Kimi Raikkonen ottiene il miglior tempo e Mercedes scatena il panico, stavolta non per le sue prestazioni in pista. Dopo aver dominato la giornata di ieri con Lewis Hamilton, lanciando un primo segnale alle concorrenti, la casa anglo-tedesca decide di sorprendere la concorrenza con una soluzione innovativa e ai limiti della legalità. Il regolamento della F1, ormai lo sappiamo, presenta tutta una serie di “zone grigie” e punti ciechi che possono essere sfruttati dai team per prendere vantaggi sulla concorrenza. Li sfruttò la Brawn GP col doppio diffusore, li aveva sfruttati Mercedes coi “cerchioni” per evitare il surriscaldamento dei freni, li ha sfruttati nuovamente la casa anglo-tedesca per ideare il DAS. DAS, acronimo di Dual Axes Steering, l’idea innovativa che ha seminato il panico nel paddock e rubato la scena alle prestazioni in pista. Secondo molti è illegale, ma la FIA avrebbe dato il suo via libera, scatenando le proteste di Red Bull e Ferrari. Durissimo, come sempre, Helmut Marko, l’uomo che non conosce mezze misure: “Se si cambia attivamente l’inclinazione delle ruote mentre si guida, la superficie di contatto delle gomme cambia, e questo è proibito perchè le sospensioni attive sono vietate nel regolamento”.

Questo è vero, ma il DAS sfrutta un buco regolamentare. Perchè le sospensioni attive sono vietate, ma un sistema che scatta dal volante e modifica il movimento delle stesse no. Che cos’è nella fattispecie il DAS? Il Dual Axes Steering è stato scoperto quasi per caso, durante un on-board di Lewis Hamilton: in rettilineo il britannico avanzava e arretrava il volante per cambiare la convergenza delle ruote, con le sospensioni che andavano ad aprirsi/chiudersi a seconda del movimento avanti/indietro del volante stesso. Quindi il DAS è totalmente meccanico e di difficile imitazione, perchè il telaio va “ingegnerizzato” e la vettura ripensata completamente. Quale vantaggio può portare? Lo spostamento delle sospensioni e di conseguenza delle gomme potrebbe favorire Mercedes nella conservazione e nell’utilizzo degli stessi: le gomme potrebbero durare più giri e in maniera migliore rispetto alle avversarie. Il che vuol dire un paio di decimi sul giro in qualifica e un ritmo decisamente migliore in gara. Il tutto, ovviamente, se la FIA non farà marcia indietro: la soluzione potrebbe essere “sconsigliata” a Mercedes per motivi di sicurezza (si muove il piantone dello sterzo, che fu fatale a Senna), oppure vietata a fine stagione e restare dunque “episodica” e limitata al 2020.

Ma, al netto del putiferio causato dal DAS, Mercedes non è stata in testa al termine della giornata. Hamilton e Bottas si sono divisi in toto la giornata e, a differenza di ieri, la vettura di Brackley ha lavorato sul passo-gara e sui long-run, provando la resistenza della vettura e le nuove soluzioni aerodinamiche. Tutto liscio per Hamilton, che ha provato il DAS, qualche problema per Bottas: il finnico è rimasto ai box tanto tempo dopo aver fatto 77 giri, per colpa di un problema all’ibrido della sua Mercedes. Continua il mistero intorno alla Ferrari: Leclerc e Vettel non hanno cercato neanche oggi la prestazione, girando un secondo più lenti delle vetture di testa. Seb debuttava oggi, Charles era al secondo giorno di prove e ha girato molto meno per un problema al retrotreno che ha funestato la sua monoposto. In generale, c’è una cosa che sorprende della Rossa ed è la lentezza sul dritto: ieri Leclerc era stato il più lento con 307km/h, oggi con 304km/h. Il timore degli addetti ai lavori è che, nel tentativo di aumentare la resistenza aerodinamica e rafforzare quello che era stato il punto debole della SF90, la Rossa si sia spinta troppo oltre, penalizzando la velocità. Il tempo e il GP d’Australia ci diranno se Ferrari ha fatto pretattica, oppure c’è un vero e proprio problema.

F1, TEST BARCELLONA: RAIKKONEN IL LEADER– Il leader di giornata è stato però un ex Ferrari. Kimi Raikkonen, che ha causato la prima bandiera rossa dopo 16 ore di test mentre effettuava un test sul pescaggio della benzina, ha ottenuto il crono più veloce sfruttando al meglio le gomme C5, la mescola più morbida. Kimi e la sua Alfa Romeo hanno chiuso in 1.17.091, precedendo di 256 millesimi quel Sergio Perez che aveva chiuso davanti a tutti nella mattinata. La Racing Point è molto veloce e la sua somiglianza con Mercedes non è passata inosservata: di fatto, la RP “copia” la W11 di quest’anno in tutto, eccetto che nell’aerodinamica che è quella della W10. Qualcosa di simile è capitato anche sull’Alpha Tauri (ex Toro Rosso) con Red Bull. Raikkonen davanti a Perez dunque, mentre terzo è Daniel Ricciardo: l’australiano ha avuto qualche problema legato al design della sua Renault (che andrà sistemato), ma ha poi trovato la quadra chudendo a sette decimi dal finlandese. Quarto Albon con la prima Red Bull, staccato di 821 millesimi, poi ecco l’Alpha Tauri di Gasly a 1” e la prima Ferrari: Vettel è 6° a 1”063, precedendo la Williams di Russell (+1.175) e Charles Leclerc (+1.244). Nono Hamilton a 1”3, poi ecco Norris (McLaren), Grosjean (Haas), Ocon (Renault) e Valtteri Bottas: solo long-run per il finnico, che chiude 13° e ultimo a 2”2. Domani si chiuderà la prima tornata di test.

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