Suzuki era stata una delle grandi sorprese della scorsa stagione, viaggiando spesso al ritmo di Honda, Ducati e Yamaha e ottenendo grandi risultati con Alex Rins, e sembra destinata a confermarsi e crescere ulteriormente nel 2020. Dopo aver mostrato un ottimo passo a Sepang, la casa nipponica ha sfoderato una grande prestazione anche nel day 1 della seconda tornata dei test MotoGP, disputati su una pista che non ha mai sorriso particolarmente alla casa di Hamamatsu. È la costanza l’arma in più di Suzuki, che ha fornito ai suoi piloti una moto efficace e innovativa, non solo nella livrea ma anche nei pezzi provati e portati ai test: quest’oggi, tra le varie cose si è visto un nuovo telaio “rinforzato” in carbonio, e la giornata si è conclusa con le due Suzuki davanti a tutti.

Il team giapponese, che nel 2021 punterà ad avere anche una propria struttura satellite, chiude infatti davanti a tutti col tempo fatto registrare in extremis da Alex Rins, che dopo una giornata dalla notevole costanza ha cercato e trovato la miglior prestazione. Rins ha chiuso in 1.54.462, precedendo di due millesimi il compagno Joan Mir, che conferma a sua volta la crescita rispetto alla prima stagione in MotoGP, dove aveva comunque ottenuto buoni piazzamenti. Terza la prima delle rivali, la Yamaha di Maverick Vinales: Top Gun era stato molto costante nel passo in Malesia, piazzandosi sempre dietro a Quartararo, e stavolta chiude terzo a soli 32 millesimi dopo aver tenuto il comando della tabella dei tempi per gran parte della giornata. Tre piloti in 32 millesimi dunque, a testimoniare quanto siano equilibrati questi test, e una Ducati quarta. Ducati che non è quella di Andrea Dovizioso, ma quella di Danilo Petrucci: il ternano chiude a 170 millesimi e precede Franco Morbidelli con la prima Yamaha Petronas (+0.238), dopo aver provato quel sistema “holeshot” che abbassa il posteriore in partenza ed era stato già utilizzato (non senza polemiche) nel 2019. Morbidelli, invece, ha lavorato col forcellone in carbonio e l’unica M1 dell’anno scorso: le moto ufficiali di Rossi, Vinales e Quartararo si sono invece concentrate sul nuovo forcellone in alluminio.

Sesto invece Marc Marquez, che continua a migliorare la propria condizione fisica e ha piazzato la zampata nelle ultime ore: chiude a poco più di tre decimi e con soli 42 giri completati, un indizio della sua precarie forma fisica. La sua peraltro è l’unica Honda nella top-10: un segnale di debolezza per la casa di Iwata? Seguono Valentino Rossi e Fabio Quartararo, staccati rispettivamente di 414 e 612 millesimi: il Diablo ha provato il già citato sistema “holeshot”, copiato dalla Yamaha e probabilmente da tutte le case. Completano la top-10 Pecco Bagnaia e Aleix Espargaro con l’Aprilia, mentre è solo 11° Andrea Dovizioso: il Dovi, incappato in una scivolata e ai ferri corti con alcuni dei “pezzi grossi” di Ducati (si vocifera di un addio a fine anno), chiude a 846 millesimi, precedendo Zarco e Miller. 14a invece la prima delle KTM, con Pol Espargaro che è il primo pilota sopra il secondo: seguono Nakagami, Binder, Rabat, Oliveira, Crutchlow (19° a 1”3), Lecuona, Alex Marquez e Bradley Smith. Sorprendente in negativo la prestazione di Marquez jr: era stato il primo a scendere in pista nella mattinata, restando per qualche tempo in testa, ma di fatto non si è quasi migliorato, chiudendo a 2”1 da Rins. Si vocifera che sia debilitato dall’influenza, ma il suo adattamento alla MotoGP resta lento e laborioso: HRC rimpiangerà la sua scelta?

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