La MotoGP è già stata duramente colpite dal coronavirus. In virtù delle limitazioni ai passeggeri provenienti dall’Italia (obbligo di quarantena di due settimane ecc), non è stato possibile disputare la MotoGP e hanno corso solo Moto2 e Moto3: è stato inoltre rinviato il GP della Thailandia e si inizierà da Austin il 5 aprile, sempre che anche lì non vengano prese dure misure contro il virus, oppure non si decida di effettuare il tanto chiacchierato “doppio GP” in Malesia, con una gara a fine marzo oltre a quella già programmata. Tutto lo sport si sta fermando, soprattutto in Italia: il diffondersi del virus, con oltre 9mila casi totali (465 morti) e 7.985 persone tuttora positive, ha spinto il CONI a chiedere la sospensione di ogni attività sportiva fino al 3 aprile, che verrà ratificata presto da un decreto governativo.

La F1, invece, non si ferma. Il GP d’Australia è stato confermato a più riprese, e non avrà nessuna limitazione. L’ha confermato l’organizzatore Andrew Westacott, citando come esempio positivo di evento “aperto” la finale di Copa del Mondo femminile di cricket, che ha raccolto 86mila spettatori. La percezione del virus nel resto del mondo, dove i casi sono contenuti anche perchè si effettuano meno tamponi, è diversa, e Westacott parla così del GP: “La gara a porte chiuse non è una possibilità. Faremo le cose in maniera ragionevole, continuando con la nostra vita e prendendo le precauzioni necessarie. C’erano delle questioni riguardanti il trasporto di materiale dall’Italia, ma le vetture di AlphaTauri e Ferrari sono in viaggio dall’aeroporto di Tullamarine e questo è positivo. Anche il personale delle squadre è in viaggio, li aspettiamo nelle prossime ore. Ovviamente si è parlato molto di Ferrari (Maranello è nella nuova zona rossa, ndr), ma tutte le persone che ne fanno parte sono state esaminate attentamente e verranno monitorate. Al momento non ci sono prove di contagi nella zona, quindi non sono preoccupato per il GP e per gli eventi. Non siamo a un punto di non ritorno”.

F1, GP BAHRAIN A PORTE CHIUSE– Nessuna limitazione e gara “regolare” in Australia dunque, porte chiuse invece nella seconda gara stagionale, prevista per il 22 marzo in Bahrain. Questa mattina il Bahrain, che come altri paesi sta introducendo severi controlli e limitazioni per i viaggiatori italiani, ha annunciato che il GP sarà un evento esclusivamente televisivo. La gara si terrà a porte chiuse, e verrà consentito l’accesso solo a team/piloti e addetti ai lavori. Il Governo locale lo spiega così: “Dopo una consultazione con i nostri partner internazionali e con la Task Force nazionale per la salute del Regno, il Bahrain ha deciso di organizzare l’evento come riservato ai soli partecipanti. Come nazione ospitante della F1, assicurare il benessere di tifosi e partecipanti alla gara è una responsabilità enorme. Data la continua diffusione del COVID-19 a livello glovale, l’organizzazione di un grande evento sportivo aperto al pubblico, che consetirebbe a migliaia di fan di interagire a stretto contatto, non sarebbe la cosa giusta da fare al momento. Ma per garantire che la salute degli addetti ai lavori e dei tifosi, lo stesso weekend di gara continuerà comunque come un evento televisivo. Le prime azioni del Bahrain per prevenire, identificare ed isolare i casi di COVID-19 hanno avuto finora grande successo. Un approccio che ha comportato misure rapide e proattive, identificando le persone colpite dal virus, di cui la stragrande maggioranza dei casi si riferisce a coloro che viaggiano nel paese per via aerea. Misure di allontanamento sociale aggressive hanno ulteriormente aumentato l’efficacia della prevenzione della diffusione del virus, cosa che sarebbe stata impossibile da mantenere se il Gran Premio fosse andato avanti come inizialmente previsto. Sappiamo che in molti saranno delusi da questa notizia, in particolare coloro che intendono recarsi all’evento, che è diventato fondamentale per il calendario internazionale della Formula 1, ma la sicurezza deve rimanere la nostra massima priorità”.

Niente pubblico dunque in Bahrain, e il paese si attrezzerà anche per eventuali casi nel paddock. Verranno implementate procedure di screening che consentiranno di monitorare temperatura e sintomi dei presenti, nonchè servizi medici sul posto per curare eventuali pazienti, con la possibilità di istituire piccole unità di quarantena. Si aggiungeranno inoltre delle stazioni per lavarsi costantemente le mani e aumentare la sicurezza, oltre a stringenti protocolli medici e a una sanificazione intensiva del circuito e delle strutture. F1 ha fatto sapere che continua a monitorare il virus ed è in contatto con le autorità sanitarie e l’OMS, che indicherà eventuali misure restrittive da prendere in futuro. Ricordiamo che è già stato rinviato il GP della Cina, che è al momento è l’unica gara “virtualmente cancellata” (rinviata a data da destinarsi) della stagione.

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