Dalla seconda settimana dei test prestagionali della F1 a Barcellona tutti si aspettano una sola cosa: risposte. Ferrari è così in difficoltà come sembra, indietro anche rispetto alla Racing Point, oltre che a Mercedes e Red Bull? Le Mercedes, col DAS, sono davanti a tutti come sempre o ci sarà battaglia? Risposte che per il momento non abbiamo, perchè abbiamo assistito a una nuova giornata interlocutoria: per la seconda volta in quattro giorni di test è un’Alfa Romeo a chiudere in testa, con Kubica davanti a tutti. I risultati però sono diametralmente opposti tra compagni di team, con Kubica (terza guida) davanti a tutti e Raikkonen penultimo: le Mercedes chiudono settima e nona, le Ferrari a centro gruppo.

Ma andiamo ad analizzare il tutto nel dettaglio. L’Alfa Romeo C39 di Robert Kubica montava soluzioni innovative (un nuovo alettone anteriore con maggior carico aerodinamico, su tutte) e in più ha spinto al massimo della potenza possibile la power unit Ferrari. Robert Kubica non ha così fatto il miglior tempo solo grazie alla mescola C5, la più morbida del lotto, ma anche sfruttando la massima velocità del motore e probabilmente una configurazione “spinta” e molto aggressiva. Kubica ha chiuso in 1.16.942, confermando le ottime prestazioni dopo la “liberazione” da Williams: correrà nel DTM con BMW e sarà una preziosa terza guida per l’ex Sauber, il team a cui deve tutto o quasi. Alle sue spalle Max Verstappen, che è sceso in pista solo nel pomeriggio: quasi tutti i team hanno alternato i due piloti, e Max ha chiuso con gomme C3, ottenendo un gran tempo prima di causare una bandiera rossa a fine sessione. Verstappen, insieme a Kvyat (AlphaTauri) si è infatti fermato sul tracciato, probabilmente per una prova di pescaggio: i due hanno causato la terza e ultima bandiera rossa.

Verstappen ha lanciato comunque segnali incoraggianti: la sua RB, che in mattinata era rimasta molto ai box con Albon per un problema alla sospensione, ha chiuso a soli quattro decimi da Kubica con una mescola più dura di due compound. Red Bull si candida ad essere la grande rivale di Mercedes, che dopo aver lanciato un segnale a tutti col time attack di Bottas di settimana scorsa, si nasconde intorno alla metà del gruppo. Verstappen precede infatti Perez su una Racing Point sempre più convincente, le AlphaTauri di Kvyat e Gasly, Albon e Lewis Hamilton che è settimo: questi piloti sono racchiusi in poco più di un decimo, anche se Gasly (frenato da un problema a un tubo che ha costretto il team a smontare fondo e PU) ha ottenuto il tempo con gomme C5, a differenza degli altri che hanno sfruttato C2 e C3. Ottavo Stroll sull’altra Racing Point a otto decimi da Kubica, con Bottas nono a 1”2: il finnico, a differenza di Hamilton che ha fatto il tempo con mescola C2, ha girato con gomme C3 effettuando dei long-run e non cercando la prestazione.

Il passo-gara delle Mercedes è eccellente, mentre le Ferrari inseguono. La Rossa ha provato una nuova soluzione aerodinamica all’ala posteriore, lavorando molto sul passo con gomme C3: Vettel ha chiuso 10° a 13 millesimi da Bottas, Leclerc che ha girato nel pomeriggio solo 13° a 1”3, preceduto da Ricciardo e Sainz. Vettel ha anche causato la prima bandiera rossa di giornata, con un fuori pista e un testacoda senza danni. Chiudono il gruppo Latifi, Russell, Grosjean, Norris, Raikkonen (2”6 da Kubica) ed Esteban Ocon. Oltre a Williams, che comunque sembra migliore dell’anno scorso, preoccupano Renault e Haas: la vettura statunitense non sembra competitiva e sta faticando molto con Grosjean, Renault invece è ultima a 4”6 con Ocon. La monoposto francese è rimasta ferma per oltre tre ore in mattinata dietro i paravento: dovrebbe essere andato ko il propulsore, ma non ci sono conferme ufficiali. Non entusiasma per ora neanche McLaren: i due piloti lavorano sui long-run, ma restano a centro gruppo, con Lando Norris costantemente nelle ultime posizioni. Sono però solo test, e tutto può cambiare quando si farà sul serio.

F1, TEST BARCELLONA: LA CONFERENZA DI BINOTTO E VETTEL– Un altro dei momenti attesi di quest’oggi era la conferenza stampa congiunta di Sebastian Vettel e Mattia Binotto, programmata da Liberty Media e FOM alle 15, un paio d’ore dopo che Seb aveva concluso la sua sessione sulla Rossa. Binotto ha parlato del sistema DAS di Mercedes, ma anche del futuro: “Abbiamo valutato in passato il DAS, non l’abbiamo sviluppato perchè c’erano questioni legate alla legalità da chiarire con la FIA e tra l’altro non ritenevano che fosse del tutto adatto alla nostra monoposto. Staremo alla finestra e vedremo cosa faranno i nostri avversari: abbiamo fiducia nel lavoro della FIA. Il futuro? Seb è la nostra prima opzione, sono contento di una line-up che ritengo sia la migliore della F1: abbiamo svolto dei primi colloqui preliminari con Vettel, presto arriveremo alle valutazioni finali. Credo e spero che in tempi brevi si possa raggiungere un accordo. Penso che la relazione sia molto buona, mi aspetto una discussione tranquilla sul futuro”.

Più abbottonato Vettel: “Non sento pressione, la situazione è la stessa che vivevo tre anni fa prima dell’ultimo rinnovo. Al momento abbiamo altri pensieri e dobbiamo indirizzare le energie sulla pista. Entrambi sappiamo cosa vogliamo. Sono nel paddock da anni, amo quello che faccio e amo guidare: mi sono emozionato quando sono salito in macchina e voglio vincere. Abbiamo vissuto annate buone e meno buone, ma sono in Ferrari per combattere e vincere il campionato. La mia determinazione non è cambiata, così come quella del team”. Dichiarazioni congiunte che fanno pensare a un potenziale rinnovo: nelle settimane scorse si era parlato di un sondaggio-McLaren per Vettel, ma il tedesco potrebbe proseguire in rosso…

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *