Qualche giorno fa Yamaha ha sorpreso tutti coi primi annunci ufficiali della line-up 2021. Tutti si aspettavano che il primo rinnovo ad essere messo “nero su bianco” fosse quello di Marc Marquez con HRC, e invece la casa di Iwata ha anticipato tutti, scegliendo di blindare Maverick Vinales e Fabio Quartararo: saranno Top Gun e il Diablo francese a difendere i colori del team Factory nel 2021, con un annuncio arrivato tempestivamente per evitare che Honda e/o altre case decidessero di strappare i due piloti alla casa del diapason. Chi ne ha fatto le spese è stato Valentino Rossi, che dal canto suo non appare così certo di proseguire per un altro anno: il Dottore, reduce da un’annata a tratti scialba, deciderà solo a metà stagione cosa fare del suo futuro, con Yamaha che si è detta disponibile a fornirgli supporto ufficiale qualora decidesse di proseguire per un altro anno.

Nel mentre, però, Valentino Rossi è “formalmente” senza team, e in molti hanno visto la decisione di Yamaha come un affronto al nove volte campione del mondo, leggenda vivente del Motomondiale e della MotoGP. Non la pensa così Valentino Rossi, che ha avuto parole concilianti per la sua squadra a margine della presentazione della livrea della M1 2020. Il Dottore ha parlato così del suo futuro: “La mia decisione sul futuro non dipende dal fatto che abbia 40 0 41 anni, ma dai risultati della seconda parte dell’anno scorso. Ho fatto buone gare senza salire sul podio, come a Misano e Sepang, ma in altre gare ho sofferto parecchio e quel finale di stagione è diventato pesante. Corro da 25 anni , non sono più un ragazzino, e da qualche anno la MotoGP richiede uno sforzo enorme per tutta la stagione. Abbiamo solo un mese di vacanza, per il resto l’85% del tempo è diviso tra allenamenti, gare ed eventi. Per continuare servono le motivazioni giuste, e sono i risultati a dartele. Se posso continuare ed essere davvero competitivo, allora valuterò di correre anche nel 2021. In caso contrario sarebbe davvero difficile. Ecco perchè non potrò dare una risposta prima di metà stagione”.

L’opzione, in caso di prosecuzione della carriera del Dottore, sarebbe quella di un salto nel team Petronas, sempre con Yamaha: “Si tratta di una bella opzione, un buon team, giovane e con tante chances di crescere e migliorare. Hanno un buon budget, sono molto seri e preparati e consentirebbero di continuare con la M1, perchè cambiare moto non è mai facile, soprattutto a questo punto della mia carriera. Riguardo alla possibilità di fare un team VR46 con Yamaha che qualcuno ha tirato fuori, mi vien da sorridere: mi piacerebbe, ma non abbiamo i soldi per farlo… Meglio Petronas. So che materiale abbiamo noi e quale materiale hanno Quartararo e Morbidelli: onestamente non cambia tanto, e storicamente i team satellite di Yamaha sono sempre stati molto competitivi. La scelta di Yamaha mi sembra logica, i risultati di Vinales e Quartararo hanno fatto la differenza: non mi hanno mancato di rispetto e mi hanno fornito l’opportunità di avere una terza moto ufficiale qualora decidessi di continuare. Se mi avessero detto “corre Quartararo e sei a piedi”, mi sarebbe dispiaciuto, ma non è successo. Sono padrone del mio destino, so che sono veloce e proverò a continuare. Non me la sentivo di decidere con così tanto anticipo. Vedrò come mi sento verso metà stagione: da un lato ho paura che la MotoGP e correre mi mancheranno tantissimo, dall’altro so che correre senza essere competitivo sarebbe solo uno stress inutile. D’altronde essere Valentino Rossi nel paddock non è facile: tra gare, impegni e tifosi non puoi neanche andare in giro nel paddock liberamente. Mi dà gusto solo guidare la moto, e vedremo come mi sentirò tra qualche mese. Non sarebbe male neanche andare forte e smettere da vincente”.

Valentino Rossi ha dipinto in Franco Morbidelli il potenziale compagno ideale qualora decidesse di continuare: l’italiano ha il contratto a scadenza a fine anno e quest’anno sarà l’unica Yamaha senza la piena moto del 2020 e supporto ufficiale. Correrà con una moto che mixerà soluzioni del 2019 e del 2020, provando a ottenere ottimi risultati per guadagnarsi la conferma da Petronas. Potrebbe correre nel 2021 al fianco di Rossi, qualora il Dottore dovesse proseguire, ma occhio alla suggestione-Lorenzo: il maiorchino ha dichiarato di aver subito ritrovato il feeling con la M1 e aver ritrovato anche la voglia di guidare. Nel 2020 sarà collaudatore, ma chissà che non provi a proporsi per un ritorno in sella nella stagione seguente, qualora le motivazioni dovessero tornare: un team satellite con Lorenzo e Rossi a collaudare le soluzioni per gli ufficiali e portare risultati sarebbe manna dal cielo per Yamaha, non trovate?

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