La terza e ultima giornata dei test sul circuito di Losail non chiude solo i test MotoGP in Qatar, ma sancisce anche la fine delle prove pre-season per la categoria più seguita e apprezzata del Motomondiale e tira la volata al primo weekend iridato, che verrà concluso dalla gara in programma l’8 marzo. Nelle precedenti giornate avevano svettato la Suzuki di Rins e la Yamaha clienti di Fabio Quartararo, e oggi ecco lo scatto definitivo di Maverick Vinales, che era stato sempre nella top-3 mostrando il miglior passo del plotone, e si candida fortemente al ruolo di favorito per il GP del Qatar. A Losail sono nuovamente le Yamaha a farla da padrone, con tre moto di Iwata nelle prime quattro: unica eccezione Valentino Rossi, che ha mostrato un buon passo ma non ha trovato il guizzo finale, complice anche una caduta.

Il leader, come dicevamo poc’anzi, è Maverick Vinales, che ha ottenuto il miglior tempo in assoluto della tre giorni di test: lo spagnolo ha chiuso in 1.53.858, alzando l’asticella e scendendo per la prima volta sotto l’1.54. I suoi long-run sono stati davvero impressionanti, e Top Gun ha completato la bellezza di 84 giri, mostrando costanza e forma fisica: per intenderci, le Suzuki di Mir e Rins ne hanno completati 82, ma sommando i giri total di entrambi, e il secondo pilota con più passaggi sul traguardo è Crutchlow con 70. Vinales precede di 33 millesimi Franco Morbidelli, nuovamente ottimo con la moto “meno evoluta” del gruppo-Yamaha, che mischia soluzioni di quest’anno e dell’anno scorso. Spezza l’egemonia di Iwata Alex Rins, primo pilota sopra l’1.54 in una sessione dai distacchi ridotti: è terzo a 210 millesimi, precedendo di soli 9 millesimi Fabio Quartararo e la seconda Yamaha griffata Petronas.

Quinto un redivivo Jack Miller, sin qui abbastanza incolore, che si piazza a due decimi e mezzo circa con la migliore delle Ducati: precede Joan Mir (+0.271) e Marc Marquez, che è settimo a 291 millesimi dal leader. Marquez è stato senza dubbio il pilota che ha acceso maggiormente l’interesse quest’oggi: la moto HRC non si sposa bene con le gomme Michelin 2020 e sta avendo molti problemi, al punto che Marc (ancora al 60% dopo l’intervento alla spalla) ha dichiarato ieri che, se le condizioni rimarranno queste, difficilmente si lotterà per la top-5. Honda, per correre ai ripari, ha deciso di… tornare indietro: Marc Marquez ha provato la RC213V versione 2019, usando la seconda moto di Nakagami riverniciata di nero alla bell’e meglio. Resta da capire se HRC tornerà definitivamente alla moto 2019, oppure se si è trattato solo di una prova comparativa per capire dove migliorare la moto attuale e quale strada prendere per il futuro. Sta di fatto che Marquez, con la moto dell’anno scorso, ha chiuso 7° a poco meno di tre decimi: ieri, con la moto di quest’anno, era arrivato 14° a 1” netto. Forse la soluzione è più semplice del previsto: un passo indietro per farne due avanti.

Completano la top-10 Nakagami, Brad Binder con la KTM e Andrea Dovizioso, che è 10° a 454 millesimi: seguono a ruota Bagnaia e Valentino Rossi, 12° a 474 millesimi. Il Dottore resta l’ultima delle Yamaha, ma ha comunque rilasciato dichiarazioni positive: sul passo gara c’è, gli è mancato il guizzo sul giro secco, complice anche una caduta. 13a a poco più di mezzo secondo l’Aprilia di Pol Espargaro, a testimonianza di quanto siano ridotti i distacchi quest’oggi: entro il secondo anche Pol Espargaro, Rabat, Petrucci (che ha provato una nuova veste aerodinamica della Ducati), Zarco e Crutchlow, che è 18° a 972 millesimi. Chiudono il gruppo Miguel Oliveira, Iker Lecuona (caduto nel finale), Alex Marquez e Bradley Smith: giornata molto deludente per Alex, che chiude a 1”6 e in penultima posizione, con soli quattro decimi di vantaggio sul collaudatore-Aprilia e ben sette decimi di ritardo da Cal Crutchlow. Il suo adattamento alla MotoGP, complice anche una forte sindrome influenzale e un’Honda in difficoltà, sin qui è stato davvero complicato e ai limiti del tragico.
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