Dakar 2019

Prima tappa, stessa musica. È passato un anno ed è cambiato il percorso. Eppure il passaggio dal vecchio al nuovo decennio ed il trasferimento dall’America latina all’Arabia Saudita non hanno minimamente influenzato Toby Price. Il re del 2019 ha mantenuto la stessa fame di vittorie, senza perdere smalto ed efficacia. Sua la prima tappa della Dakar 2020, con il piglio del dominatore. È prematuro affermare che la corsa più folle dell’anno abbia già trovato un padrone, ma il messaggio proveniente dal traguardo di Al-Wajh è chiaro e preciso: chiunque voglia conquistare il rally dovrà fare i conti con lui, il campione uscente.

MUTANTE

Sessantadue anni fa nelle librerie italiane usciva il “Gattopardo”, opera di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Tra i passi più celebri spicca indubbiamente la frase di Tancredi, nipote del principe di Salina. Una battuta che racchiude l’essenza stessa del camaleontismo: “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”. Price sembra aver appreso questa lezione. Se un anno fa aveva fatto la differenza nella seconda parte della gara, ora l’australiano pare deciso a stroncare la concorrenza fin dall’inizio. Dominare per costringere gli altri a rischiare: un progetto radicalmente diverso dalla condotta più conservativa della scorsa stagione. Indubbiamente chi confidava in un approccio più soft è rimasto spiazzato. Toby sembra essere cambiato, almeno apparentemente. In fondo, la lezione del “Gattopardo” è proprio quella: un mutamento continuo per arrivare al medesimo risultato.

SOGNI DI GLORIA

Il deserto arabo stabilirà se l’evoluzione tattica di Price sarà vincente e gli permetterà di realizzare un’impresa clamorosa: difendere il titolo conquistato un anno fa. L’ultima doppietta risale al 2014-2015 magico di Marc Coma. Dopo lo straordinario bis del campione spagnolo, nessuno è più riuscito a dominare per due anni consecutivi la Dakar. Price ha tutte le qualità per centrare il grande obiettivo: un mezzo affidabile come KTM, esperienza, tattica e senso di adattamento. Sa anche soffrire e lottare contro il dolore, come accaduto un anno fa, quando un infortunio al ginocchio rischiò di compromettere la sua gara. Ora Toby riparte con ulteriore grinta e consapevolezza. Agli altri non resta altro da fare che avviare l’operazione rimonta.

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