Ferrari SF1000

Il Teatro “Romolo Valli” di Reggio Emilia a sostituire la consueta presentazione home-made di Maranello, uno show (a tratti prolisso) e tante ambizioni. Non c’è evento più atteso della presentazione della nuova Ferrari, la macchina chiamata a sfidare l’egemonia-Mercedes e riportare alla Rossa quel titolo mondiale che manca dal 2007 (Raikkonen): dopo tre mesi di vacanze e duro lavoro per meccanici/ingegneri, e a una settimana dai test ufficiali di Barcellona, Ferrari ha presentato proprio a Reggio Emilia la sua nuova creatura, la SF1000. Andiamo a scoprirne i segreti e i dettagli.

FERRARI SF1000: TUTTO CIÒ CHE SAPPIAMO– Nei giorni scorsi si erano susseguite le indiscrezioni più disparate sulla nuova Rossa. Colore più acceso e meno opaco, ampia presenza di bianco e tricolore, numerazione ispirata a quella degli anni ’70/’80 e ai numeri che portava Gilles Villeneuve. L’attesa era elevata per questa monoposto, ed è stata aumentata dalla scelte “scenografiche” della Ferrari, che ha dato vita a una presentazione “sanremese”: direttore d’orchestra, Benny Benassi come dj e tanti (troppi?) stacchi musicali. La presentazione è stata aperta proprio da una composizione orchestrale con tanto di coro, per poi proseguire con vari momenti musicali e/o balletti prima dell’evento vero e proprio: un video ha anticipato la monoposto vera e propria, che è comparsa alle spalle dei presentatori della serata, l’addetta stampa della Rossa Silvia Frangipane Hoffer (ex McLaren) e Marc Gené. Inizialmente John Elkann, Mattia Binotto, Charles Leclerc e Sebastian Vettel erano comodi nei palchetti del teatro (insieme a Piero Ferrari), poi hanno detto la loro sulla nuova monoposto. Una monoposto che a prima vista potrebbe sembrare poco “nuova”. L’imminente cambio regolamentare e la rivoluzione del 2021 hanno spinto quasi tutte le case a basare la monoposto di quest’anno sulla precedente, e Ferrari non ha fatto eccezione. La SF1000 è di fatto l’estremizzazione di alcuni concetti della SF90: la maggior carenza di quella monoposto era nell’aerodinamica, con tutti i problemi che ne conseguivano, e il lavoro svolto su questa vettura insiste proprio su quell’aspetto.

La SF1000 presenta una visibile “pinna” e delle altrettanto visibili “corna” aerodinamiche: l’intenzione è quella di generare e sfruttare l’outwash per incrementare le prestazioni e al tempo stesso far rendere al meglio le gomme Pirelli. Si è lavorato molto sulla power unit, con tutte le componenti riprogettate ed evolute, sul cambio e su ogni particolare: l’alettone anteriore riprende quello della SF90 (con un muso “evoluto” da quello i Singapore), che è stato copiato da molte scuderie, le soluzioni aerodinamiche al posteriore sembrano molto interessanti e destinate a sfruttare la downforce, con una monoposto più “stretta” (anche le pance sono state visibilmente ridotte) e accattivante. Inoltre, e qui sono state azzeccate le previsioni della vigilia, le sospensioni avranno estrema mobilità e vanno a riprendere quelle della Red Bull, che di fatto è il vero modello da riprendere e superare/migliorare per gli uomini della Rossa: l’aerodinamica è ispirata proprio alla monoposto di Verstappen. In più, la grande innovazione riguarda la completa rivisitazione del cambio: è stato ridotto e “miniaturizzato”, liberando spazio per ulteriori lavori sulla power unit e su componenti essenziali.  Questioni cromatiche: il rosso rimane opaco, rimane anche lo sponsor Mission Winnow (con buona pace del Codacons) e aumentano leggermente gli inserti bianchi. Bianchi sono anche i numeri, che riprendono il disegno dell’era di Gilles com’era stato annunciato, mentre il tricolore compare nella zona del musetto e delle pance, ma non sull’Halo come qualcuno aveva ipotizzato. Sicuramente la versione che vedremo nei test di Barcellona sarà già diversa rispetto a questo primo “assaggio”, ma la SF1000 colpisce per l’eleganza e le interessanti soluzioni aerodinamiche (per ulteriori dettagli e analisi tecniche approfondite, vi rimandiamo a Giorgio Piola qui)

PRESENTAZIONE FERRARI SF1000: LE PAROLE DEI PROTAGONISTI– La presentazione della Ferrari SF1000 è stata aperta come di consueto dal CEO Louis Camilleri, con un discorso riguardante ambizioni e voglia di vincere: “Siamo tutti siamo molto concentrati sull’obiettivo finale: la vittoria. Abbiamo il talento e l’ambizione per poterlo raggiungere. Gestiamo in modo positivo la pressione e la responsabilità di una simile missione. L’anno prossimo sarà molto importante, la concorrenza sarà dura. Dovremo in parallelo sviluppare la vettura nuova per il 2021, quindi saremo davvero molto impegnati, ma sono molto fiducioso. Rispetto molto Mattia Binotto e le sue doti di leadership, ci toglieremo grandi soddisfazioni”.

Mattia Binotto, invece, è sceso nelle questioni tecniche e progettuali: “Apro con la citazione di Enzo Ferrari: “Chiedete a un bambino di disegnare una macchina e la farà sicuramente rossa”. La Ferrari c’è sempre stata e ci sarà sempre. Siamo il team che ha vinto di più e arriveremo a 1000 GP. Questa è una cosa incredibile. Pensiamo al presente e anche al futuro: c’è stato un lavoro enorme sulla macchina del 2020, ma contemporaneamente pensiamo a quella del 2021. Dovremo migliorare ed evitare errori fatti in precedenza, oltre a concentrarci sull’affidabilità. La SF1000 è la 67a vettura di una scuderia, la Ferrari, che c’è dalle origini della F1: dietro ci sono lavoro, sacrificio, impegno, sfide, sforzo e passione. Tutto questo significa #essereFerrari. I dettagli della SF1000? Assomiglia alla SF90 ma è molto diversa. L’abbiamo estremizzata, lavorando molto sull’aerodinamica e massimizzando la downforce. Power Unit e cambio sono stati rifatti, le sospensioni saranno estremamente flessibili e garantiranno molte possibilità nel setup. Il lavoro che abbiamo fatto nasce dall’intenzione di massimizzare le prestazioni della power unit, ovviamente restando nei limiti del regolamento. La SF1000 sarà più performante della SF90″.

Parola ai piloti. Sebastian Vettel ha spiegato che “La SF1000 è molto diversa dalla monoposto dell’anno scorso: il retrotreno è totalmente differente e molto più stretto, si vede il grande lavoro che è stato fatto. La monoposto è fantastica e non vedo l’ora di guidarla”. Più abbottonato Charles Leclerc: “Non vedo l’ora di cominciare la nuova stagione. Ho fatto un grande lavoro per prepararmi fisicamente e non ripetere gli errori del 2019. L’anno scorso dovevamo ambientarmi, quest’anno sono pronto”. Infine, le parole di John Elkann: “Siamo l’Italia e siamo molto orgogliosi di rappresentarla nel mondo. Abbiamo vinto 238 gare su 991 disputate, ma nonostante questo la nostra fame di trionfi è sempre invariata e altissima. Qui a Reggio Emilia è nato il tricolore, qui a Reggio Emilia nasce la nuova Ferrari”. Il tutto si è chiuso con una foto di gruppo, con bandiere della Ferrari e tricolore in bella mostra, e un momento curioso: Vettel e Leclerc non si sono accorti che la bandiera italiana era al contrario, rossa-bianca-verde. Una distrazione che ha fatto sorridere, ma forse erano già concentrati sul lavoro da fare nelle prossime settimane e nel Mondiale. Di seguito le prime immagini della SF1000.

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