Dakar 2020

La Dakar è ricca di colpi di scena, stravolgimenti e cambi di fronte ogni giorno, e l’edizione 2020 non fa eccezione. Il terreno saudita, coi suoi continui cambiamenti di scenario e paesaggi che tolgono il fiato, mette alla corda i piloti di auto, moto, camion, quad e SxS: l’errore è dietro l’angolo e può essere fatale, a queste velocità e su terreni di questo tipo. Se poi ci si mette di mezzo anche la tecnologia, com’è successo oggi quando un problema al GPS delle moto ha fatto perdere gran parte dei piloti (“azzerati” per questo gli ultimi km, e vantaggio diminuito per Brabec), allora può davvero succedere di tutto. Cosa che è puntualmente capitata nella 3a tappa della Dakar 2020, con partenza e arrivo a Neom dopo 427km di speciale e 504km complessivi. Una speciale “spezzata in due” (273km e 154km) da un tratto di trasferimento, ma comunque davvero insidiosa: nei 427km programmati i piloti hanno affrontato sabbia, canyon e zone montuose, toccando il punto più alto della Dakar nella zona delle montagne di Jabal ash Shifa (1.400m) e attraversando le renormi occe di Wadi ash Sharmah. Velocità, navigazione e anche prudenza per evitare guai: queste sono state le chiavi della 3a tappa, che per le moto e i quad significava fine della Super-Marathon. È successo di tutto e sono cambiati i leader in quattro classi: domani ci si attendono nuovi colpi di scena nella 4a frazione, che partirà da Neom (città “futura” che ancora non esiste) e arriverà ad Al ‘Ula dopo 672km (453 km di speciale), proponendo tracciati “pistaioli” e tratti rocciosi alternati alla sabbia. Servirà l’abilità nella navigazione, perchè domani il rischio di perdersi sarà elevato: la corsa toccherà la storia passando molto vicina ai Templi Nabatei situati al confine con la Giordania.

DAKAR 2020, MOTO: RICKY BRABEC STACCA TUTTI E VOLA IN TESTA. VANTAGGIO DIMINUITO… PER IL GPS– È stato un autentico assolo, quello di Ricky Brabec nell’anello intorno a Neom e in una tappa davvero insidiosa: lo statunitense ha dominato la tappa dal primo all’ultimo km, continuando ad alzare il ritmo e incrementare il proprio vantaggio sui rivali. A metà della speciale, Brabec guidava con all’incirca 4’30” su Benavides e Price, ma nella seconda parte ha fatto ulteriormente la differenza e costruito una vittoria memorabile: al termine della tappa, la tabella dei tempi segnava un vantaggio di quasi 10′ sul compagno di marca Ignacio Cornejo e 13′ su Joan Barreda, terzo dopo aver disputato una buona tappa in quello che sembra un avvio in controllo (e controtendenza) per lo spagnolo. Giornatona per Brabec, giornataccia invece per Sam Sunderland, che dopo aver commesso svariati errori aveva chiuso a 38′ dal vincitore odierno, portandosi dietro per buona parte delle sue “scorribande” fuori dal percorso ideale Pablo Quintanilla. Un grave errore di navigazione nel finale aveva tagliato fuori anche Benavides, Walkner e Price, arrivati rispettivamente a 19′, 20′ e 35′. Ricky Brabec si sarebbe così trovato a gestire un vantaggio-monstre sui rivali, ma la direzione-gara ha deciso di revisionare i risultati. Gli errori commessi nel finale da gran parte dei piloti (si sono salvati solo Brabec, Cornejo e Barreda) sono stati infatti causati da un grave malfunzionamento del GPS, che ha mandato di fatto fuori dal percorso ideale tutti i principali contendenti per la vittoria. Brabec si è affidato all’istinto e ha evitato l’errore, ma il malfunzionamento non era accettabile e così ASO ha deciso di prendere i tempi “effettivi” della tappa al km 389 della speciale, azzerando così l’enorme gap accumulato da svariati piloti negli ultimi 38km. Una decisione giusta, che è andata così a ridimensionare il vantaggio effettivo accumulato dallo statunitense.

Ricky Brabec ha chiuso così la tappa in 3h29’31”, precedendo di 5’56” Cornejo e di 7’22” Benavides per la tripletta-Honda: quarto Matthias Walkner a 8’13” con la prima KTM, precedendo Price (+8’35”), Barreda (+9’04”), Luciano Benavides (+12’30”), Xavier de Soultrait (Yamaha, +13’55”), Skyler Howes (Husqvarna, +15’43”) e Metge (Sherco, +18′), con Pablo Quintanilla 11° a 18’33’ e Sam Sunderland solo 14° a 21’21” dopo un’autentica giornataccia. 34a e 38a posizione per i nostri Cerutti e Gerini, con ritardi di 33′ e 38′. È andata molto peggio a Ross Branch, che al km 88 ha colpito in pieno una roccia con la ruota posteriore ed è caduto in avanti, infortunandosi a una spalla: stringendo i denti per il forte dolore, il pilota nato in Botswana e vincitore della 2a tappa ha chiuso 46° a 1h07′ (1h30′, prima della revisione dei tempi). Infortunio anche per Xavier de Soultrait, che è arrivato a Neom col polso fratturato, ma soprattutto per Adrien van Beveren. Il francese, ritirato nelle ultime due edizioni mentre stava lottando per la vittoria, ha visto concludersi la sua Dakar 2020 dopo soli 4km per una caduta ad alta velocità: la sua Yamaha è stata distrutta, e la frattura alla clavicola ha reso impossibile la prosecuzione della corsa per van Beveren. Sembra poter lottare per proseguire invece Paulo Gonçalves: il motore della sua Honda è andato ko, ma il pilota è ripartito dopo aver atteso per oltre 6h che l’assistenza riparasse il guasto. La tappa odierna ci priva dunque di alcuni possibili protagonisti, e riscrive la generale: Ricky Brabec guida con 4’43” su Kevin Benavides e 6’02” su Matthias Walkner, con Barreda (+11’02”) e Cornejo (+11’19”) a completare una top-10 che vede quattro moto HRC nelle prime cinque. Sesto posto per Toby Price (+11’58”), a precere Luciano Benavides, Quintanilla, Sunderland e de Soultrait: Branch scivola in 21a posizione, mentre il miglior italiano è Maurizio Gerini, con la 28a piazza.

Dakar 2020, moto: la classifica generale dopo la 3a tappa- 1) Ricky Brabec (Usa/Honda) in 10h39’04”, 2) Kevin Benavides (Arg/Honda) a 4’43”, 3) Matthias Walkner (Aut/KTM) a 6’02”, 4) Joan Barreda (Spa/Honda) a 11’02”, 5) Ignacio Cornejo (Chi/Honda) a 11’19”, 6) Toby Price (Aus/KTM) a 11’58”, 7) Luciano Benavides (Arg/KTM) a 14’20”, 8) Pablo Quintanilla (Chi/Husqvarna) a 15’40”, 9) Sam Sunderland (Gbr/KTM) a 17’10”, 10) Xavier de Soultrait (Fra/Yamaha) a 19’55”, 21) Ross Branch (Bot/KTM) a 1h07’41”.

Gli italiani: 28) Maurizio Gerini (Husqvarna Solarys Racing) a 1h30’35”, 34) Jacopo Cerutti (Husqvarna Solarys Racing) a 1h57’02”, 63) Alberto Bertoldi a 4h49’25”, 71) Alessandro Barbero a 5h15’37”, 73) Fabio Fasola a 5h22’25”, 85 Cesare Zacchetti a 5h46’48”, 105) Francesco Catanese a 7h05’10”, 111) Mirko Pavan (Beta NSM Racing) a 7h34’06”, 115) Matteo Olivetto a 8h29’37”.

AUTO: CARLOS SAINZ, VITTORIA E LEADERSHIP. ALONSO SI RIALZA– La vecchia volpe è tornata, e artiglia la prima vittoria nella Dakar saudita. Carlos Sainz era stato molto costante nelle scorse tappe, e ha dato la prima zampata a Neom, in una tappa insidiosa che ha fatto qualche vittima eccellente anche nelle auto: su tutti i primi due della classifica nella giornata di ieri, il sudafricano de Villiers e l’argentino Terranova, che hanno perso molto tempo e sono stati ricacciati indietro nella generale. Peggio è andata allo sceicco emiratino Al Qassimi, che dopo una Dakar sin qui d’altissimo livello ha dovuto alzare bandiera bianca e ritirarsi per uno spettacolare incidente: la sua Peugeot ha urtato una roccia ad alta velocità nella zona “neutrale” tra le due speciali e si è ribaltata più volte, rendendo impossibile la ripartenza. Ritiro anche per il russo Vasilyev, che ha visto andare a fuoco la propria Mini dopo un incidente. Ma torniamo a Carlos Sainz, e a una tappa dominata dall’inizio della giornata: duello corpo a corpo con Nasser Al-Attiyah per lo spagnolo, che dopo aver resistito al rientro del principe del Qatar ha preso il largo nel finale, conquistando la sua 33a vittoria nella Dakar.

Carlos Sainz (Mini) ha chiuso in 3h48’01”, precedendo di 3’31” Nasser Al-Attiyah (Toyota) e di 4’19” il redivivo Jakub Przygonski, che si consola con qualche piazzamento prestigioso dopo aver perso ogni chance di podio/vittoria nella prima tappa. Quarto posto per la grande sorpresa di questo avvio della Dakar: il saudita Seaidan, dopo una 1a frazione complicata, ha sfiorato il podio sia ieri che oggi, mostrando una grande confidenza e abilità di guida e navigazione nella zona intorno a Neom. Ha chiuso quarto a 5’28”, precedendo con la sua Mini il duo spagnolo formato da Fernando Alonso e Marc Coma: Nando ieri era uscito di classifica per lo scontro con una roccia (perdendo 2h30′), e oggi è stato costantemente tra i migliori, arrivando anche a lottare per il podio di giornata e chiudendo a 6’14’ da Sainz. Sesto Yazeed Alrajhi (Toyota, +7’36”), che ha regalato così un risultato storico all’Arabia Saudita, capace di piazzare due piloti nella top-6 di una tappa della Dakar. Non ha trovato il ritmo invece Peterhansel (+10’26”), mentre come si diceva in precedenza hanno faticato Terranova (+12’02”) e de Villiers (+16’21”): top-10 che viene completata da ten Brinke, con il solido Serradori 11° a 18’17”. Nani Roma e il lituano Žala hanno chiuso rispettivamente a mezz’ora e 56′. Carlos Sainz ora guida anche la classifica generale: precede di 4’55” Al-Attiyah e di 8’09” Orlando Terranova: solo settimo Peterhansel, staccato di 19′. Per quel che riguarda gli italiani, il migliore oggi è stato Carrara, che ha chiuso 56° di giornata a 2h35”.

Dakar 2020, auto: la classifica generale dopo la 3a tappa- 1) Carlos Sainz (Spa/Mini) in 11h00’20”, 2) Nasser Al-Attiyah (Qat/Toyota) a 4’55”, 3) Orlando Terranova (Arg/Mini) a 8’09”, 4) Yazeed Alrajhi (Ksa/Toyota) a 18’58”, 5) Stephane Peterhansel (Fra/Mini) a 19′, 6) Mathieu Serradori (Fra/Buggy Century) a 20’56”, 7) Giniel de Villiers (Rsa/Toyota) a 23’42”, 8) Bernhard ten Brinke (Hol/Toyota) a 33’23”, 9) Martin Prokop (Rce/Ford) a 48’05”, 10) Vaidotas Žala (Lit/Mini) a 59’59”, 11) Yasir Seaidan (Ksa/Mini) a 1h01’48”, 32) Fernando Alonso (Spa/Toyota) a 2h40’24”.

Gli italiani: 66) Andrea Schiumarini (Mitsubishi) a 11h41’21”. 

DAKAR 2020: I RISULTATI E LE CLASSIFICHE DI QUAD, SxS E CAMION– Nei quad, viene interrotto il dominio di Ignacio Casale, che vede concludersi a due la sua striscia di vittorie consecutive. Il cileno aveva iniziato al meglio anche questa tappa, ma viene superato nel prosieguo della speciale odierna dal connazionale Giovanni Enrico, una delle principali sorprese della Dakar 2020: è proprio Enrico, che gareggia con un quad Yamaha preparato dal suo team privato, a conquistare la 3a tappa e la vittoria a Neom. Il cileno precede di 1’01” Simon Vitse e di 3’29” Ignacio Casale, con Rafal Sonik a 8’49” e Andujar a 15”31. Nessuno può però togliere la leadership a Ignacio Casale, che guida la generale con 14’29” su Rafal Sonik.

Grandi ribaltoni anche nei SxS, dove tutto viene riscritto. Se infatti ieri Francisco Javier Lopez Contardo aveva vinto la tappa e si era costruito un buon margine nella generale, quest’oggi quel margine viene invece disperso. Il cileno ha commesso qualche errore di troppo, finendo per uscire dalla lotta per la vittoria di tappa e perdere la testa della generale per soli 15”, a vantaggio di Casey Currie. Non è stato lo statunitense, però, il vincitore di giornata: la 3a tappa è andata a Gerard Farres Guell, che è stato nettamente il più veloce nell’ultima parte della speciale, precedendo di 18” Kariakin e di 1’37” Currie. Lo statunitense, approfittando del 9° posto di Chaleco Lopez a 11’29”, si è così preso la vetta della generale: prosegue invece il calvario di Cyril Despres, che dovrebbe ritirarsi quest’oggi per la rottura del motore del suo mezzo.

Classifica riscritta anche nei camion, dove Andrey Karginov ha messo in scena una performance semplicemente mostruosa nella 3a tappa. Il russo e il suo Kamaz hanno dominato dal primo all’ultimo metro, con un massimo vantaggio di oltre sette minuti sul bielorusso Viazovich, precedente leader della generale. Alla fine della 3a tappa, Karginov ha conquistato il successo con 4’54” sul rivale e 11’13” sul connazionale Shibalov, in una frazione che ha visto scivolare indietro Nikolaev: il vincitore dell’ultima Dakar ha infatti perso molto tempo per un insabbiamento e qualche problema nella navigazione, chiudendo a 34’23”. Molto peggio è andata al connazionale Dmitry Sotnikov, che era secondo nella generale e ha perso 2h13′ per dei problemi al suo camion: giornataccia per lui, mentre continua il suo percorso il Ginaf Italtrans del nostro Claudio Bellina, 35° di giornata a 3h25’58”, appena dietro all’Orobica Raid di Cabini e Verzeletti. Karginov, oltre a dominare la tappa, accorcia nella classifica generale: guida sempre Viazovich, ma con soli 2’18” su russo. Sembra essere una lotta a due, perchè Shibalov è terzo a 20’01”, precedendo Macik (+38’51”) e Nikolaev: il vincitore dell’anno scorso è staccato di ben cinquanta minuti!

Dakar 2020, quad: la classifica generale dopo la 3a tappa: 1) Ignacio Casale (Chi/Yamaha) in 13h38’05”, 2) Rafal Sonik (Pol/Yamaha) a 14’29”, 3) Giovanni Enrico (Chi/Yamaha) a 19’39”.

Dakar 2020, SxS: la classifica generale dopo la 3a tappa: 1) Casey Currie (Usa/Can-Am) in 13h15’16”, 2) Chaleco Lopez (Chi/Can-Am) a 15”, 3) José Antonio Hinojo Lopez (Spa/Can-Am) a 1’40”, 4) Sergei Kariakin (Rus/Can-Am) a 7’41”, 5) Austin Jones (Usa/Can-Am) a 12’39”.

Gli italiani: 22) Elvis Borsoi/Stefano Pelloni a 3h26’42”, 30) Michele Cinotto a 4h22’42”, 32) Camelia Liparoti a 5h19’38”, 33) Stefano Marrini a 5h35’03”. 

Dakar 2020, camion: la classifica generale dopo la 3a tappa: 1) Siarhei Viazovich (Blr/Maz) in 11h34’01”, 2) Andrey Karginov (Rus/Kamaz) a 2’18”, 3) Anton Shibalov (Rus/Kamaz) a 20’01”, 4) Martin Macik (Rce/Iveco) a 38’59”, 5) Eduard Nikolaev (Rus/Kamaz) a 50’12”.

Gli italiani: 27) Cabini/Verzeletti/Cabini (Mercedes Orobica Raid) a 8h36’30”, 29) Claudio Bellina (Ginaf Italtrans) a 8h46’45”. 

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