Dakar 2020

Uno, due, tre. La classifica della terza tappa della Dakar 2020 sorride nettamente alla Honda. La casa di Tokyo domina la frazione piazzando una tripletta inattesa. Vittoria per Ricky Brabec, davanti a Josè Ignacio Cornejo e Kevin Benavides. E la generale si conferma ugualmente ricca di soddisfazioni: oltre al successo di tappa, Brabec comanda davanti allo stesso Benavides, mentre Joan Barreda sembra in continua ascesa. Il colpaccio dei giapponesi è uno schiaffo alla KTM, la grande dominatrice delle ultime edizioni. Gli austriaci sapevano di non poter dominare con facilità, ma nemmeno si aspettavano una simile disfatta. Toby Price si è salvato grazie alla cancellazione dei tempi presi negli ultimi 53 chilometri, mentre Sam Sunderland è sprofondato in classifica a causa di una giornata difficile. Una giornata non può definire gli equilibri di una corsa imprevedibile come la Dakar, ma può raccontare molte cose. Sicuramente la terza tappa certifica che Honda fa sul serio e dispone di una squadra al momento molto più solida e concreta rispetto agli altri anni. Barreda è il faro del team, anche se è reduce da due stagioni molto difficili. Benavides non smette di sorprendere, anche se nelle ultime edizioni ha sempre potuto contare sul “fattore campo”. Brabec, dal canto suo, si gode la leadership, anche se dovrà fare i conti con le complicazioni di gestire il primato.  In casa KTM ci si lecca le ferite, anche se la corazzata non è affondata. Price è vicino, Sunderland non è tagliato fuori. E Walkner sogna di ripetere l’impresa del 2018.

SPAGNA REGINA

La Dakar 2020 si scopre anche decisamente favorevole alla Spagna, almeno finora. Carlos Sainz vince la terza tappa e va al comando nella classifica generale. Fernando Alonso rimedia parzialmente alla sfortuna in cui è incappato ieri e chiude la giornata al quinto posto, con una gara da urlo. Diciannove anni separano il vincitore delle Dakar 2010 e 2018 dall’illustre apprendista, due volte iridato in Formula 1. Eppure, nonostante la differenza di esperienza, ci sono molte similitudini tra i fuoriclasse. “Nando” sta mettendo in mostra una sensibilità e un adattamento mostruosi, specialmente considerando lo scarso tempo a disposizione per imparare. Eppure, come una spugna, assorbe qualsiasi nozione e migliora visibilmente. E non si accontenta mai, esattamente come Sainz a suo tempo. Certamente per Carlos l’adattamento fu agevolato dal suo passato, mentre per Alonso il feeling con lo sterrato era tutto da costruire e verificare. Al momento, la conoscenza sembra procedere al meglio con grande gioia degli appassionati spagnoli, che si coccolano “Nando” e sognano il tris di Sainz. Il maestro vuol dare l’esempio ai novellini e ristabilire le gerarchie con gli altri re del deserto. Costanza e precisione sono le armi con cui sta cercando di distanziare gli avversari. Parlare di fuga è prematuro, ma tutti sanno che non si possono fare regali a re Carlos.

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