Dakar 2020

Nasser Al-Attiyah era uno dei protagonisti attesi della Dakar 2020 e della prima edizione in Arabia Saudita: nello sconfinato paese, il qatariota si allena da anni in vista della Dakar, e dunque veniva considerato il logico favorito nella corsa delle auto. Non è arrivata per lui la vittoria finale, e di fatto Al-Attiyah non ha potuto seriamente lottare per la vittoria finale: il principe del Qatar e vincitore della Dakar 2019 era arrivato a ridosso di Carlos Sainz sfruttando una giornataccia per lo spagnolo, ma è stato poi ricacciato indietro nella tappa seguente, commettendo un errore di navigazione in tandem con Peterhansel. La sua Dakar è stata una continua lotta per difendere la seconda posizione da Peterhansel che, dopo una brutta partenza, era arrivato a soli 16” da lui: il sigillo conclusivo sulla seconda piazza alle spalle del Matador è arrivato nella 12a e ultima tappa, quando Nasser Al-Attiyah ha conquistato il primo successo di tappa e ha blindato la posizione.

Al-Attiyah ha completato un piccolo record, vincendo almeno una tappa in ognuna delle 14 edizioni della Dakar a cui ha partecipato (tra Africa, Sud America e Asia), ma non può totalmente essere soddisfatto della sua corsa. Anche perchè la sua Toyota Hilux a quattro ruote motrici ha spesso dato una sensazione d’inferiorità rispetto alle Mini buggy X-raid: le Hilux erano veloci sul dritto, ma meno a loro agio nei tratti guidati e navigati. Al-Attiyah ha provato a spiegare questa disparità di prestazioni con un regolamento mal congegnato dal nuovo board della Dakar, che avrebbe favorito i buggy. Ai buggy Mini è stato consentito l’uso di un limitatore d’aria da 39mm, più ampio di due mm di quello consentito sulle Hilux a quattro ruote motrici: per loro, il diametro è stato ridotto da 38 a 37mm, andando a influire notevolmente sullo sviluppo della vettura.

Le Hilux hanno vinto solo due tappe con Al-Attiyah e de Villiers, e in generale le vetture 4×4 hanno vinto tre tappe su 12: nove sono andate ai buggy, con le otto vittorie Mini e il successo del Century di Serradori. Al-Attiyah non ci sta e muove critiche al regolamento: “Mi sarei divertito di più se anche Carlos e Stephan avessero guidato delle 4×4, e non dei buggy. La Hilux 2020 è un’evoluzione completa, ma abbiamo dovuto ridurre il limitatore di 1mm e questo potrebbe averci fatto perdere quasi un’ora nel computo totale dei tempi. Non voglio risultare sgradevole o lamentoso, ma le regole quest’anno non hanno garantito equità e parità tra 4×4 e buggy, com’era invece successo negli ultimi anni quando partecipava anche Peugeot. Nel prossimo mese ci sarà un confronto dei dati, e la FIA si renderà conto che i buggy Mini sono nettamente più veloci delle Toyota. Eravamo più fiduciosi dopo il Rallye du Maroc, ma alla Dakar è stata tutta un’altra storia. Credo che Mini abbia “tagliato” la potenza in Marocco e abbia invece corso al 100% alla Dakar: non ho dubbi. I distacchi tra le 4×4 e i buggy sono importanti, basta vedere dove si è classificata la seconda 4×4 (a oltre un’ora da Sainz, ndr). Ho sempre spinto e lottato, ma le nostre vetture sono lontane e non è stato facile. È stata comunque una grande Dakar: ho lottato con Carlos e Stephane, abbiamo fatto tutti una grande gara e abbiamo onorato al meglio l’Arabia Saudita, un grande paese su cui tanti cambieranno presto idea. Aver vinto l’ultima tappa mi fornisce la motivazione per tornare nel 2021 e vincere la Dakar”. 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *