La seconda giornata della seconda tornata dei test F1 a Barcellona si tinge di rosso Ferrari. È Sebastian Vettel a regalare la prima leaderboard di questi test a una Ferrari che sta preoccupando i suoi tifosi e, guardando solo il passo, sembra addirittura la quarta forza del Mondiale dietro Mercedes, Red Bull e Racing Point: l’anno scorso la Rossa sembrava la più forte per distacco, quest’anno invece sembra in difficoltà. Pretattica oppure i problemi sono reali? La risposta definitiva l’avremo a Melbourne, ma intanto arriva il primo squillo di Sebastian Vettel: il tedesco sfrutta al meglio una delle tre simulazioni di qualifica effettuate oggi e le gomme con mescola C5 (SuperSoft), chiudendo davanti a tutti. La SF1000 però continua a non convincere del tutto, perchè il passo-gara mostrato nella simulazione di GP è tutt’altro che convincente, con un deterioramento delle gomme che sembra piuttosto rapido. E non lo è, volendo essere precisi, anche la prestazione “secca”: il miglior tempo di Vettel è un secondo più lento rispetto a quello di Bottas di settimana scorsa, ma forse le condizioni di carburante/sfruttamento della PU erano diverse.

Sebastan Vettel, che ha procurato una bandiera rossa con un testacoda, è comunque primo col crono di 1.16.841: molto attivo il tedesco, che ha completato 145 giri. Quasi tutti i piloti hanno dato il meglio di sè al mattino, cercando di effettuare simulazioni di gara nel pomeriggio: unica eccezione Pierre Gasly, che ha effettuato le sue prove di qualifica nel pomeriggio con gomme C4 e C5, chiudendo addirittura secondo a due decimi da Seb. Nuova giornata col sorriso per Racing Point: Lance Stroll ha chiuso a 277 millesimi da Sebastian Vettel, ma il suo miglior tempo è stato staccato con gomme C3, dunque due “tacche” più dure delle C5 e teoricamente 1” più lente. Quarto invece Nicholas Latifi con una simulazione di qualifica molto veloce: il canadese ha sfruttato una Williams che sembra tornata affidabile e ha inanellato ben 158 giri facendo varie prove comparative, e chiudendo a 472 millesimi. Quarto invece Lando Norris, con una McLaren che sembra soffrire di surriscaldamento nelle pance laterali (difetto di concept?) e non ha del tutto convinto: Lando è quarto a sette decimi, ma ha sofferto molto le mescole-Pirelli e sembra avere molto sottosterzo a serbatoio vuoto. Il suo miglior crono è arrivato con gomme C2, una rarità.

Red Bull oggi ha alternato Verstappen e Albon, mostrando novità: un nuovo pacchetto aerodinamico con nuova ala anteriore e tante altre soluzioni da provare, tra cui un nuovo diffusore. Verstappen ha commesso però un errore, restando bloccato nella ghiaia e interrompendo la sua sessione: ha chiuso sesto a 897 millesimi, mentre Albon nel pomeriggio ha fatto solo alcuni long-run chiudendo 10°. Per entrambi i piloti il tempo con gomme C2 e poca sostanza. Verstappen ha preceduto Bottas, settimo con una Mercedes “nascosta” e staccata di 1”1: Mercedes lavora e raccoglie dati, la prestazione l’ha già cercata settimana scorsa e probabilmente si ripeterà domani. Ottavo a soli 28 millesimi da Bottas Ocon sulla Renault, mentre è nono Magnussen davanti al già citato Albon.

Chiudono il gruppo Ricciardo (11°, +1.554), Giovinazzi che è 12° a 2”8 dopo un incidente nel quale ha danneggiato l’ala nuova proprio mentre stava facendo la simulazione-qualifica e… Hamilton. Il britannico ha ereditato la Mercedes nel pomeriggio, cominciando un’ora dopo rispetto al previsto per qualche problema, ma ha completato solo 14 giri. Mentre stava effettuando una simulazione di gara, infatti, la power unit della sua W11 si è ammutolita lasciandolo di fatto a piedi. Effettuando solo 14 giri in 20′ di pista, Lewis ha chiuso 13° e ultimo a 5”5: il problema sembra essere legato alla pressione dell’olio della power unit, che ha surriscaldato il motore e l’ha fatto andare ko. Domani Mercedes dovrà dunque utilizzare una nuova power unit, e questa rottura lancia un campanello d’allarme: Williams aveva avuto problemi con la PU nelle precedenti giornate.

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