Lo shakedown della MotoGP a Sepang ci ha fatto assistere alle prime “libere uscite” delle moto che correranno nel 2020, e inizieranno a gareggiare tra un mese nel GP del Qatar (8 marzo): in pista non sono scesi i big della categoria, salvo qualche eccezione chiamata a un “rodaggio” suppletivo, ma la scena è stata rubata da collaudatori e piloti che hanno potuto così mettersi in mostra e provare le ultime soluzioni prima dei test effettivi di Sepang, in programma dal 7 al 9 febbraio. E, in particolare, uno di loro era il vero uomo atteso in questo shakedown della MotoGP sul tracciato malese, ormai “esclusivo” delle due ruote dopo l’addio alla F1: Jorge Lorenzo tornava ufficialmente in sella a una Yamaha, a pochi mesi dal suo ritiro dalle corse e col ruolo di collaudatore della moto che gli ha regalato le maggiori soddisfazioni.

Il maiorchino non è sceso in pista nelle prime due giornate di test, restando al fianco di Galbusera a studiare il comportamento dei piloti “mascherati” (chiamati solo Yamaha Test 1, 2, 3 senza svelarne l’identità) della casa di Iwata e assistendo al dominio di KTM: la casa austriaca ha piazzato i suoi piloti in testa sia ieri che domenica, con Dani Pedrosa davanti a tutti e la doppietta firmata ieri dal catalano (tester KTM) e da Pol Espargaro, e si è ripetuta anche oggi. Oggi, però, tutti gli occhi erano puntati su Jorge Lorenzo: il cinque volte campione del mondo è risalito dopo tre anni su una Yamaha, la moto con cui ha vinto tre volte il titolo MotoGP, e ha subito ritrovato il feeling col mezzo che gli consente di sviluppare al meglio il suo stile di guida. Dopo mesi senza moto, Lorenzo si è migliorato costantemente fino a chiudere ottavo, a pochi decimi dal tempo (alto) fatto registrare qui quando guidava una Honda. I riscontri generali non sono stati esaltanti dal punto di vista cronometrico: il miglior tempo è stato di circa 1” più lento del crono di Quartararo nelle qualifiche, segno che non si è cercata la prestazione, ma i team hanno optato per provare gli ultimi accorgimenti e studiare al meglio il comportamento dei mezzi 2020.

Jorge Lorenzo ha chiuso in 2.00.506, a 1”1 dal leader di giornata. Il miglior tempo è stato fatto registrare da Pol Espargaro con KTM, che ha provato un nuovo cupolino “aerodinamico” dai bordi frastagliati: lo spagnolo ha fatto registrare un interessante 1.59.444 (miglior crono della tre giorni), rifilando 178 millesimi al fratello Aleix, che debuttava sull’Aprilia 2020. Terzo Miguel Oliveira con la KTM Tech 3 e tre decimi di distacco, mentre Michele Pirro è stato l’unico pilota impiegato da Ducati e ha chiuso quarto a mezzo secondo, da ultimo pilota sotto i due minuti. Quinto Brad Binder con la prima KTM ufficiale (2.00.099), precedendo l’Honda superstite di Bradl, l’altro collaudatore KTM Kallio e Jorge Lorenzo: il maiorchino ha chiuso appunto a 1”1, precedendo Guintoli (Suzuki), uno scialbo Lecuona con la seconda KTM Tech 3 (+2”2) e i tre tester “mascherati” Yamaha. In mezzo a loro, in 13a posizione, Lorenzo Savadori che svolgeva un test-premio da collaudatore di Aprilia e ha chiuso in 2.02.795: un tempo alto, ma comunque buono per un pilota che raramente era salito su una MotoGP e girava con la versione 2019. Contrariamente ai giorni scorsi, non è sceso in pista Alex Marquez: il fratello d’arte, che aveva fatto registrare tempi non dissimili da quelli di Jorge Lorenzo nei giorni scorsi, era infatti a Jakarta per la presentazione ufficiale della Honda 2020, in tandem col fratello Marc. Vedremo entrambi e tutti i big all’opera a partire da venerdì, sempre a Sepang, per i test ufficiali MotoGP.

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