Dakar 2020

Dopo l’assaggio d’Arabia Saudita nella tappa inaugurale verso Al-Wajh e i primi colpi di scena, la Dakar 2020 riparte con una frazione breve e molto intensa. Si parte dalla spiaggia che si affaccia sul Mar Rosso, per poi arrivare nella futura “megacittà” di Neom, al confine con la Giordania, dopo 393km dei quali ben 367 sono cronometrati e il trasferimento si riduce a un soffio di vento. Pur partendo dalla spiaggia, i piloti trovano pochissima sabbia sul loro tracciato: la zona costiera sul Mar Rosso li porta a spostarsi da una valle all’altra verso il Nord dell’Arabia Saudita, con tutta una serie di insidie a livello di navigazione: conta la velocità, ma anche e soprattutto l’abilità nell’orientarsi, perchè sbagliare vuol dire perdere molto tempo, in una speciale così breve e rapida. Per moto e quad inizia la Super-Marathon: interventi consentiti solo per dieci minuti e senza assistenza, poi si entra in parco chiuso. Molti protagonisti hanno perso tempo prezioso e domani cercheranno di rimontare in una frazione ad anello intorno a Neom: 427km di speciale e 504km complessivi con un’alternanza continua tra sabbia, canyon e zone montuose in vicinanza della Giordania. Si arriverà al punto più alto della Dakar 2020, 1.400m, e tutto potrebbe cambiare: già oggi la classifica è uscita completamente rivoluzionata.

DAKAR 2020, MOTO: “PRIMA” PER ROSS BRANCH, SUNDERLAND NUOVO LEADER– Ross Branch è uno dei piloti che stanno emergendo nel panorama dei rally-raid. Nato nel Botswana, “allevato” dal deserto del Kalahari, il pilota africano ha debuttato nella Dakar l’anno scorso, arrivando 13° con la sua KTM, e poi è salito sul podio del Merzouga Rally vincendo anche una tappa: veniva dato come uno dei possibili outsider della Dakar 2020 e non ha tradito le attese, conquistando subito la prima vittoria di tappa e diventando il sesto pilota africano capace di raggiungere tale traguardo. Una serie aperta dal keniano Shekhar Mehta (6 speciali vinte, 5° nel 1987 nelle auto) e proseguita poi dal sudafricano Alfie Cox (moto, 3 podi nella generale e 8 speciali vinte tra 1999 e 2003), dal franco-maliano Alain Duclos (due vittorie di tappa), da Brian Baragwanath (quad) e da Giniel de Villiers, vncitore di 15 speciali e della Dakar 2009 nelle auto: ora a loro si aggiunge Ross Branch. La vittoria di Ross Branch è stata costruita nel finale di tappa, alzando il ritmo e sfruttando gli errori altrui. Dopo una partenza a rilento per colpa di un dolore al braccio, Joan Barreda ha approcciato con grande aggressività la frazione odierna, facendo segnare il miglior tempo fino a metà della tappa, per poi commettere un errore e perdere 4′ in una cinquantina di km. Chi però ha vissuto una giornata da incubo è Toby Price: l’australiano e detentore del titolo ha commesso un errore di navigazione, trascinando in parte con sè Ricky Brabec e finendo col chiudere a 12′ dal vincitore odierno, dicendo così addio alla leadership nella generale. Errori commessi anche da Laia Sanz (Gas Gas), che ha perso più di 20′ per una caduta, e dal nostro Jacopo Cerutti. Non ha commesso invece errori Ross Branch, che ha conquistato meritatamente la sua prima vittoria di tappa, portando la bandiera del Botswana nelle zone alte della Dakar e l’Africa a vincere nelle moto dopo cinque anni.

Ross Branch (KTM) chiude in 3h39’10”, precedendo di 1’24” Sam Sunderland (KTM) e di 2’21” Pablo Quintanilla (Husqvarna): quarto e quinto i fratelli Benavides, con Kevin (HRC) a 3’40” dal vincitore e Luciano (KTM) a 3’44”. Joan Barreda si riprende nel finale, ma chiude a 4’57” buttando via una grossa chance di scalare la classifica: lo seguono Cornejo (HRC, +5’58”), Walkner (KTM, +5’59”), De Soultrait (Yamaha, +6’08”), Short (Husqvarna, +7′) e Brabec, che è 11° a 8’45”. Fuori dai dieci anche van Beveren, che prosegue una marcia difficoltosa e arriva 13° a 9’48”, e Toby Price che come si diceva poc’anzi chiude a 12’13” e in 15a posizione. Per quel che riguarda gli italiani, il migliore è Maurizio Gerini sull’Husqvarna del team Solarys Racing, con un buonissimo 27° posto a 29’33”, mentre perde tempo Jacopo Cerutti, che è 49° a 1h08’41”: più indietro gli altri piloti nostrani, con un Mirko Pavan in difficoltà e solo 131° su 134 partenti di giornata. Sam Sunderland diventa il nuovo leader della generale, precedendo di 1’18” Pablo Quintanilla e di 1’32” Kevin Benavides: quarto Walkner davanti a Brabec, Branch, Luciano Benavides, Barreda e Toby Price, ora 9° a 7’34” dal leader. Il miglior italiano nella generale è Maurizio Gerini: per Gerry la 26a posizione a 56’35”.

Dakar 2020, moto: la classifica generale dopo la 2a tappa- 1) Sam Sunderland (Gbr/KTM) in 7h05’22”, 2) Pablo Quintanilla (Chi/Husqvarna) a 1’18”, 3) Kevin Benavides (Arg/Honda) a 1’32”, 4) Matthias Walkner (Aut/KTM) a 2′, 5) Ricky Brabec (Usa/Honda) a 4’11”, 6) Ross Branch (Bot/KTM) a 4’19”, 7) Luciano Benavides (Arg/KTM) a 6’01”, 8) Joan Barreda Bort (Spa/Honda) a 6’09”, 9) Toby Price (Aus/KTM) a 7’34”, 10) Andrew Short (Usa/Husqvarna) a 9’24”, 13) Adrien van Beveren (Fra/Yamaha) a 13’01”.

Gli italiani: 26) Maurizio Gerini (Husqvarna Solarys Racing) a 56’35”, 38) Jacopo Cerutti (id.) a 1h27’42”, 72 Alberto Bertoldi a 3h26’25”, 77 Cesare Zacchetti a 3h34’29”, 90 Alessandro Barbero a 4h01’15”, 91 Fabio Fasola a 4h03’29”, 108 Francesco Catanese a 4h45’29”, 117 Mirko Pavan a 5h12’28”, 127 Matteo Olivetto 5h58’57”. 

AUTO: ACUTO DI DE VILLIERS, TERRANOVA BALZA IN TESTA. ALONSO PERDE 2h30′- Ancora una volta gli errori di navigazione scrivono una classifica differente dalle attese: dopo l’exploit del lituano Žala nella giornata di ieri, stavolta è Giniel de Villiers, vecchia volpe del deserto, a trionfare conquistando la 15a vittoria in carriera alla Dakar e diventando il primo capace di vincere tappe nei tre continenti (Africa, Sudamerica e Asia) e nei tre capitoli dello storico rally-raid. La corsa è stata caratterizzata dagli sbagli di Al-Attiyah e Peterhansel e dai problemi di Carlos Sainz, che ha dovuto rallentare molto nella zona rocciosa di Jabal Dabbagh, perchè i detriti e il terreno rischiavano di danneggiare la sua Mini: qualche piccolo guaio anche per il principe del Qatar, ma chi ha sofferto enormemente è Fernando Alonso, che dice subito addio ai suoi sogni di gloria. E dire che la tappa era partita bene per Nando e per lo squadrone-Toyota, che guidava saldamente la classifica dopo i primi way-point: Yazeed Alrajhi era infatti in testa davanti ad Al-Attiyah, de Villiers e Alonso, con le Mini di Peterhansel e Sainz molto staccate e un ottimo Al Qassimi. Poi, ecco il guaio per Nando: uno scontro con una ruota e la rottura di una ruota della sua Toyota al km 160 gli sono costati più di 2h30′ tra attesa dell’assistenza e riparazioni, e l’ha di fatto messo fuori dalla lotta per il podio. Chi invece sembrava inarrestabile era il saudita Yazeed Alrajhi, che continuava a guadagnare su tutti e prendere margine su Žala, Peterhansel, Sainz e ogni altro contendente: anche per lui, però, l’errore era dietro l’angolo, con un errore di navigazione che lo portava a perdere nel complesso una ventina di minuti. La vittoria di tappa è andata così alla “vecchia volpe” Giniel de Villiers, col sudafricano che è diventato il primo pilota in grado di vincere una tappa in ogni “capitolo” della Dakar.

Giniel de Villiers (Toyota) ha sfruttato la propria costanza e abilità nella navigazione, chiudendo in 3h37’20” e precedendo di 3’57” Orlando Terranova (Mini) e di 5’42” l’emiratino Al Qassimi: quest’ultimo, uno sceicco che guida una Peugeot preparata da Ph Sport ed era già arrivato nella top-10 nel 2018 (6°), si è mostrato uno dei migliori nella navigazione e sta sorprendendo per velocità e qualità della sua guida. Ha preceduto l’altra sorpresa della Dakar 2020, il Buggy Century di Mathieu Serradori, che senza 2′ di penalizzazione sarebbe sul podio della Dakar, e poi ecco i big: Al-Attiyah (Toyota) a 11’46”, Sainz (Mini) a 13’05”, Alrajhi (Toyota) a 13’35” davanti al connazionale Seaidan e al francese Pelichet, col lituano Žala decimo a 19’23”. Fuori dai dieci Peterhansel (Mini, 12° a 22’15”) e ten Brinke (Toyota, 15° a 26’05”): Alonso ha chiuso a 2h34’38”. I risultati odierni premiano la costanza dell’argentino Orlando Terranova, che diventa il nuovo leader della Dakar 2020: precede di 4’43” Sainz e di 6’07” Al-Attiyah, con Serradori, Žala, de Villiers, Al Qassimi, Peterhansel, Alrajhi e ten Brinke a completare la top-10 e Alonso 48°. Per quel che riguarda gli italiani, Schiumarini chiude 70° di tappa e nella generale con la sua Mitsubishi: è staccato di 8h.

Dakar 2020, auto: la classifica generale dopo la 2a tappa- 1) Orlando Terranova (Arg/Mini) in 7h07’36”, 2) Carlos Sainz (Spa/Mini) a 4’43”, 3) Nasser Al-Attiyah (Qat/Toyota) a 6’07”, 4) Mathieu Serradori (Fra/Century) a 7’22”, 5) Vaidotas Žala (Lit/Mini) a 8’11”, 6) Giniel de Villiers (Rsa/Toyota) a 12’04”, 7) Sheikh Khalid Al Qassimi (Uae/Peugeot Ph Sport) a 12’35”, 8) Stephane Peterhansel (Fra/Mini) a 13’17”, 9) Yazeed Alrajhi (Ksa/Toyota) a 16’05”, 10) Bernhard ten Brinke (Hol/Toyota) a 21’23”, 48) Fernando Alonso (Spa/Toyota) a 2h38’53”.

Gli italiani: 70) Andrea Schiumarini (Mitsubishi) a 8h12’10”. 

DAKAR 2020: I RISULTATI DI QUAD, SxS E CAMION– Nei quad, prosegue il dominio di Ignacio Casale, che è tornato ad essere padrone della classe che più gli si addice. Il cileno prende il largo sin dalle prime battute della speciale, perdendo qualcosa nei km finali, visto che era arrivato a oltre 8′ di vantaggio sul secondo e ne conserverà solo 3’33”: precede il polacco Rafal Sonik, l’ultimo che riesce a rimanergli in scia, il francese Vitse e il cileno Giovanni Enrico. Casale ha già un ampio margine nella generale: guida con 9’09” su Sonik e 23’08” su Enrico.

Nei SxS, la giornata di ieri ci aveva regalato la vittoria a sorpresa del polacco Aron Domzala, che però viene subito tagliato fuori da un consistente problema meccanico al suo mezzo Can-Am, chiudendo a 1h28” dal vincitore odierno. Un vincitore che risponde al nome di Chaleco Lopez, che dopo aver vinto la Dakar 2019 in questa categoria vuole fare il bis e si porta in testa, cancellando le due forature che ieri gli erano costate un ampio ritardo. Il cileno precede di 11’48” lo zimbabwese Rautenbach e di 12’55” lo statunitense Jones, costruendosi un buon margine nella generale: la giornata odierna vede risalire Despres e Varela, che ieri erano stati semplicemente disastrosi. La leadership nella generale è però di Francisco Javier “Chaleco” Lopez Contardo, che precede di 9’37” Casey Currie e di 12’48” lo spagnolo Hinojo. Elvis Borsoi e Stefano Pelloni sono i migliori italiani, col 28° posto nella generale: 30° Cinotto, 33° Marrini e 34a Camelia Liparoti, mentre si è già conclusa la Dakar di Fabio Del Punta.

Nei camion, cambia tutto grazie alla strepitosa prestazione del bielorusso Siarhei Viazovich, secondo nella scorsa edizione e nella tappa inaugurale di ieri, e capace di spezzare l’egemonia dei Kamaz russi nella giornata odierna. Viazovich e il suo Maz prendono la testa della tappa dopo un centinaio di km e non la mollano più: il bielorusso vince con 1’46” su Sotnikov e 2’07” su Karginov, con Macik a spezzare la truppa Kamaz, completata da Nikolaev (5° a 10’52”) e dal vincitore di ieri Shibalov, che perde un quarto d’ora. Il podio di tappa diventa anche quello della generale, guidata proprio da Siarhei Viazovich: riuscirà a spezzare la serie vincente dei camion russi o sarà solo un fuoco di paglia?

Dakar 2020, quad: la classifica generale dopo la 2a tappa- 1) Ignacio Casale (Chi/Yamaha) in 9h03’44”, 2) Rafal Sonik (Pol/Yamaha) a 9’09”, 3 Giovanni Enrico (Chi/Yamaha) a 23’08”.

Dakar 2020, SxS: la classifica generale dopo la 2a tappa- 1) Chaleco Lopez (Chi/Can-Am) in 8h21’15”, 2) Casey Currie (Can-Am) a 9’37”, 3) Josè Antonio Hinojo Lopez (Spa/Can-Am) a 12’48”.

Gli italiani: 28) Elvis Borsoi a 3h01’53”, 30 Michele Cinotto a 3h23’35”, 33 Stefano Marrini a 3h35’32”, 34) Camelia Liparoti a 3h39’15”. 

Dakar 2020, camion: la classifica generale dopo la 2a tappa- 1) Siarhei Viazovich (Maz) in 7h29’52”, 2) Dmitry Sotnikov (Rus/Kamaz) a 4’20”, 3) Andrey Karginov (Rus/Kamaz) a 7’12”), 4) Anton Shibalov (Rus/Kamaz) a 13’42”, 5) Martin Macik (Rce/Iveco), 6) Eduard Nikolaev (Rus/Kamaz) a 20’43”.

Gli italiani: 26) Claudio Bellina (Ginaf Italtrans) a 5h05’41”, 27) Cabini-Verzeletti-Cabini (Mercedes Orobica Raid) a 5h17’49”, 30) Calabria (Man Orobica Raid) a 5h36’44”.

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