Ferrari SF1000

Anno nuovo, vecchia minestra. Anno nuovo, vecchia ricerca di visibilità. L’anno scorso la “caccia alle streghe” del Codacons si trasformò in un colossale buco nell’acqua, ma quest’anno l’associazione che dovrebbe tutelare i consumatori ha deciso di riprovarci. Un anno fa Ferrari finì nel mirino per il logo Mission Winnow, emblema di una partnership con Philip Morris, che con questo marchio ha lanciato un nuovo progetto per una produzione più trasparente e “green” dei suoi prodotti: di fatto quella di Ferrari non era una palese pubblicità ad un’azienda di tabacchi, ma per il Codacons era così e sono scattati i ricorsi e le carte bollate.

Ricorsi che hanno portato al nulla cosmico, come nelle più classica delle ricerche di visibilità. Ferrari ha “indossato” per la quasi totalità della stagione il marchio Mission Winnow sulle proprie tute e sulla vettura, salvo poi rimuoverlo in quei paesi che vietano la pubblicità dei tabacchi, sostituendolo col logo celebrativo dei 90 anni della scuderia. Quest’anno, al momento della presentazione della SF1000, non è passata inosservata la rinnovata presenza di Mission Winnow sulle fiancate della Rossa di Maranello, e sono ricominciate le polemiche. Ovviamente si è nuovamente mosso il Codacons, che ha presentato un esposto in cui chiede ai NAS il sequestro della SF1000 e di tutti gli elementi che riportano il marchio.

Una mossa che ha fatto sorridere i tifosi del Cavallino Rampante e la dirigenza della Ferrari: pensare che la semplice pubblicità sulla monoposto basti a far incrementare i consumi di sigarette e affini è a dir poco surreale. Così come lo è pensare che l’esposto del Codacons possa portare a qualcosa di concreto: l’associazione consumatori minaccia una battaglia legale, sostenendo di avere dalla sua un parere del Ministero della Salute che spiega come il logo “Mission Winnow” rappresenti una sponsorizzazione vietata ai prodotti del fumo, ma difficilmente otterrà qualcosa in una guerra contro gli avvocati della Ferrari. Per di più, Ducati presenta la stessa sponsorizzazione e stranamente il Codacons non si è mosso. L’attacco a Ferrari dunque, come quello dell’anno scorso, sembra più una caccia a “visibilità gratuita” che qualcosa di concreto.

Difficile dunque che possa accadere qualcosa, anche perchè Ferrari non è l’unica scuderia ad attuare questa strategia: recentemente McLaren ha avviato una partnership con British American Tobacco attraverso il logo “A better tomorrow”. Entrambe le scuderie dovranno eliminare questo marchio in quei paesi che vietano i legami con le aziende del tabacco (Canada ecc), ma difficilmente saranno costrette a rimuoverlo dalla vettura…

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