Il coronavirus sta ormai fermando tutto lo sport. Resistono solo il ciclismo (in corso la Parigi-Nizza), l’UEFA che si rifiuta di rinviare le coppe europee e… la F1. Il GP d’Australia è tuttora sul tavolo, e forse solo nelle prossime ore verrà cancellato. La situazione è stata davvero surreale in questi giorni: andiamo a ripercorrere le varie tappe del caos.

F1, GP AUSTRALIA: DALLA TRANQUILLITÀ AL RITIRO DI MCLAREN– Confermato, in dubbio, di nuovo confermato, probabilmente cancellato. Il GP d’Australia ha vissuto giorni di estrema concitazione. Nel bel mezzo del caos totale per l’epidemia-coronavirus, tutti davano per scontato che anche la F1 si sarebbe fermata, come la MotoGP. Invece, nonostante tutto e nonostante molti team e piloti provenissero da zone a rischio, la gara è stata confermata a più riprese e le scuderie sono arrivate tranquillamente a Melbourne. I guai sono iniziati proprio al momento dell’arrivo al Melbourne: numerosi casi sono stati registrati nella regione di Victoria, e inoltre alcuni ospiti di uno degli hotel della zona di Albert Park manifestavano sintomi riconducibili al coronavirus.

Da lì sono iniziate a girare voci incontrollate che non trovavano mai conferme ufficiali. Si vociferava di meccanici di Haas e McLaren (5 in tutto) in autoisolamento, di una preoccupazione crescente ecc ecc. Voci incontrollate che hanno trovato una conferma nella tarda mattinata odierna. Con una nota pubblicata su tutti i suoi social, McLaren ha annunciato che un membro del suo team (un meccanico) è risultato positivo al coronavirus: conseguentemente, la scuderia di Woking si è ritirata dalla gara di Melbourne, lasciando dunque solo 9 team in griglia a meno di ventiquattr’ore dalle prime sessioni di prove libere. Ovviamente la preoccupazione ha iniziato a crescere nel paddock: Lewis Hamilton ha detto chiaramente che, se fosse per lui, in Australia non si correrebbe. Sebastian Vettel invece ha fatto intendere a chiare lettere che i piloti sarebbero pronti a dare un segnale come “collettivo”, qualora non fosse sicuro gareggiare. Più possibilisti Leclerc e altri piloti, che lasciavano carta bianca alla FIA e si dichiaravano disponibili a correre.

F1, GP AUSTRALIA: SI VA VERSO LA CANCELLAZIONE?– Da queste posizioni discordanti, e dalle preoccupazioni dei team, sono nate le discussioni tra FIA, Liberty Media, organizzatori e team principal riguardo alla possibile cancellazione del GP d’Australia. In questo momento emergono voci contrastanti: Sky UK ha parlato di “weekend che va avanti”, BBC di gara virtualmente cancellata e ufficialità in arrivo. Sembra destinata ad aver ragione la BBC, perchè tutto lascia intendere che in Australia non si correrà: la decisione finale sarebbe stata dei rappresentanti del Governo dello Stato di Victoria, lo stato che comprende Melbourne, perchè non sarebbe possibile prevenire eventuali contagi nel paddock e tra il pubblico. Una decisione che sarà ufficiale a breve, seguita a un concitato confronto tra Ross Brawn e i team principal. La trasferta australiana verrà dunque cancellata al 99%, e ora rischiano anche altre gare: il Bahrain era stato riprogrammato a porte chiuse, ma al momento rischia di saltare, esattamente come il primo GP del Vietnam, previsto per il 5 aprile. Gare che, com’è successo in MotoGP, potrebbero essere rinviate a fine anno o forse proprio non disputate. La F1 cancellerà i primi tre GP e inizierà a Zandvoort il 3 maggio? Difficile dirlo, ma è una delle ipotesi sul tavolo: sapremo di più quando la cancellazione del GP d’Australia sarà ufficiale. F1 voleva correre, ma il coronavirus non accetta ribellioni.

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