Edwin Straver

Dopo la morte di Paulo Gonçalves, la Dakar 2020 piange un’altra vittima a sette giorni dalla conclusione della prima edizione saudita dello storico rally-raid, che dopo aver esplorato Africa e Sudamerica si è spostato in Asia e nella terra del petrolio. Nei nostri resoconti, vi avevamo raccontato della paura per l’olandese Edwin Straver che, dopo una caduta al km 124 della frazione che portava la corsa da Shubaytah ad Haradh prima della passerella verso Qiddiya, si trovava in condizioni critiche.

Quest’oggi purtroppo è arrivata la notizia che tutti temevano: Straver non ce l’ha fatta, e il 48enne olandese diventa la seconda vittima della Dakar 2020 e la 73a nella storia del rally-raid (30° pilota). Stando al comunicato pubblicato dagli organizzatori, nella giornata della caduta Edwin Straver era rimasto senza battito cardiaco per colpa dell’impatto per oltre dieci minuti, prima che arrivassero i soccorsi che l’avevano rianimato sul posto e trasferito in elicottero all’ospedale di Riyadh per provare a salvare la sua vita. Le condizioni dell’olandese erano però davvero critiche, e a metà di questa settimana la famiglia ha chiesto e ottenuto di poterlo trasferire in Olanda per tentare il tutto per tutto.

Gli ulteriori esami sostenuti nei Paesi Bassi hanno però fatto emergere che il cervello era ormai totalmente compromesso e incapace di assistere le funzioni vitali di Edwin Straver: troppo forti le conseguenze di quel periodo senza ossigeno e della caduta dalla sua KTM per l’olandese, che non si sarebbe più ripreso dal coma. A quel punto, d’accordo con lo staff medico, la famiglia di Edwin Straver ha deciso di staccare la respirazione assistita: il 48enne è spirato nella mattinata odierna, con accanto i suoi familiari. La Dakar piange così la seconda vittima di quest’edizione, e il pilota che l’anno scorso aveva vinto nella categoria Original by Motul, riservata a quei piloti che decidono di gareggiare senz’assistenza: per Edwin Straver la Dakar era avventura e divertimento, purtroppo è stata anche la causa della sua morte.

Nell’ondata di cordoglio e affetto per il pilota tragicamente scomparso, non mancano le voci critiche verso il percorso della Dakar 2020. Una di queste è il nostro Jacopo Cerutti, che si è pronunciato così su Facebook: “Sarà un caso che ci siano stati due incidenti così gravi quest’anno?! 😓 Io non credo, sinceramente…”. Per poi rincarare la dose nei commenti, definendo pericolose e insensate delle “tappe col 90% di fuoripista e 110km/h di media, senza vere difficoltà”. La Dakar saudita verrà ripensata e resa meno veloce nel 2021?

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *