorpresa. Tutti si aspettavano la partenza “a razzo” di uno tra Peterhansel e Al-Attiyah, e invece la prima tappa viene vinta dal lituano Vaidotas Žala su una Mini privata. Parte forte Nasser Al-Attiyah, che però poi commette un grave errore di navigazione nella seconda parte della tappa, finendo in una zona rocciosa e scivolando indietro dopo una foratura: ne approfitta così il lituano Žala, che vince il duello a distanza con l’emiratino Al-Qassimi (a sua volta rallentato da una foratura) e conquista la prima vittoria di tappa nella Dakar. L’anno scorso era arrivato 12°, quest’anno invece si ritrova a guidare la classifica dopo la 1a tappa: chiude in 3h19’04”, precedendo di 2’14” le Mini ufficiali di Stephane Peterhansel e Carlos Sainz, staccati rispettivamente di 2’14” e 2’50”. Quarto Nasser Al-Attiyah, che si riprende dopo l’errore ed è il primo tra i piloti-Toyota, staccato però di 5’33” dal leader: segue Bernhard ten Brinke, quinto a 6’30”, precedendo Serradori (Buggy, +6’55”), Terranova (Mini, +7’15”) e il padrone di casa Alrajhi, che ha faticato molto nella prima parte e chiude ottavo a 11’46”. C’era grande attesa per la prima di Fernando Alonso, affiancato da Marc Coma su una Toyota ufficiale: Nando ha disputato una buonissima prova, chiusa in 11a posizione con un ritardo di 15’27”. Ha fatto meglio di quello che è stato il suo maestro nel mondo dei rally-raid, perchè Giniel De Villiers è stato funestato da errori e forature e ha chiuso 14° a 23’16”: giornataccia anche per Nani Roma, che ha perso 28′. Chi però ha vissuto un autentico incubo è il polacco Jakub Przygonski, autore di una grande Dakar nel 2019 e indicato da tutti come il potenziale talento del futuro: la sua Mini l’ha abbandonato al km 146 per un problema meccanico, che è stato risolto solo dopo ore di durissimo lavoro. Przygonski è ripartito dopo quasi 5h di stop, chiudendo ultimo a quasi sei ore dal leader. È già fuori dalla lotta-vittoria, e aiuterà i compagni di team: ritirato invece l’ex vincitore della 24h di Le Mans Romain Dumas, che ha visto andare letteralmente in fiamme la sua auto dopo soli 84km. Sono ancora sul tracciato gli italiani Andrea Schiumarini e Marco Carrara.

DAKAR 2020: I RISULTATI DI QUAD, SxS E CAMION– Un gradito ritorno alla vittoria nei quad: Ignacio Casale, plurivincitore tra le quattro ruote motrici, aveva deciso di cambiare classe e passare ai SxS nel 2019, ma la sua avventura è stata disastrosa. Il cileno è tornato così in sella al suo mezzo Yamaha e ha cominciato subito bene, vincendo la 20a tappa in carriera alla Dakar: precede di 5’36” Rafal Sonik e di 6’55” Tomas Kubiena, col cileno Giovanni Enrico (+9’55”) e l’argentino Manuel Andujar (+11’41”) a inseguire. Si è conclusa subito, invece, l’avventura del francese Axel Dutrie, il grande rivale annunciato di Casale: per lui una brutta caduta dopo 134km e il ritiro.

Nei SxS, invece, un errore di navigazione ha privato Chaleco Lopez (vincitore l’anno scorso) della prima vittoria nell’edizione 2020. Una vittoria che inizialmente sembrava essere a portata di mano per il russo Kariakin, leader nelle prime fasi della tappa, e invece è andata al sorprendente polacco Aron Domzala: il polacco, alla guida di un Can-Am per la seconda volta in carriera, ha chiuso in 4h00’58”, precedendo di 1’51” lo statunitense Casey Currie e di 5’49” lo spagnolo Hinojo Lopez. Quarto Chaleco Lopez, staccato di 6’47”, mentre Kariakin è arrivato quinto a 8’52”: più staccato Farres Guell, addirittura ottavo a 18”, mentre Cyril Despres ha vissuto un debutto da incubo nei SxS, chiudendo 24° a 51 minuti. Peggio di lui ha fatto il vincitore della Dakar 2018 Reinaldo Varela, che ha chiuso a 2h22′ dopo una giornata da incubo. Per quel che riguarda gli italiani, ottimo 13° posto per Michele Cinotto (FN Speed Team, +33’47”), nelle retrovie invece Camelia Liparoti (34a, +1h47’53”) e Marrini (35°, +2h01’15”) su Yamaha: ancora sul tracciato Fabio Del Punta.

Dominio-KAMAZ nei camion. Inizialmente il più veloce era stato Karginov, con Sotnikov in scia, ma la vittoria va a uno degli equipaggi meno “pubblicizzati” dello squadrone russo: primo successo di tappa per Anton Shibalov, che non era stato schierato l’anno scorso e ha dato a tutti una lezione di velocità e navigazione. Il russo chiude in 3h40’35”, precedendo di 1’33” il bielorusso Viazovich (Maz) e di 3’09” l’IVECO di Janus van Kasteren, portacolori del team Petronas de Rooy. Quarto Sotnikov a 4’07”, con Karginov settimo a 6’38” e il vincitore dell’anno scorso Nikolaev solo 10° a 11’24” dopo una giornata difficile. Per quel che riguarda gli italiani, 28° Paolo Calabria col primo MAN del team Orobica Raid (+2h14’01”) e 29° Claudio Bellina (Italtrans, +2h22’17”): 33° posto invece per l’altro camion Orobica Raid di Cabini e Verzelletti, staccati di 2h45’03”. Rickler è ancora sul tracciato col suo IVECO.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *