Ferrari

La Scuderia Ferrari è un’autentica leggenda della Formula 1. Di fatto, come ha ribadito giustamente Mattia Binotto nella presentazione della nuova monoposto, l’unica scuderia che è stata ininterrottamente presente in ogni singola stagione del Mondiale F1, e continuerà ad esserlo. La SF1000, che ha visto la luce ufficialmente ieri presso il teatro “Romolo Valli” di Reggio Emilia, è la 66a monoposto del Cavallino Rampante e ha un nome iconico: dopo la SF90, nominata così per omaggiare i novant’anni della scuderia fondata da Enzo Ferrari dopo l’addio all’Alfa Romeo, ecco una vettura che va ad omaggiare i 1000 GP della Rossa nel circus. Un dato che non è mai stato raggiunto da nessun team, e che la Rossa avrebbe originariamente ottenuto nel GP del Canada: lo slittamento del GP cinese farà invece raggiungere il traguardo dei 1000 GP in Europa, a Le Castellet e nel GP della Francia.

Ma c’è una domanda che da ieri attanaglia i più attenti (e nerd) tifosi della Ferrari e della Formula 1. Se la F1 ha raggiunto i suoi 1000 GP l’anno scorso nel GP della Cina, perchè Ferrari, che si vanta da sempre di essere stata onnipresente nel più famoso campionato a quattro ruote, li raggiungerà solo quest’anno? Il motivo è presto detto. Ferrari ha disputato una o più gare in ogni campionato della F1 dal 1950 ad oggi, ma non ha disputato tutti i GP della storia del circus: per la precisione, la Rossa di Maranello (nata ufficialmente nel 1929) ha saltato 27 gare. Ecco perchè il traguardo dei 1000 GP è stato raggiunto dalla F1 il 14 aprile 2019 e verrà raggiunto dalla Ferrari il 28 giugno prossimo. Ma perchè la scuderia più iconica della F1 ha saltato quei 27 GP? Andiamo a ripercorrere insieme i motivi delle varie assenze.

“CUORE”, PROTESTE E SCIOPERI: I MOTIVI DELLE 27 ASSENZE DI FERRARI– 27 è un numero iconico nella storia della Ferrari. Per anni le monoposto di Maranello hanno utilizzato il 27 e il 28 per i propri piloti: un numero portato alla storia per sempre da Gilles Villeneuve. 27 è anche il numero dei GP saltati dalla Rossa di Maranello, che ha corso il 97,3% dei GP disputati nella storia della F1 (ad oggi, 991 su 1018) ed è per distacco la più presente della storia: poco più dell’83% di presenze per McLaren, mentre Williams si attesta poco sopra il 70%. Ma perchè la Rossa di Maranello ha saltato 27 GP? I motivi sono i più disparati, e oscillano tra il curioso, le scelte forti e gli omaggi a chi non c’è più: li abbiamo trovati tutti in un grande articolo dei colleghi di FormulaPassion, che vi invitiamo a leggere perchè racconta nel dettaglio la storia di ogni GP senza Ferrari.

La prima assenza certificata della Rossa risale… al primo GP nella storia della F1 (Silverstone 1950) e ha motivazioni economiche. Enzo Ferrari mandò le Rosse a Mons, dove i premi erano più alti rispetto al neonato Mondiale F1: Ferrari fece 3/3 con Ascari, Villoresi e Cortese, mentre in F1 fu tripletta di Alfa. Ferrari debutterà solo nel GP seguente, a Montecarlo, con Ascari, Sommer e Villoresi. Le dieci assenze seguenti sono invece tutte… americane: tra il 1950 e il 1960 la 500 miglia di Indianapolis era valida anche per il campionato del mondo F1, e Ferrari si schierò al via soltanto nel 1952, con Ascari costretto a ritirarsi per un problema alla posteriore destra. Gli europei erano soliti disertare in massa Indy per i costi elevati e l’inadeguatezza delle vetture dell’epoca agli ovali, e Ferrari non fu da meno. USA che vennero disertati anche nel 1960, per il GP statunitense a Riverside: la trasferta era costosa, e l’ultima gara dell’anno ininfluente ai fini del campionato, già vinto da Jack Brabham (Cooper). Nel 1959, invece, fu uno sciopero dei metalmeccanici a costringere la Rossa a saltare la gara di Aintree (Gran Bretagna): una gara che vide al via solo monoposto britanniche.

L’assenza del 1961, invece, è legata a un lutto. Nel GP di Monza, penultimo appuntamento stagionale, il ferrarista Wolfgang von Trips (pilota e nobile, 2 vittorie all’attivo) finì tra il pubblico dopo un contatto con la Lotus di Clark, uccidendo 14 spettatori: con la tragedia di Le Mans del 1955, è uno degli incidenti maggiormente tragici nella storia del motorsport. Per questo motivo Ferrari, che aveva già vinto il titolo con Phil Hill, decise di rinunciare alla trasferta di Watkins Glen (USA) in segno di rispetto verso le vittime e cordoglio verso il proprio pilota. Un anno dopo, invece, i piloti delle Rosse di Maranello rimasero al palo tre volte: a Rouen (GP di Francia) per un nuovo sciopero dei metalmeccanici, a Watkins Glen ed East London (Sudafrica) perchè Ferrari era già fuori dalla corsa per il titolo (vinto da Graham Hill) e il Drake decise di rinunciare alla trasferta. Sciopero che taglierà fuori la Rossa anche nel 1966, a Brands Hatch, mentre la gara conclusiva di Città del Messico verrà saltata per i consueti motivi d’opportunità (trasferta costosa, titolo già vinto da Jack Brabham su… Brabham).

Un anno dopo invece Ferrari rinuncerà alla gara di Kyalami, prevista per il 2 gennaio, perchè non si sente pronta a livello tecnico: debutterà a maggio a Montecarlo, arrivando terza con Chris Amon e vivendo la tragedia di Bandini. Montecarlo che non vedrà Ferrari al via nel 1968, in aperta polemica contro le misure di sicurezza del circuito del Principato (che aveva già vissuto l’incidente di Ascari nel 1955: auto in mare e pilota fortunatamente salvo), giudicate insufficienti: l’incidente di Bandini era stato infatti causato dalla sua stanchezza, ma anche e soprattutto dall’impatto ad alta velocità con una bitta d’ormeggio. Non era affatto raro trovare bitte e/o lamiere sul circuito in quel periodo, e Ferrari volle dare un segnale forte in tema di sicurezza: nella storia è l’unica volta che la scuderia di Maranello ha saltato il GP più iconico del Mondiale. Nel 1969 invece la Rossa dovette saltare un GP per l’ammutinamento del neozelandese Chris Amon, che si licenziò in polemica col Drake alla vigilia del Nurburgring: impossibile trovare un sostituto così in fretta, e niente Rossa sulla Nordschleife.

Due assenze invece nel 1973. Il Drake vide la scuderia in drammatica crisi tecnica, e decise di non schierare le vetture nel GP di Zandvoort e del Nurburgring: l’ingegner Forghieri potè così lavorare duramente sulla 312B3 che tornerà in pista in Austria, affidata ad Arturo Merzario. Un’assenza a metà tra il polemico e la paura, invece, nel 1976: due settimane dopo il tragico incidente che ha fatto rischiare la vita a Niki Lauda al Nurburgring, si correva a Zeltweg e in Austria. Con Lauda in ospedale a lottare per recuperare, Ferrari non schierò nessuna vettura nel suo GP casalingo: da un lato perchè ancora scossa dall’incidente (Lauda rischiò di morire nell’incendio), dall’altro per protesta contro la decisione di restituire la vittoria a James Hunt nel GP di Spagna dopo che il britannico era stato originariamente squalificato. Le ultime due assenze risalgono invece al tragico 1982: Ferrari saltò la gara di Zolder, dove perse la vita nelle qualifiche Gilles Villeneuve, il pilota più amato dai tifosi. E non si presentò neppure a Digione, perchè Didier Pironi aveva subito un drammatico incidente a Hockenheim e Patrick Tambay (sostituto di Gilles) alzò bandiera bianca a causa di fortissimi dolori al collo. Da allora la Ferrari non ha più saltato un GP: è stata presente nella gara-farsa di Indianapolis 2006 (solo 6 vetture al via) e in ogni GP dal 1983 ad oggi. E quest’anno raggiungerà quota 1000, entrando definitivamente nella storia.

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