Nella giornata di ieri Kimi Raikkonen aveva chiuso davanti a tutti, ma era stata Mercedes a prendersi la scena col DAS, il sistema che consente di cambiare la convergenza delle sospensioni avanzando o arretrando il volante: un sistema innovativo, contestato dalle altre scuderie ma abilitato dalla FIA, che proprio dopo le proteste l’ha però vietato per la prossima stagione. Il DAS, che probabilmente verrà imitato da tutte le altre scuderie nei mesi a venire (Ferrari inizierà a valutare se usarlo dopo averlo visto all’opera in campionato: sarebbe pronto verso agosto/settembre), durerà dunque una sola stagione. Non è però passeggera la velocità della W11, che dopo due giornate in sordina e senza cercare la prestazione pura ha messo in mostra il suo potenziale.

Nel day-3 dei test di Barcellona, che va a concludere la prima tornata e dare l’appuntamento a settimana prossima per la sessione conclusiva (26-28 febbraio), ecco infatti la prova di forza di Mercedes. Valtteri Bottas e Lewis Hamilton hanno spinto a fondo, ottenendo tempi di estremo rilievo: molto interessante in particolare quello fatto registrare dal finlandese, che con la mescola più morbida chiude con uno strepitoso 1.15.732, mezzo secondo più veloce del record degli scorsi test, firmato Vettel. Hamilton è lontano otto decimi, ma non ha sfruttato la miglior mescola e si è concentrato anche sul lavoro di durata: pazzesco per intensità e costanza il suo long-run con la mescola C3 (media), oscillante tra l’1.19 alto e l’1.20 basso. Mercedes sembra avanti a tutti, ma i test possono essere ingannevoli: quel che è certo è che nella prima settimana Ferrari e Red Bull non hanno cercato la prestazione pura e hanno lavorato sulle simulazioni di GP e sulla durata. Può essere un dato positivo oppure il segnale che la macchina non è stata ancora compresa appieno: lo scopriremo presto.

È altrettanto vero, però, che la Rossa ha già dovuto affrontare un primo problema d’affidabilità. Dopo 294 giri in due giorni e poche ore, il propulsore montato sulla SF1000 ha salutato la compagnia verso le 11 di stamattina: la monoposto affidata per l’intera giornata a Vettel si è ammutolita in piena curva, causando la prima delle quattro bandiere rosse di giornata. Ferrari ha così interrotto la sua giornata di prove, ripresa poi intorno alle 14.30 con long-run e settaggi particolari alle sospensioni. Nelle prime ore della mattina, invece, erano state svolte prove aerodinamiche coi “rastrelli” sull’alettone anteriore per studiare il carico, che sembra dare ancora qualche problema. E, a differenza delle giornate scorse (in cui Leclerc era sempre stato in fondo nei rilevamenti allo speed trap), il propulsore della Ferrari ha mostrato tutta la sua velocità: 329km/h fatti registrare da Vettel, più veloce di una decima di km/h rispetto alla seconda monoposto (Gasly). Quel propulsore ha poi ceduto, ma non si pensa che le due cose siano collegate. La giornata di test, come si diceva, è stata caratterizzata dalle bandiere rosse, ben 4: la prima di Vettel, poi è toccato a Latifi, Magnussen e Ricciardo fermarsi. Latifi ha avuto un problema meccanico sulla Williams, Magnussen ha danneggiato gravemente la sua Haas dopo un testacoda dovuto a una foratura (sospensione ko e giornata finita alle 15) e Ricciardo è rimasto a secco durante una prova di pescaggio. Ma ora veniamo ai risultati.

F1, TEST BARCELLONA: BOTTAS DA URLO, LA W11 ESCE ALLO SCOPERTO– Come dicevamo inizialmente, Mercedes ha dominato la giornata di test. Valtteri Bottas ha impressionato col suo 1.15.732, precedendo di 784 millesimi Lewis Hamilton e di 1”370 Esteban Ocon sulla Renault. Buone prestazioni sulla “pink Mercedes”, quella Racing Point che ha copiato molte soluzioni dalla monoposto anglo-tedesca ed è quarta con Lance Stroll a 1”6 dalla casa-madre, mentre è quinto Daniil Kvyat sulla prima Alpha Tauri, staccato di 1”7: Kvyat è stato protagonista di un alterco con Grosjean, che procedeva lento in traiettoria in maniera pericolosa (non una novità) ed è stato mandato ripetutamente a quel paese dal collega, anche con ampi gesti da parte del “Torpedo”. Sesto un ottimo Antonio Giovinazzi, che si è avvicinato ai tempi di Raikkonen e ha svolto un grande lavoro di collaudo: il pugliese ha girato per oltre 140 tornate, provando ogni soluzione possibile (compresi alcuni giri col flow-viz, la vernice fluo che si usa per studiare i flussi aerodinamici) e chiudendo in 1.17.469. Settimo Daniel Ricciardo a un decimo dall’italiano, e ottavo Verstappen con la prima Red Bull: Max ha chiuso a 1”9 senza cercare la prestazione pura. Rifila all’incirca mezzo secondo ad Alex Albon, sceso in pista nel pomeriggio e tallonato da Gasly sulla seconda Alpha Tauri. 11° Sainz con la prima McLaren (+2”5) davanti a Grosjean: 13a posizione invece per Sebastian Vettel dopo una giornata tribolata, che vede il tedesco staccato di 2”6 dopo aver sofferto la rottura del motore. Chiudono il gruppo Norris, Latifi (+3”3) e Magnussen: il danese è ultimo a 4” dopo aver percorso pochissimi giri in virtù della rottura della sospensione della sua Haas. Appuntamento tra sette giorni, sempre a Barcellona, per gli ultimi test stagionali: visto che ci saranno 22 GP in calendario, sono stati infatti aboliti i test durante la stagione.

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