Dakar 2020

L’ultima fatica prima del giorno di riposo riserva un interessante cambio di scenario ai piloti della Dakar 2020, la prima edizione in terra saudita. Dopo aver affrontato per giorni terreni rocciosi e paesaggi “marittimi”, la corsa arriva a Riyadh e riserva ai partecipanti un assaggio di quello che li attenderà in seguito: altissime dune, tantissima sabbia e ostacoli per la navigazione e per la guida (i dromedari). Uno scenario che mette a dura prova i mezzi e i piloti: sono stati parecchi i ritiri per infortunio, così come i piloti che hanno fatto ricorso alla seconda chance fornita dalla Dakar Experience, rientrando in gara dopo un giorno di stop per “rigenerarsi” ed effettuare le necessarie riparazioni, ma fuori da ogni classifica. Alcuni di loro sono stati grandi protagonisti, altri vogliono solo concludere la Dakar: andiamo a ripercorrere ciò che è successo negli 830km da Ha’il a Riyadh (477km cronometrati), che precedono il giorno di riposo nella capitale saudita. Si ripartirà domenica coi 741km da Riyadh a Wadi Al Dawasir, 546 dei quali cronometrati: la più lunga speciale della Dakar, con un compound di dune e sabbia che metterà seriamente in difficoltà i navigatori, e i primi assaggi del temibile deserto di Rub Al-Khali.

MOTO: RICKY BRABEC CONTINUA IL SUO DOMINIO, BENAVIDES ESCE DI CLASSIFICA– Ricky Brabec aveva disputato un’ottima Dakar l’anno scorso, finendo poi ko per la rottura del motore della sua Honda quando si era costruito un ottimo margine sugli avversari. Quest’anno, su un terreno che gli è estremamente gradito, sta cercando di ripetere il copione e portarsi a casa la prima vittoria nella Dakar: lo statunitense, con costanza e velocità, ha sin qui dominato la corsa, non effettuando il minimo errore e approfittando degli sbagli/problemi altrui per costruirsi un ampio vantaggio. Aveva già vinto una tappa, e si è ripetuto sul traguardo di Riyadh: Ricky Brabec ha resistito all’ottimo ritmo di Kevin Benavides e al rientro furioso di Joan Barreda nella parte finale, conquistando la 2a vittoria parziale nella Dakar 2020. La tappa odierna ha sorriso inizialmente ai colori-Honda: dopo Brabec, c’erano infatti le altre tre moto ufficiali di HRC in quella che è una Dakar estremamente positiva per la casa giapponese, che cerca di interrompere un dominio-KTM che dura ormai dal lontano 2001. Brabec ha vinto la tappa e Joan Barreda è arrivato secondo, ma per le altre Honda non è andata benissimo al termine della frazione odierna: la seconda parte della tappa ha fatto perdere tempo a Ignacio Cornejo, ma soprattutto ha tagliato fuori dalla lotta per vittoria e podio Kevin Benavides. L’argentino non ha certo avuto fortuna nelle sue esperienze recenti alla Dakar: nel 2017 venne tagliato fuori per un infortunio pre-gara, nel 2018 invece è stato coinvolto nell’errore di navigazione collettivo che ha consegnato la vittoria a Walkner (chiuse 2°) e nel 2019 era uscito dalle posizioni nobili per una grave penalità. Quest’anno sembrava poter lottare per la vittoria e per il podio, visti gli 11′ di ritardo da Brabec, ma non sarà così: il motore della sua Honda ha ceduto a un centinaio di km dall’arrivo, costringendolo ad attendere l’assistenza e perdere molto tempo nelle riparazioni. Kevin Benavides è poi ripartito, arrivando però a 3h52′ da Brabec e uscendo dalla classifica: giornataccia anche per Ross Branch, che ha perso 2h24′ chiudendo la tappa con una gomma forata, e ritiro per Sebastian Buhler (18°, rottura del motore) e per il francese Johnny Aubert (Sherco), che in una tremenda caduta a 2km dall’arrivo si è fratturato alcune costole e infortunato alla testa. Ha perso tempo anche Toby Price: un problema a 50km dall’arrivo, nella fattispecie la foratura della ruota posteriore (Andrew Short gli ha ceduto la propria, chiudendo la tappa… sul cerchione!) gli ha fatto perdere 16′.

Ricky Brabec ha così vinto agevolmente la 6a tappa, chiudendo sul traguardo di Riyadh con 1’34” su Joan Barreda e 2’45” su Matthias Walkner, con Pablo Quintanilla quarto a 4’55’ davanti a Luciano Benavides (KTM, +5’02”) e Ignacio Cornejo (HRC, +5’16”): top-10 completata da Caimi, Gonçalves, Svitko e Howes, con Toby Price 11° a 16’33” e Kevin Benavides 105° di giornata a 3h52’32”. Una giornata che è stata estremamente rosea per i maggiori piloti italiani: Maurizio Gerini e Jacopo Cerutti hanno chiuso rispettivamente 12° e 13°, mostrando un grande passo e chiudendo a 20’16” e 22’32” dal leader. Scalano così la generale, che è sempre guidata da Ricky Brabec e li vede in 20a e 21a posizione: Brabec guida con 20’56” su Quintanilla e 25’39” su Toby Price, che precede di soli due secondi Cornejo: quinto Barreda a 32”58”, davanti a Walkner, Luciano Benavides e via via tutti gli altri, con Kevin Benavides 29°. Ricky Brabec ha un ampio margine da gestire (e con lui HRC: quattro Honda nei primi cinque), ma nello sconfinato deserto che ospiterà la seconda parte della Dakar 2020 può succedere di tutto, anche di perdere una corsa che si aveva ampiamente in pugno…

Dakar 2020, moto: la classifica generale dopo la 6a tappa- 1 Ricky Brabec (Usa/Honda) in 23h43’47”, 2 Pablo Quintanilla (Chi/Husqvarna) a 20’56”, 3 Toby Price (Aus/KTM) a 25’39”, 4 Ignacio Cornejo (Chi/Honda) a 25’41”, 5 Joan Barreda (Spa/Honda) a 32’58”, 6 Matthias Walkner (Aut/KTM) a 33’39”, 7 Luciano Benavides (Arg/KTM) a 39’02”, 8 Skyler Howes (Usa/Husqvarna) a 1h04’50”, 9 Stefan Svitko (Svk/KTM) a 1h07’49”, 10 Franco Caimi (Arg/Yamaha) a 1h10’24”, 29 Kevin Benavides (Arg/Honda) a 4h04’04”.

Gli italiani: 20 Maurizio Gerini (Husqvarna Solarys Racing) a 2h38’34”, 21 Jacopo Cerutti (id.) a 2h52’12”, 57 Alessandro Barbero (KTM) a 9h45’48”. 61 Fabio Fasola (Husqvarna) a 10h21’50”, 82 Alberto Bertoldi (KTM) a 12h58’50”, 84 Cesare Zacchetti (KTM) a 13h43’32”, 85 Mirko Pavan (Beta NSM Racing) a 13h44’51”, 96 Francesco Catanese (Yamaha) a 17h16’28”. 

AUTO: BIS DI PETERHANSEL, SAINZ SALDAMENTE IN TESTA– Nelle auto, prosegue la comfort-zone di Carlos Sainz, che continua la sua marcia perfetta anche senza conquistare una nuova vittoria di tappa. Lo spagnolo cede il successo parziale al compagno di marca Stephane Peterhansel, che fa il bis in terra saudita e accorcia leggermente il suo distacco dalla vetta, consolidando la 3a posizione in classifica. Sainz prova l’allungo a metà tappa, ma viene poi superato dal compagno in una frazione estremamente equilibrata: dopo 107km i primi quattro (Peterhansel, Al-Attiyah, Alrajhi e Sainz) erano racchiusi in un paio di minuti, con Mathieu Serradori a sua volta in ottima forma. L’equilibrio è rimasto sostanzialmente per tutta la tappa (al km 213 Sainz precedeva di 2” Monsieur Dakar e di 21” il qatariota), anche se i distacchi si sono dilatati nella lunga marcia verso Riyadh. Nessuno dei big della generale ha perso troppo terreno: chi invece ha vissuto una nuova giornata da incubo è il polacco Jakub Przygonski, costretto a fermarsi per oltre 2h per dei problemi meccanici alla sua Mini.

Stephane Peterhansel ha dunque vinto agevolmente la 6a tappa, precedendo di 1’33” Carlos Sainz e di 3’22” Nasser Al-Attiyah: ottimo quarto posto per Yazeed Alrajhi, che consolida la sua posizione nella generale cedendo solo 6’42”, e precede nella classifica di giornata il buggy di Serradori (+7’10”) e la Toyota di un sempre ottimo Fernando Alonso (+7’56”). Completano la top-10 ten Brinke, de Villiers, Terranova e Seaidan: miglior italiano di giornata Carrara, 50° a 2h14’56”, ma out dalla generale perchè ha fatto ricorso alla seconda chance fornita dalla Dakar Experience. Nella classifica generale, Carlos Sainz ora guida con 7’48” su Al-Attiyah e 16’20” su Peterhansel: prosegue la risalita di Fernando Alonso che è già 16°, mentre il nostro miglior pilota è Schiumarini col 53° tempo.

Dakar 2020, auto: la classifica generale dopo la 6a tappa- 1 Carlos Sainz (Spa/Mini) in 23h33’03”, 2 Nasser Al-Attiyah (Qat/Toyota) a 7’48”, 3 Stephane Peterhansel (Fra/Mini) a 16’20”, 4 Yazeed Alrajhi (Ksa/Toyota) a 36’48”, 5 Orlando Terranova (Arg/Mini) a 43’54”, 6 Mathieu Serradori (Fra/Buggy Century) a 50’21”, 7 Giniel de Villiers (Rsa/Toyota) a 55’41”, 8 Bernhard ten Brinke (Hol/Toyota) a 1h12’58”, 9 Yazid Seaidan (Ksa/Mini) a 2h00’11”, 10 Benediktas Vanagas (Lit/Toyota) a 2h38’26”, 16 Fernando Alonso (Spa/Toyota) a 3h18’13”.

Gli italiani: 55 Andrea Schiumarini (Mitsubishi) a 20h27’08”. 

DAKAR 2020: I RISULTATI DI QUAD, SxS E CAMION– Dopo una partenza a rilento, il francese Simon Vitse si è ritrovato a disputare un’ottima Dakar e lottare spesso per la vittoria di tappa: una vittoria che è riuscito a conquistare quest’oggi con una grandissima prestazione. Il francese, che nel 2018 era partito alla grande nella sua Dakar prima di fratturarsi anca, scapola, clavicola e costole dovendo dire addio anche alla scorsa edizione, ha conquistato la vittoria con oltre sei minuti su Ignacio Casale: un margine che è stato poi dimezzato da una penalità, diventando così di sei minuti. Simon Vitse non va a impensierire l’inossidabile leadership del cileno, ma sale in seconda posizione nella generale: quest’oggi ha preceduto di 3’25” Casale, che ha vissuto un grande spavento con un contatto ad alta velocità con la moto di Charlie Herbst (entrambi incolumi), e di 3’33” il connazionale Giroud. Ritiro invece per Romain Dutu, vincitore della tappa di ieri dopo aver usufruito della Dakar Experience: è caduto fratturandosi l’anca e riportando lesioni toraciche. Ritiro anche per Giovanni Enrico, che era secondo nella generale: la rottura del suo quad l’ha privato di un potenziale podio finale.

Nei SxS, la vittoria di tappa di Gerard Farres Guell viene cancellata da una penalizzazione di 2′ inflitta dopo la conclusione di questa sesta frazione della Dakar. Lo spagnolo era rinvenuto nel finale, superando in extremis Chaleco Lopez e infliggendogli 1’22” di svantaggio, ma è lo stesso cileno a ereditare così la vittoria di tappa e riprendersi la vetta della classifica generale, dato che il russo Kariakin ha perso molto tempo. Chaleco Lopez conquista la 6a tappa con 38” su Farres Guell e 3’37” sul redivivo Reinaldo Varela, con Despres quarto (+6’49”) e Rautenbach a completare la top-5: migliore degli italiani Cinotto a 54′, non sono ancora arrivati Borsoi e Pelloni. Nella classifica generale, Chaleco Lopez impone un buon margine sui rivali: Casey Currie è secondo a 9’48”, Kariakin terzo a oltre mezz’ora e via via tutti gli altri, con Cinotto 31° e primo italiano.

Nei camion, lo squadrone-Kamaz ha perso definitivamente Eduard Nikolaev: dopo aver perso molto tempo nella giornata di ieri per dei problemi meccanici, il camion #500 ha definitivamente alzato bandiera bianca dopo soli 53km, costringendo il detentore del titolo al ritiro. Prosegue invece senza intoppi la Dakar da dominatore del connazionale Andrey Karginov, che ha conquistato la seconda vittoria di tappa dominando dall’inizio alla fine: Karginov ha preceduto di 4’21” Shibalov e di 12’32” Viazovich. Gli stessi piloti lo seguono nella generale, con un margine di 19’14” sul connazionale e 36” sul bielorusso: Bellina, 21° a 18h, è il miglior italiano.

Dakar 2020, quad: la classifica dopo la 6a tappa- 1 Ignacio Casale (Chi/Yamaha) in 30h08’35”, 2 Simon Vitse (Fra/Yamaha) a 38’14”, 3 Rafal Sonik (Pol/Yamaha) a 1h14’19”.

Dakar 2020, SxS: la classifica dopo la 6a tappa- 1 Chaleco Lopez (Chi/Can-Am) in 28h52’26”, 2 Casey Currie (Usa/Can-Am) a 9’48”, 3 Sergey Kariakin (Rus/Can-Am) a 30’24”, 4 José Antonio Hinojo Lopez (Spa/Can-Am) a 36’31”, 5 Mitchell Guthrie (Usa/OT3) a 47’49”.

Gli italiani: 31 Michele Cinotto (FN Speed Team) a 12h59’18”. 

Dakar 2020, camion: la classifica dopo la 6a tappa- 1) Andrey Karginov (Rus/Kamaz) in 25h06’20”, 2 Anton Shibalov (Rus/Kamaz) a 19’14”, 3 Siarhei Viazovich (Blr/Maz) a 36’30”.

Gli italiani: 21 Claudio Bellina (Ginaf Italtrans) a 18h27’18”. 

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