Un volto nuovo si staglia dal podio di Losail. In Moto2 sorride il giapponese Tetsuta Nagashima che ha portato alla vittoria la Kalex al termine di una gara perfetta. Scattato dalla quattordicesima posizione, ha iniziato una clamorosa rimonta, arrivando a contatto con i primi. Verso metà gara, quando il degrado delle gomme si è fatto sentire maggiormente per tutti i piloti, Nagashima ha dato vita a una progressione perfetta, infilando uno a uno gli avversari che lo precedevano. Una volta issatosi al comando, a tre giri dalla fine, non ha smesso di spingere, creandosi un gap di 1 secondo, rimasto intatto fino al traguardo finale. Alle sue spalle completano il podio Lorenzo Baldassarri ed Enea Bastianini, duellanti per tutta la gara. I due italiani hanno sopravanzato Luca Marini dalla vetta della corsa a sei giri dalla fine, ma non hanno potuto nulla contro lo scatenato Tetsuta. Quarto posto per Joe Roberts, autentica rivelazione di questo avvio di campionato, davanti a Remy Gardner e Fernando Navarro. Giornata da dimenticare per Marini, che perde posizioni e poi cade all’ultimo giro. Stessa sorte per Augusto Fernandez, scivolato dopo un contatto con Stefano Manzi. Delude Jorge Martin: dopo una prima parte di gara da protagonista, cala vistosamente concludendo in ventesima posizione.

MOTO3: COLPO ARENAS

Trenini, giochi di scie, incroci, sorpassi e staccate infinite. E alla fine a spuntarla è Albert Arenas al termine di una volta serrata con John McPhee. Lo spagnolo della KTM del team Aspar Gaviota si impone nel primo appuntamento grazie a una condotta di gara dai due volti. Nella prima parte della corsa è lui a dettare il ritmo dopo aver superato il poleman Tatsuki Suzuki in testa al termine del giro iniziale. Alle sue spalle è successo di tutto, con continui capovolgimenti. Si è portato presto nelle posizioni di vertice un grande Tony Arbolino, imitato da Darryn Binder e dall’ottimo Gabriel Rodrigo, mentre Jaume Masia ha dato vita a una rimonta lenta, ma inesorabile. Verso metà gara, Arenas è stato scavalcato a vantaggio di Suzuki e Binder. I continui cambi al vertice hanno permesso al gruppo di ricongiungersi, con addirittura 17 piloti racchiusi in un secondo. Ma nel momento della verità Arenas non ha avuto dubbi, piazzando l’allungo decisivo, seguito da McPhee. E l’ultimo giro risulta fatale per Arbolino, che si tocca con Binder all’inizio della prima curva. Il sudafricano termina a terra, mentre il milanese perde terreno e conclude lontanissimo, in quindicesima posizione. Arenas chiude davanti a McPhee, mentre il podio finisce ad Ai Ogura per la penalizzazione inflitta a Masia, terzo sul traguardo, ma sanzionato per aver oltrepassato la pista in troppe occasioni.

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