Honda non dimentica. Come un ex che è stato lasciato e, ferito/a, si vendica sul vecchio fidanzato, la casa nipponica ha deciso di vendicarsi su quel Fernando Alonso che non ha certo fatto una buona pubblicità al suo vecchio motorista. L’esperienza di Nando coi motori Honda, d’altronde, era stata un autentico disastro: poca velocità e un “GP2 engine” che mise in imbarazzo l’asturiano nei tre anni di matrimonio tra McLaren e i giapponesi. D’altronde Honda non venne aiutata dalla casa britannica, e tra l’altro sbagliò completamente il progetto affidandosi a tecnici poco esperti di F1. La partnership con la più esperta Red Bull è andata in tutt’altro modo, col motore giapponese che si è rivelato molto affidabile e ha portato Max Verstappen a giocarsi la vittoria in più occasioni e chiudere terzo nel Mondiale.

Gli screzi tra Honda e Fernando Alonso, comunque, sono diventati leggendari. Il già citato “GP2 engine” è stato spiegato così da Nando: “Era un periodo di frustrazione e, forse, non avrei dovuto dire quella frase, ma non l’ho pronunciata davanti alle televisioni o in conferenza stampa. Stavo parlando col mio ingegnere ed era una conversazione privata.  Non doveva essere resa pubblica, ma il motore proprio non andava. Nel primo anno, nel corso dei test invernali a Jerez, abbiamo compiuto appena sette giri in quattro giorni. Adesso la Honda riesce a vincere delle gare e ricevo molti messaggi di scherno sul fatto che quello che avevo definito GP2 engine è ora competitivo. Sono contento per loro, ma il motore che avevo sulla mia McLaren non può certamente essere paragonato a quello che ha consentito a Verstappen di vincere in Brasile”.

Insomma, i rapporti sono tuttora tesi, e potrebbero rovinare i piani dell’asturiano. Non è un segreto che Fernando Alonso stia lavorando per disputare la 500 miglia di Indianapolis e completare la tripla corona, dopo aver vinto il Mondiale F1 (e Montecarlo) e la 24h di Le Mans, e che dopo l’interruzione del rapporto con McLaren stia cercando una monoposto competitiva per vincerla, la Indy 500. Al debutto Nando sfiorò l’impresa, ritirandosi per la rottura del motore (Honda) mentre era nel gruppo di testa a pochi giri dal termine e in grande spolvero, l’anno scorso invece non si qualificò con una vettura griffata McLaren. Per competere nel 2020 si era rivolto al team Andretti Autosport, che però ha ricevuto il veto di Honda: le vetture di Andretti sono motorizzate dai giapponesi, che hanno detto “no” alla possibilità di fornire una vettura proprio a Fernando Alonso, il “nemico” che aveva fatto una pessima pubblicità ai vertici di HRC.

Questo va a rovinare i piani di Fernando Alonso, che aveva in mente di effettuare qualche gara di rodaggio con Andretti prima del grande test a Indy. Difficilmente altri team motorizzati-Honda potranno allestire una monoposto per Alonso, visto il veto dei giapponesi, e dunque Nando sarà costretto a ripiegare su una monoposto con motore-Chevy, come quella con cui non si qualificò nell’edizione 2019. Penske e Carpenter, i team più blasonati che hanno quel motore, non sembrano intenzionati a fornirgli una vettura, e dunque le cose si complicano per Fernando Alonso: riuscirà Nando a prendere il via alla Indy 500 con una monoposto competitiva?

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