È il caso della settimana, del mese, forse addirittura dell’anno. Un anno che sarà “impoverito” dai tanti rinvii di gare e competizioni sportive per l’epidemia-Coronavirus, e dunque lascerà ampio spazio alle polemiche e alle problematiche extracampo/pista ecc. Il casus belli è un’improvvida nota della FIA, che annunciava un accordo “segreto” con Ferrari riguardo al funzionamento della power unit utilizzata l’anno scorso della Rossa. E già qui ci si chiede: se l’accordo è segreto e non verranno rivelate le specifiche, perchè fare una nota? Mistero. Sta di fatto che, da lì in poi, è stata un’autentica escalation: proteste dei tifosi, proteste dei team, salita sull’Aventino di sette scuderie che ieri hanno inoltrato una protesta formale alla FIA e alla stampa, chiedendo di conoscere i termini dell’accordo, che a loro dire mina la regolarità del campionato. Ferrari non ha mai risposto, ha risposto invece la FIA in giornata. Andiamo a ripercorrere le varie tappe del caso.

FERRARI-GATE, L’ANTEFATTO– Il caso ruota intorno al motore 064 della Rossa (specifica Evo-3), omologato verso la metà di agosto. Un motore che di fatto utilizzava dei micro-iniettori per pompare più benzina all’interno della power unit e ottenere una potenza-extra in alcune fasi della gara. Nulla di irregolare, perchè Ferrari (come ha fatto Mercedes col DAS e in passato RB, Brawn ecc) ha sfruttato una zona grigia del regolamento. Con la nuova power unit, Ferrari ha visto migliorare le proprie prestazioni e dato la svolta alla stagione, trovando la quadra in un’annata che l’ha vista conquistare 7 pole con Charles Leclerc e tre vittorie consecutive (Spa/Monza Leclerc, Singapore Vettel). Le prestazioni della Rossa, che poi come di consueto si è fatta del male da sola tra malagestione ed errori, hanno attirato ovviamente delle critiche. Mercedes e Red Bull hanno presentato reclami “informali” sulla prestazioni della nuova power unit, Max Verstappen invece ha attaccato ufficialmente la Rossa dopo il deludente GP di Austin e una prestazione che aveva sorpreso in negativo: “Non mi stupisce che abbiano deluso. Succede quando si smette di barare…”. Max non ha mai rettificato quell’attacco, e nel mentre era iniziata l’inchiesta della FIA sul motore 064. Un’inchiesta che è stata portata a conclusione nelle scorse settimane, e che probabilmente ha costretto Ferrari a ripensare totalmente la power unit in quest’inverno in accordo con la FIA, per evitare nuove polemiche nel 2020: non a caso, la nuova PU è sembrata meno veloce della vecchia, anche se è stata usata solo una volta in vera e propria configurazione da qualifica e dunque non ha mostrato il suo vero potenziale. Ma a cosa ha portato l’inchiesta-FIA?

FIA-FERRARI, L’ACCORDO SEGRETO– 28 febbraio, il giorno in cui tutto è cominciato. La FIA emette un comunicato per annunciare la “pace” con la Rossa e la chiusura dell’indagine sulla power unit di Maranello. “Dopo approfondite indagini tecniche, è stata conclusa l’analisi sul funzionamento della PU di Formula 1 della Scuderia Ferrari e si è trovato un accordo col team. Le specifiche dell’accordo rimarranno segrete tra le parti. FIA e Ferrari hanno concordato una serie di impegni tecnici che miglioreranno il monitoraggio di tutte le power unit nei prossimi campionati, oltre a supportare la Federazione negli aspetti normativi della F1 e nelle attività di ricerca sulla riduzione delle emissioni di carbonio e l’introduzione di combustibili ecosostenibili”. Inoltre, Ferrari ha annunciato che sono già state approvate le soluzioni della power unit siglata 065, da usare a Melbourne: tra queste, un sistema di sfruttamento dell’ibrido più esteso nell’arco del giro.

Un accordo che ovviamente ha scatenato varie polemiche. Non solo perchè i termini rimangono segreti, ma anche per quell’impegno ad aiutare il monitoraggio delle power unit dei prossimi campionati che è suonato come una presa in giro. Gli altri team, esclusi ovviamente i clienti Ferrari (Haas e Alfa Romeo), hanno da subito contestato l’intesa tra FIA e Rossa di Maranello e hanno covato un astio che è esploso proprio nella giornata di ieri. All’improvviso è infatti arrivata una nota congiunta dei sette team “ribelli” contro FIA e Ferrari.

LA RIVOLTA: SETTE TEAM CONTRO FERRARI– Mercedes e Red Bull alla guida della fronda, AlphaTauri, Racing Point, Williams, Renault e McLaren a supporto. Sette team contro FIA e Ferrari, in un’azione mai vista nel periodo recente. È successo nella giornata di ieri, quando le sette scuderie ribelli hanno emesso una nota congiunta contro l’accordo FIA-Ferrari, che da un lato concludeva le indagini e dall’altro non spiegava nè quali fossero le conclusioni dell’inchiesta, nè quali fossero i termini del suddetto accordo. Una nota che è stata inviata alla FIA e alla stampa, rendendo il dissenso pubblico.

“Noi, team sottoscritti, siamo rimasti sorpresi e scioccati dalla dichiarazione della FIA diffusa venerdì 28 febbraio in merito alla conclusione delle indagini svolte sulla power unit della Ferrari. La FIA ha la responsabilità di agire seguendo i più alti criteri di governance, integrità e trasparenza. Dopo mesi di indangini, intraprese dalla FIA solo dopo le domande sollevate dalle altre squadre, ci opponiamo fermamente all’accordo di transazione confidenziale tra FIA e Ferrari per chiudere la questione. Dichiariamo il nostro impegno a perseguire la piena divulgazione in materia, affinchè tutti siano trattati equamente. Andremo avanti per i fan, i partecipanti e tutte le parti interessate nella F1. Ci riserviamo di chiedere un risarcimento legale”.

I team dunque sottintendono che possa esserci stato anche un accordo economico (“accordo di transazione confidenziale”), ed Helmut Marko rincara la dose: “Vogliamo conoscere i dettagli. Non dimentichiamoci che l’eventuale squalifica della Ferrari ci avrebbe portato al 2° posto nel Mondiale Costruttori. Questo significa svariati milioni di euro di differenza. Sfortunatamente, temo che Max avesse ragione, quando accusò Ferrari”.

FERRARI-GATE, LA RISPOSTA DELLA FIA– La FIA ha risposto con un altro comunicato, che forse chiuderà la questione, difendendo l’accordo confidenziale. “FIA ha condotto analisi dettagliate sulla power unit della Ferrari, com’è stato fatto per ogni competitor della F1. Le costose e importanti investigazioni effettuate nel 2019 hanno dato adito a sospetti che Ferrari non stesse operando costantemente nei termini previsti dal regolamento FIA. Ferrari si è opposta all’affermazione e ha ribadito che la sua PU ha sempre lavorato nei termini regolamentari. La FIA non era del tutto soddisfatta, ma ha ritenuto che ulteriori azioni non fossero necessarie, perchè non avrebbero portato alla conclusione del caso per colpa della complessità della materia trattata e dell’impossibilità materiale di portare prove inequivocabili di una violazione.

Per evitare le conseguenze negative di un lungo caso, e nell’interesse del campionato e dei suoi investitori, la FIA ha deciso di avviare un “settlement agreement” con Ferrari e terminare i procedimenti, seguendo l’Articolo 4 (comma II) delle sue Norme Disciplinari e Giudiziarie (JDR). Questo tipo di accordo è uno strumento legale riconosciuto come una componente essenziale del sistema disciplinare, utilizzata da varie autorità pubbliche e dalle federazioni sportive nel dirimere le dispute. La confidenzialità dei termini del “settlement agreement” è stabilire dall’Articolo 4 (comma VI) delle JDR. La FIA farà sempre il possibile e prenderà ogni scelta necessaria per proteggere lo sport, il suo ruolo e la sua reputazione come “regolamentatore” della F1″.

Una risposta che chiuderà definitivamente il caso, oppure la polemica proseguirà? Appuntamento alle (eventuali) prossime puntate.

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